a cura di Benedetta Frigerio
  • Iraq

La Chiesa caldea è contraria a fare della Piana di Ninive un’area autonoma protetta per i cristiani

Il patriarca caldeo Louis Raphael Sako è contrario alla creazione di una area protetta per i cristiani nella Piana di Ninive. Lo ha affermato in una intervista rilasciata il 30 agosto al quotidiano arabo con sede a Londra, Asharq Al-Awsat. Il cardinale Sako sostiene che ai cristiani iracheni anche se vivono in condizioni difficili e subiscono forme di emarginazione politica e sociale “non conviene trincerarsi in milizie confessionali” o affidarsi a corpi armati stranieri: “siamo parte dell'Iraq, non vogliamo la divisione e la creazione di cantoni su base settaria in questo Paese”. L’idea di fare della Piana di Ninive, costellata di cittadine e villaggi a maggioranza cristiana, una regione autonoma sotto la protezione internazionale delle Nazioni Unite, con l’intenzione di sottrarla a conflitti e tutelare i diritti delle comunità cristiane, è stata avanzata nel 2017 da due arcivescovi di Mosul, il siro cattolico Boutros Moshe e il siro ortodosso Mar Nicodemus Daud Matti Sharaf, e dall’arcivescovo  siro ortodosso di Bartellah, Mar Timotheos Musa al Shamany. Il neo cardinale Sako si era subito dissociato adducendo le motivazioni ribadite nella recente intervista. Decine di migliaia di cristiani erano fuggiti, riparando in gran parte nella regione autonoma del Kurdistan iracheno, quando nell’estate del 2014 l’Isis, lo Stato Islamico, aveva conquistato la Piana di Ninive. Dall’estate del 2017, con la sconfitta del Califfato, già 8.000 famiglie cristiane hanno fatto ritorno a casa.