Schegge di vangelo a cura di don Stefano Bimbi
San Vincenzo martire a cura di Ermes Dovico
USA

Lo show di Trump a Davos. Poi l'accordo sulla Groenlandia

Trump parla per un'ora e mezza a Davos, lancia accuse contro la Nato, ma esclude l'uso della forza per prendere la Groenlandia. E in serata arriva la fumata bianca: accordo col resto della Nato per lo sfruttamento dell'isola artica.

Esteri 22_01_2026
Donald Trump a Davos 2026 (La Presse)

Mentre il governo della Groenlandia pubblica una nuova brochure con i consigli alla popolazione in caso di crisi sul territorio, Donald Trump a Davos tranquillizza almeno in parte la popolazione dell’isola affermando che non intende usare la forza per conquistarla. Il documento viene presentato come una "assicurazione", come ha spiegato il ministro dell'Autosufficienza, Peter Borg, in una conferenza stampa a Nuuk. "Non ci aspettiamo che sia necessaria". La sera stessa aveva già raggiunto un accordo con la Nato, rappresentata dal segretario generale Mark Rutte, e Trump ha ritirato la minaccia dei dazi ai paesi europei che avevano mandato contingenti simbolici sull'isola artica, su richiesta della Danimarca. 

Secondo quanto riferisce l'emittente danese Tv2, i cittadini groenlandesi hanno ricevuto un opuscolo Preparati alle crisi - sopravvivere per cinque giorni del Dipartimento per l'Ambiente e la Natura. L'emittente danese ritiene che, tra i beni essenziali per la famiglia figurano: Acqua potabile; Tre litri d'acqua a persona al giorno; Eventuale acqua per gli animali domestici; Scorte alimentari per cinque giorni, a lunga conservazione e di facile preparazione; Armi da caccia, munizioni e attrezzatura da pesca; Farmaci e primo soccorso. Inoltre, il Dipartimento segnala l'utilità di avere con sé: Radio FM a batterie/manovella/pannelli solari e numeri di telefono importanti (familiari, vicini e autorità di emergenza), oltre a VHF o altri dispositivi di comunicazione satellitare. Qualcosa di simile al prontuario presentato lo scorso anno dalla Ue per far fronte a un’invasione russa.

Trump a Davos ha affermato che «vedremo quello che succede. L'opzione militare non è sul tavolo. Non penso che sarà necessaria. Penso che la gente userà il buon senso questa è l'unica notizia che vi do», ha detto il presidente dopo aver definito la Groenlandia «un grande pezzo di ghiaccio necessario per la sicurezza nazionale americana e dell'Occidente»Trump ha ricordato che nella Seconda Guerra Mondiale Washington aveva presidiato la Groenlandia (contro la minaccia dei sottomarini tedeschi) per poi "stupidamente" restituirla alla Danimarca a fine guerra. Questo «non sarebbe dovuto accadere ma allora la gente la pensava diversamente». Trump poi ha lamentato che la Nato «ha trattato ingiustamente gli Stati Uniti per anni», che hanno pagato «praticamente il 100% della difesa» degli altri alleati e senza chiedere mai nulla in cambio.

Una rivisitazione della storia discutibile che sui conclude con la richiesta di Trump che gli europei per esprimere un sia pur tardivo ringraziamento cedano a Washington «una sola cosa, un pezzo di ghiaccio» che solo gli Stati Uniti hanno la capacità militare di difendere. «Solo noi abbiamo delle forze armate forti abbastanza, eravamo i più forti alla fine della Seconda Guerra Mondiale e ora lo siamo molto di più; di certo, non lo può fare la Danimarca», ha concluso confermando ancora una volta di considerare la Nato un organismo a cui gli Usa sono estranei. In ogni caso pur escludendo l’uso della forza, Trump ha chiarito che ne vuole la proprietà, non un altro tipo di accordo sulla Groenlandia e del resto a Washington è già stato preparato un disegno di legge che assegnerebbe all’isola lo status di 51° stato degli Usa.

Eppure, la sera stessa è stata raggiunta una prima intesa fra gli Usa e il resto della Nato. Donald Trump ha annunciato di aver raggiunto "il quadro di un futuro accordo" sulla Groenlandia con il segretario generale della Nato, Mark Rutte, e che pertanto non farà scattare i dazi che aveva minacciato di imporre ai Paesi europei che hanno inviato militari sull'isola e che sarebbero dovuti entrare in vigore il 1° febbraio. Poi, parlando con i giornalisti a Davos, spiega: «L'accordo sarà reso pubblico molto presto, è un grande accordo per tutti, ci darà tutto ciò di cui abbiamo bisogno». «È un accordo che durerà per sempre», sottolinea. «È un accordo a lungo termine, è un accordo a lungo termine definitivo, non c'è limite di tempo», scandisce il capo della Casa Bianca. Che in un'intervista a Cnbc chiarisce: «gli Stati Uniti e gli alleati europei lavoreranno insieme sul sistema di difesa missilistico Golden Dome e sui diritti allo sfruttamento dei minerali in Groenlandia».

Tornando all’intervento di Trump al vertice del World Economic Forum, effettuato tutto “a braccio” e che ha sforato i 45 minuti previsti per durarne ben 72 più 20 di domande e risposte, va rilevato che non sono certo mancate le gaffes. In più occasione ha confuso la Groenlandia con l’Islanda («L'Islanda, posso dirvi, la Borsa ieri ha fatto una prima caduta ieri per colpa dell'Islanda, dunque ci è già costata un sacco di soldi») e ha definito i somali più intelligenti di quello che ipotizzava. «Potete crederci? I somali alla fine viene fuori che hanno un quoziente intellettivo più alto di quello che credevo, io ho sempre pensato che questi lo avessero basso. Come hanno fatto ad andare in Minnesota e rubare tutti quei soldi?».

Ha annunciato che avrebbe visto Zelensky ieri e invece lo incontrerà oggi e ha canzonato Emmanuel Macron per gli occhiali a specchio sfoggiati nell’intervento al WEF. Il ministro degli Esteri della Danimarca, Lars Løkke Rasmussen, ha definito le affermazioni di Trump sull’isola contesa «positivo di per sé nell’affermare che non farà uso della forza militare ma l'ambizione del presidente è intatta».

Circa la guerra in Ucraina ha sottolineato che «io credo che Putin voglia raggiungere un accordo. Sto trattando anche con Zelensky e credo che anche lui sia interessato a un accordo e probabilmente adesso sarà qui in sala o lo incontrerò più tardi, ma devono far finire questa guerra perché stanno morendo troppe persone senza motivo, si perdono troppe anime e questo è molto triste, però io sto cercando anche di aiutare in questo modo l'Europa, la NATO»

Come prevedibile è stato molto critico il discorso di Trump nei confronti dell’Europa che «registra una bassa crescita economica, bassi standard di vita, basso tasso di natalità, ma ha anche più vulnerabilità nei confronti di avversari che vengono dall'estero e gli Stati Uniti hanno a cuore gli europei, veramente li abbiamo a cuore e io veramente sono molto preoccupato per l'Europa. Io sono anche molto legato all'Europa perché ho origini scozzesi e penso che sia importante che voi scegliate la crescita e anche l'energia come priorità per un occidente forte e unito». Ma gli europei «negli ultimi 10 anni si stanno autodistruggendo, stanno distruggendo questo luogo meraviglioso. Vogliamo degli alleati forti seriamente, vogliamo che l'Europa sia forte». Forte ma non abbastanza da difendere la Groenlandia?

Il presidente statunitense non si è trattenuto neppure sul Venezuela affermano che gli Stati Uniti «stanno aiutando il Venezuela» e i proventi dei 50 milioni di barili di petrolio ceduti a Washington «saranno divisi tra noi»Come dire che il petrolio è del Venezuela ma i suoi proventi verranno incassati almeno per metà dagli Usa. «Apprezziamo molto la loro collaborazione, sarà fantastico, vent'anni fa era un Paese che andava benissimo».