• LA LETTERA

La sgradevole litania della conversione di Pannella

La lettera di Pannella a papa Francesco ha fatto molto rumore per nulla. Presentare quella lettera come una sorta di conversione è una ingiustizia, anzitutto nei suoi confronti. Ecco perché sono sgradevoli e disonesti i tentativi di convertire Pannella. Dio ci ha dato la libertà di rifiutarlo.

La salma in Piazza Navona

Caro direttore

la lettera di Pannella a papa Francesco ha fatto molto rumore. Purtroppo, per nulla. Presentare quella lettera come una sorta di conversione è una ingiustizia, anzitutto nei suoi confronti. Trovo questo tenativo di arruolare nella Chiesa chi la ha sempre combattuta, un po' sgradevole.  Si manca di rispetto, verso la libertà del defunto. 

Nessuno può sapere se Pannella si sia convertito o meno. Certamente però, possiamo dire che l'uomo che ha lottato tutta la vita per legalizzare aborto, divorzio, eutanasia e droga, non ha mai detto, nell'ultimo periodo della sua vita, di aver cambiato idea. Non lo ha scritto neppure nella famosa lettera al papa, che non è stata certo l'unica (domanda: ma chi la ha passata ai giornali, e perchè?).

Sappiamo bene che Pannella cercava di arruolare nelle sue battaglie, tutti. Ci provò anche con Giovanni Paolo II, sia dalla radio, sia per iscritto; ci ha provato, sin dall'inizio del pontificato, con Francesco. Per invitarlo a "convertire" la Chiesa. Era un' idea che ha sempre avuto. Vorrei notare un fatto. Nella lettera Pannella ribadisce un concetto a lui caro: di essere più vicino lui, a Cristo, della Chiesa.

Quante volte lo ha detto e ribadito! Pannella è sempre stato interessato alla fede, alla Chiesa, a Cristo, ma per combatterla, e per "convertirla". Per ascoltare il Dies irae gregoriano, bisognava aprire radio radicale! Come ribadisce il concetto? Scrivendo: "questo è il Vangelo che io amo e che voglio continuare a vivere". 

Scrivendo "questo è il Vangelo", Pannella ribadisce: "Questo, non quello che la Chiesa predica da duemila anni". Quando afferma "voglio continuare", dichiara apertamente di non aver mai camnbiato strada. Continuare è un verbo che non lascia spazio ad interpretazioni. Io, ha scritto Pannella, ho sempre servito gli ultimi, e continuerò a farlo. Con il divorzio, l'aborto ecc., Pannella si è sempre dichiarato dalla parte degli ultimi. In questa lettera, lo ha ribadito. 

Senza dunque voler leggere nel cuore di nessuno, ma limitando a leggere la lettera, ribadisco che trovo sgradevoli e disonesti (forse, talora, ingenui) i tentativi di convertire Pannella in punto di morte. Dio ci ha dato la libertà di rifiutarlo, arruolare tutti tra i suoi discepoli è negare la libertà stessa che Dio ci ha dato, di dirgli di no. Come Pannella ha fatto per tutta la vita pubblica.