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Rapimenti

Liberato il sacerdote rapito in Nigeria il 19 maggio

Padre Maduka stava visitando una cappella di recente costruzione quando dei malviventi lo hanno aggredito e rapito

È stato liberato il 24 maggio, in Nigeria, grazie a una operazione di polizia prontamente avviata, don Kingsley Maduka, parroco della parrocchia cattolica di Cristo Re che fa parte della diocesi di Okigwe, città dello stato sud orientale di Imo. Era stato sequestrato da uomini armati il 19 maggio mentre stava visitando una cappella per l’adorazione eucaristica costruita da poco nel villaggio di Ogii. Nella stessa diocesi il 15 aprile un altro sacerdote, don Michael Ifeanyi Asomugha, parroco della chiesa di San Paolo a Osu, era stato rapito mentre rientrava in parrocchia in macchina insieme a un confratello. I malviventi avevano bloccato con un grosso masso la strada che collega Enugu a Okigwe, arteria dove spesso si verificano sequestri di automobilisti. Quando don Michael è sceso per spostarlo, lo hanno aggredito e portato via. Il sacerdote che viaggiava con lui è riuscito a scappare e a dare l’allarme.  Don Michael è stato liberato nove giorni dopo, sembra grazie all’interessamento della sua famiglia il che molto probabilmente vuol dire che per lui è stato pagato un riscatto. La maggior parte dei rapimenti in Nigeria, ormai molto frequenti, sono infatti a scopo di estorsione. Nella sola diocesi di Okigwe negli ultimi due anni sono stati rapiti cinque sacerdoti. Ha fatto scalpore un rapimento in particolare, quello di padre Fidelis Ekemgba, parroco della chiesa di San Pietro di Umunohu Amakaohia, sequestrato il 12 settembre del 2021 e in seguito liberato. Il capo della banda dei rapitori infatti era un pastore della Chiesa apostolica di Cristo di Lagos, Izuchukwu Anoloba che, individuato e arrestato, si è poi dichiarato pentito. Gli autori dei rapimenti in Nigeria sono per lo più malviventi locali. Negli stati della fascia centrale e in quelli confinanti operano anche bande di pastori Fulani.