a cura di Anna Bono
  • Islam

Liberati i cristiani iraniani in carcere da tre anni

Arriva dall’Iran una notizia giustamente definita “segnale incoraggiante” dall’agenzia di stampa AsiaNews che la riporta. Le autorità hanno rilasciato nove cristiani – un Pastore protestante, Matthias Abdulreza Ali Haghnejad, della Church of Iran,  e otto fedeli della sua comunità – che nel 2019 erano stati condannati a cinque anni di carcere con l’accusa di aver “messo in pericolo” la sicurezza nazionale e di aver promosso “il cristianesimo sionista” fondando una “chiesa domestica”. Il Pastore è uscito dal carcere il 30 dicembre e i fedeli il 1° gennaio. Bisognerà aspettare l’esito del giudizio  di revisione del processo che è stato richiesto – avverte AsiaNews – ma il fatto “rappresenta una luce di speranza in tema di libertà religiosa nel Paese, soprattutto per quanti abbandonano l’islam per il cristianesimo”. Nel comunicato in cui esprime soddisfazione e speranza, il presidente dell’organizzazione non governativa internazionale, Mervyn Thomas commenta: “tuttavia stanno ancora affrontando accuse infondate ed eccessive semplicemente per aver esercitato il loro diritto alla libertà di religione o di credo. Non hanno commesso crimini e continuiamo a chiedere alle autorità iraniane di porre fine all’uso strumentale di accuse relative alla sicurezza nazionale contro membri della comunità cristiana che esercitano pacificamente la pratica della loro fede”. Altro evento positivo è stata la decisione del capo della magistratura di concedere dieci giorni di libertà in occasione del Natale e delle feste di fine anno a molti cristiani, armeni e assiri, detenuti