• GRAN BRETAGNA

L’autorità governativa: “Basta mentire sulla fecondazione”

La Cma del governo inglese ha chiesto alle cliniche della procreazione medicalmente assistita di non barare sui tassi di successo molto bassi denunciando i prezzi folli dei trattamenti. Max Pemberton, psichiatra del Servizio sanitario nazionale, ha affermato: “Non aspettate: la maternità non è un diritto ma un privilegio biologico. A ricordarlo sono anche i disastri mentali provocati alle donne e alle coppie da questa pratica”.

Questa volta a denunciare le bugie del business della fecondazione assistita non sono i cosiddetti retrogradi che cercano studi, sistematicamente ignorati, per provare il successo scarso della pratica, e che segnalano il giro di soldi miliardario e i possibili danni sui bambini nati in provetta, ma l’autorità governativa inglese Competition and Markets Authority (Cma).

Settimana scorsa, infatti, la Cma, insieme alla Human Fertilization and Embryology Authority (Hfea), ha redatto nuove linee guida contenenti gli obblighi legali delle cliniche della fecondazione artificiale, dopo aver segnalato le informazioni poco chiare sui tassi di successo e le cifre folli dei trattamenti. A spiegare quanto accade in questo mondo è stato Max Pemberton, psichiatra dipendente del Servizio sanitario nazionale inglese, intervenuto sul Daily Mail. “Negli ultimi 40 anni - ha affermato - ho visto progressi sorprendenti della scienza e della tecnologia, con la fertilità che è diventata un diritto” per cui “un’intera industria privata è sorta intorno alla promessa che tutti, indipendentemente dalla biologia possano essere genitori”. In questo modo è stato anche possibile inculcare nelle menti delle donne esortazioni come questa: “Concentrati sulla tua carriera e relazione, esplora il mondo e quando sarai pronta per sistemarti la medicina ti verrà incontro aiutandoti a sfidare le probabilità di rimanere incinta”.

Al di là delle considerazioni morali e etiche legate alla procreazione medicalmente assistita, per il medico queste convinzioni diffuse sono innanzitutto menzogne perché “sebbene la scienza ci consenta di migliorare di poco la probabilità di rimanere incinta questa è di gran lunga più limitata di quanto vorrebbero farci credere coloro che vivono del business della fecondazione in vitro”. Certamente poi l’emergere della menzogna ci segnala anche l’immoralità della fecondazione assistita, perché secondo Pemberton ci dimostra che “avere un figlio non è un diritto ma un privilegio biologico”. Anche perché non è detto che si resti incinta come e quando si vuole, anche quando una donna non ha problemi di feritilità. Dimenticare questo, e il fatto che l'orologio biologico ha le sue regole, fa cascare le donne nel tranello con tutte le conseguenze che ciò implica anche dal punto di vista psicologico: “Lavorando nel campo della salute mentale ho visto le conseguenze sulle donne che hanno rimandato la maternità alla fine dei 30 anni o addirittura verso i 40: quando falliscono sono tormentate dal dolore e dal senso di colpa per aver aspettato”.

Ma qual è la verità che le autorità governative hanno chiesto alle cliniche della fecondazione di rivelare? “Tra le donne di età compresa tra i 42 e i 43 anni, solo il 3 per cento avrà un bambino. Per le over 44, il tasso di successo è dell'1 per cento”, inoltre “le linee guida del Sistema sanitario nazionale raccomandano che alle donne di età inferiore ai 40 anni vengano offerti tre cicli mentre a quelle tra i 40 e i 42 anni solo uno. Non è affatto raccomandato alcun ciclo in età superiore ai 42 anni, a causa del tasso di successo incredibilmente basso”. Tuttavia, si procede comunque oltre, perché tutto “questo dà vita ad un intero mercato redditizio per le cliniche private, che possono rivolgersi a donne disperate e consapevoli che il tempo sta rapidamente scadendo”.

Sulla disperazione, infatti, si guadagna benissimo: “Alcune cliniche fanno pagare fino a 20 mila sterline per ciclo di fecondazione in vitro, nonostante la Human Fertilization and Embryology Authority (Hfea) consigli un prezzo non superiore alle 5 mila...il prezzo spesso aumenta perché le cliniche offrono ‘componenti aggiuntive’, ossia trattamenti che dovrebbero aumentare le probabilità di successo...Tuttavia, un progetto di ricerca guidato da Carl Heneghan dell'Università di Oxford ha scoperto che la maggior parte di queste ‘componenti aggiuntive’ non serviva”. Ancora peggio, continua il medico, “esiste una tendenza perversa delle cliniche a sopravvalutare il successo della fecondazione in vitro per incoraggiare le donne a ritardare il tentativo di avere un bambino così da assicurarsi che avranno bisogno di procedure sempre più costose in futuro”.

Ma, come già accennato, “anche gli aspetti psicologici di questa procedura, specialmente per le donne anziane che provano un senso di panico con il passare del tempo, vengono regolarmente ignorati”. Persino “le coppie che intraprendono la fecondazione in vitro per la prima volta faranno fatica a capire quanto estenuante, deludente, frustrante e inutile sarà il percorso. E anche per coloro per i quali la fecondazione ha successo, la fatica del trattamento può lasciare con nervi logori e relazioni di coppia compromesse...il vero prezzo, non viene mai adeguatamente messo in mostra”. Ma, si sa, prima o poi le bugie chiedono il conto. E questo è uno dei costi dei "nuovi diritti".

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