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L'FBI spiava i cattolici? La commissione fa sul serio

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La Commissione Giustizia della Camera ha reso noti documenti interni dell'FBI che mostrano un vero e proprio piano per infiltrare agenti, istituire fonti e creare una rete capillare di controllo nelle parrocchie cattoliche, per combattere il presunto potenziale estremismo violento dei "cattolici radicali-tradizionali" in tutto il paese.

Libertà religiosa 14_04_2023

Lunedì 10 aprile la Commissione Giustizia della Camera ha reso noti documenti interni dell'FBI che mostrano un vero e proprio piano per infiltrare agenti, istituire fonti e creare una rete capillare di controllo nelle parrocchie cattoliche, per combattere il presunto potenziale estremismo violento dei "cattolici radicali-tradizionali" in tutto il paese. La Commissione ed il suo Comitato contro l’abuso di poteri del Governo (Weaponization of Government Committee) hanno anche emesso un mandato di comparizione nei confronti del direttore dell’agenzia Christopher Wray, nella quale si obbliga l’intero bureau dell’FBI a collaborare durante le indagini del Congresso sull’operato della stessa agenzia federale. 

In seguito alla fuga di notizie del gennaio scorso su un memo dell'FBI anticattolico, da noi illustrata sulla Bussola, il presidente della Commissione Giustizia del Congresso Jim Jordan aveva inviato lo scorso 16 febbraio una lettera al direttore dell'FBI Christopher Wray affinché consegnasse tutti i documenti relativi alle azioni dell'FBI che hanno indagato sulle e nelle diocesi e parrocchie cattoliche.  Non avendo ricevuto risposta da allora, la Commissione ha inviato un'altra lettera a marzo scorso. L'FBI ha quindi inviato una risposta di 18 pagine con numerosi omissis che "impediscono al Comitato di valutare pienamente il contenuto e il contesto dei documenti e di ottenere le informazioni richieste dal Bureau", secondo una nuova lettera inviata lunedì da Presidente della Commissione Jim Jordan al Direttore Christopher Wray.

Nella lettera  si legge che “sulla base delle poche informazioni fornite dall'FBI al Comitato, sappiamo che l'FBI si è affidata ad almeno un agente sotto copertura per produrre le sue analisi e che ha proposto ai suoi agenti di rivolgersi alle parrocchie cattoliche per sviluppare fonti, tra il clero e la leadership della chiesa, per informarsi sugli americani che praticano la loro fede". In pratica si sono infiltrati agenti dell’FBI in chiese, comunità di preghiera, parrocchie di intere Diocesi per controllare i fedeli cattolici, non solo i membri della Società San Pio X, ma anche tutti coloro che partecipavano alle celebrazioni in latino, recitavano il santo Rosario o attendevano a veglie di preghiera erano controllati e fors’anche schedati. Insomma, l’FBI ha usato le stesse pratiche già sperimentate dalle polizie segrete di tutti i regimi totalitari del modo da sempre. "Queste informazioni choccanti - si legge ancora nella lettera - rafforzano la nostra necessità di ottenere tutti i documenti richiesti e il Comitato sta emettendo un mandato di comparizione nei suoi confronti per obbligarla a collaborare pienamente".

Sebbene l'FBI affermi di avere "numerose" e "rigorose" politiche per proteggere i diritti del Primo Emendamento sappiamo da informatori che l'FBI ha distribuito questo documento [Ndr il memo anticattolico del gennaio scorso] agli uffici sul campo in tutto il Paese. Non è chiaro, tuttavia, quanti dipendenti dell'FBI" abbiano esplorato “nuove strade per lo sviluppo di fonti e fili d'inciampo", si siano cioè infiltrati e abbiano creato reti di contrasto ai cattolici tradizionalisti o conservatori, nelle chiese cattoliche in tutto il Paese. "L'FBI riconosce l'importanza della supervisione del Congresso e rimane pienamente impegnata a collaborare con le richieste di supervisione del Congresso e sta lavorando attivamente per rispondere alle richieste di informazioni del Congresso, compresa la produzione volontaria di documenti", ha dichiarato l'agenzia in un comunicato.

All’inizio del marzo scorso, come abbiamo descritto sulla Bussola, in un'audizione infuocata al Senato era stato il Procuratore generale Garland a dover rispondere alle domande dei Repubblicani sul memo anticattolico e anticristiano rinvenuto a Richmond e lo aveva fatto negandone la conoscenza, con un compiacente e stucchevole  imbarazzo. Le reazioni non sono mancate a quest’ennesima prova dell’abuso di potere delle agenzie federali USA che trovano copertura nell’intera Amministrazione federale e nel Dipartimento di Giustizia in particolare. Partecipando ad una trasmissione televisiva il Senatore repubblicano Josh Hawley, uno dei più puntuali ad interrogare sulle indagini anticattoliche il Procuratore Garland nel marzo scorso, ha detto che quanto emerge in questi giorni “dimostra quanto il Procuratore generale degli Stati Uniti abbia mentito spudoratamente”.

Lo stesso copione di menzogne recitato dal Direttore Wray sempre al Senato lo scorso 8 marzo , quando disse che il memorandum trapelato dalla divisione di Richmond dell'FBI non rifletteva gli standard rigorosi dell'FBI ed era rimasto "sbigottito" assicurando che “non conduciamo indagini basate su affiliazioni o pratiche religiose, punto e basta”. La parola fine non è ancora scritta, anzi emergono inquietanti analogie tra l’operato dell’FBI e quelli di Gestapo e KGB nel secolo scorso, contro i cattolici ed i cristiani non conformi alla mentalità ed ai desideri del potere.

L'FBI potrebbe indagare legittimamente su diverse centinaia di atti vandalici e terroristici interni contro pro life, Chiese cristiane e Giudici Supremi, invece si accanisce contro i cattolici e, come dimostrano eclatanti documenti pubblicati nei giorni scorsi, contro la gente comune che usa un gergo non politicamente corretto su Internet, associando questi milioni di utenti all'estremismo violento. Grazie all' Heritage Foundation's Oversight Project i glossari dell’FBI pubblicati nei giorni scorsi, svelano scenari da paura. L’America se ne va a ramengo e solo grazie a Biden e alle sue polizie politiche.