• L'INTERVISTA

«Io, vaccinata in allattamento: anche mia figlia ora è malata»

L'allarme del ministero inglese sul vaccino in allattamento e gravidanza non va sottovalutato. Come dimostra il calvario di Laura di Bergamo, che si è rivolta al Comitato Ascoltami e ora chiede aiuto alla Bussola: «I medici mi hanno spinta a vaccinarmi in allattamento, così avrei passato gli anticorpi a Juli, ma ora mia figlia ha la schiena a pezzi e dolori costanti da un anno. Il nostro sangue è pieno di microcoaguli e cristalli di grafene. Abbiamo speso 9000 euro tra visite ed esami. Ora lo Stato si faccia carico delle nostre malattie».

«Il nostro sangue è pieno di microcoaguli, ha globuli rossi deformati, impilati e aggregati con cristalli di materiale esogeno, che ci è stato detto essere grafene». Reazioni avverse e allattamento. Una frontiera inesplorata finora, ma che va percorsa, nonostante lo scetticismo ad affrontare temi che sono stati cacciati nel casellario delle fake news no vax. I casi non mancano, come racconta alla Bussola Laura Benazzi in questa storia drammatica che ha coinvolto lei e ciò che ha di più caro: sua figlia Juli, una bellissima bimba italogiapponese che oggi ha quattro anni.  

La notizia del ministero della sanità inglese che ha sconsigliato la vaccinazione a mRna in allattamento e gravidanza, ci spinge ad interrogarci su quanto è accaduto in Italia, dove addirittura alle donne in allattamento è stato consigliato l’inoculo. «I medici dell’ospedale di Bergamo me l’avevano detto: “Lo faccia tranquillamente, così anche la bambina prende gli anticorpi”». Solo che Juli, oltre che gli anticorpi ha preso anche la spike, che ha fatto parecchi danni al suo corpicino.

Per la verità, il suo primo incontro con la spike, Juli lo ha fatto all’età di due anni, quando nel marzo 2020 Laura ha contratto il covid nella sua Bergamo.

Ed è qui che cominciano i vostri problemi, vero Laura?
All’epoca allattavo Juli, che aveva due anni. Il covid per me non è stata una passeggiata. Dopo il lockdown a Juli sono stati diagnosticati due noduli alla tiroide. Abbiamo fatto tutti gli esami possibili (anche genetici) per escludere patologie gravi. E’ stata successivamente ipotizzata una possibile tiroidite virale transitoria probabilmente di origine autoimmune dovuta all’infezione da covid con formazione di piccoli noduli che ora dovranno essere monitorati a vita.

Veniamo alla vaccinazione.
Ho fatto la prima dose il 4 giugno 2021. In quel periodo volevo già smettere con l’allattamento ma mi sono rivolta ai medici dell’ospedale di Bergamo che invece mi hanno detto che avrei fatto benissimo a vaccinarmi in allattamento perché avrei passato gli anticorpi del covid alla piccola, quindi mi sono fidata. Quando mi diedero il Pfizer ero pure contenta, all’epoca si parlava dei problemi che dava AstraZeneca.

Però, lì è iniziato il calvario.
La sera stessa dopo il vaccino mi compare una montata lattea molto sospetta e abbondante.

Perché sospetta?
Perché dopo tre anni di allattamento i volumi di latte non sono abbondanti.

I primi sintomi?
Quattro giorni dopo: bruciori, rossori in tutto il corpo, piccoli capillari che scoppiavano nelle gambe e nelle braccia, bruciori dietro i bulbi oculari, palme delle mani e dei piedi e gomiti rossi e brucianti come fuoco, lividi. Una notte mi si è gonfiato un linfonodo clavicolare. Nei giorni successivi mal di testa e vertigini. Una notte ho sentito un dolore retro-nucale, tipo un elastico che si rompe. “Boh... che cosa è successo?”, mi chiedevo, non sembravano esserci conseguenze a quel dolore. La mattina seguente mentre accompagno Juli all’asilo perdo la sensibilità al collo dal lato dove avevo avvertito il dolore la notte. Sensazione di gonfiore, intorpidimento e non riesco più a muovere il collo.

Si spaventa?
Altroché. Stavo andando in ufficio e devio per il Pronto soccorso, durante l’attesa anche all’altro lato del collo mi accade la stessa cosa. Esclusi problemi neurologici, mi hanno dato una tachipirina e fatto una rx alla cervicale in varie proiezioni. Dimessa con esiti di vecchia discopatia da tenere monitorata, ma non ero affatto convinta perché non mi aveva mai dato quei sintomi. Per fortuna in circa tre giorni questa sorta di “paralisi” e rigidità del collo (non riuscivo a girarlo, come se avessi un collare rigido) regrediscono spontaneamente. Ma nei giorni successivi continuavano ad accadere cose strane e per me spaventose: mi coricavo per andare a letto e avevo le vertigini da sdraiata, in più occasioni, durante la notte, ho avuto “tremori interni”, come una forte sensazione di “shakeramento” - non riesco a spiegarmi meglio - accompagnata da vertigini e tachicardia. Ho avuto paura di morire. Nei giorni successivi - e siamo ormai alla fine di luglio - questo si aggiungono forti dolori epigastrici e bruciori, forte malessere in tutto l’addome superiore, accompagnati da forte senso di nausea. Mi è stata diagnosticata una gastrite cronica che non ho mai avuto prima. Ho fatto anche gli esami del sangue e avevo il didimero altissimo. Ma contemporaneamente anche Juli stava male.

Che cosa accusava?
Febbre in più occasioni anche molto alta, vomito al mattino dopo colazione, giramenti di testa, trasformatisi poi in veri e propri mal di testa e dolore agli occhi, sensazioni di spilli nei piedini e nelle manine; in seguito, le è comparsa una tosse continua e irrefrenabile “da foca”. In ospedale le hanno prescritto aerosol con cortisone e per fortuna è passata. In agosto incomincia con fortissimi mal di pancia, accompagnati da mal di schiena da non riuscire a camminare dal dolore.  Il mal di schiena è stato molto acuto fino a giugno 2022. Da circa settembre 2021 tutte le notti, la colonna vertebrale le diventava rigida e sporgente, aveva forti dolori, non riusciva a cambiare lato, a girarsi e piangeva come una matta. Al mattino era molto rigida e aveva molta difficoltà a camminare. In certi momenti si bloccava completamente, mi diceva, con difficoltà anche a parlare “non riesco a camminare, aiutami”.

Immagino che inizi il solito pellegrinaggio di esami.
Esatto. Da agosto 2021 incomincia una stitichezza allucinante. Sono stati necessari clisteri di fisiologica in ospedale. Abbiamo fatto successivamente gli esami e la calprotectina fecale (un marker di infiammazione intestinale) era 4 volte sopra al limite massimo. La porto al San Raffaele dove mi dicono che è molto probabilmente il mal di schiena che provoca i dolori addominali, non viceversa. Abbiamo fatto una risonanza alla colonna vertebrale che è risultata negativa. Nonostante ciò i dolori alla schiena e la rigidità durante il riposo notturno permanevano. Con il movimento dolori e rigidità scomparivano. Siamo ad ottobre.

Poi?
L’ho portata al Gaslini sia dal reumatologo che dal gastroeneterologo. Il reumatologo ha visto la bambina che deambulava normalmente, in quel momento non aveva rigidità e dolori. Inoltre dopo aver visto la risonanza negativa ha escluso qualsiasi problematica. Non mi ha mai risposto in merito a possibili reazioni avverse al vaccino covid in allattamento.

Facciamo un passo indietro. Ha continuato ad allattare?
No, mi sono resa conto che il latte le faceva male e l’ho interrotto a luglio, a un mese dal vaccino. Quindi la bimba si è “beccata” un mese di spike.

Andiamo avanti…
A gennaio ’22 prendiamo tutti il covid, dal punto di vista dei sintomi è stata una passeggiata, ma di fatto ci riacutizza tutti i sintomi precedenti e i dolori.

Nel frattempo, ha continuato le visite?
Tra me e Juli abbiamo speso 9.000 euro in un anno per visite, esami, farmaci, integratori e spostamenti.

Ha viaggiato molto?
Continuamente: ortopedico, reumatologo, osteopata, fisiatra.

E non c’è mai stata una diagnosi precisa?
No, imprecise. Ad esempio il fisiatra ha diagnosticato una scoliosi che nei mesi precedenti l’ortopedico non aveva notato. Probabilmente questa scoliosi, o meglio “atteggiamento scoliotico” è insorto come conseguenza del fatto che la notte per resistere ai dolori e alla rigidità Juli assumeva posizioni stranissime e inopportune, tanto da determinare una sorta di torsione della colonna vertebrale. Poiché i problemi permanevano e letteralmente non sapevo dove sbattere la testa, su consiglio di una conoscente, sono andata a Siena.

Che cosa è successo?
Il reumatologo è stato gentilissimo e molto umano, mi ha creduta e mi ha prescritto una nuova risonanza con mezzo di contrasto, ma, prima di farla, sono venuta a conoscenza di un fatto, che mi ha convinto a rifiutarei il mezzo di contrasto. Quindi la RM è stata fatta senza contrasto e non ha evidenziato alterazioni.

Si spieghi.
A giugno l'avevo sottoposta ad una microscopia in campo oscuro a Mantova dal dottor Franco Giovannini. Le immagini sono sconcertanti.

Che cosa si vede?
In tutte e noi due sono evidenti globuli rossi deformati, impilati e pieni di cristalli di grafene. Quindi c’è un problema di circolazione del sangue.

Ha paura a parlare del grafene?
No, ma per altri sembra un tema scandaloso, su cui nessuno si esprime e che viene relegato alla narrazione no vax, ma dopo aver visto coi miei occhi l’esame e le immagini, credo che questo sia un grosso problema, che sicuramente crea e può creare dei danni all’organismo.

Si spieghi meglio.
Quando mi lavavo i denti andavo spesso incontro a sanguinamento gengivale: ebbene, dal vaccino in poi non perdo più sangue. Mi sono ferita in più occasioni e non ho mai perso sangue. Generalmente ne perdevo tanto anche per piccole ferite. Sembra ci sia un’iper-coagulazione del sangue. Il nostro sangue è inoltre magnetico a causa del grafene (che ha proprietà magnetiche). Il magnetismo nel tempo si è attenuato, ma nel sangue sono ancora presenti parecchi cristalli di grafene (l’esame al microscopio è stato fatto dopo un anno dalla vaccinazione, solo su una goccia di sangue presa dal dito, immagino quindi quanto ce ne possa essere nel resto del sangue…). Ho una prova con me che però preferisco non mostrare in pubblico.

Che cos’è?
Le foto della bambina con le mollette di ferro sulla fronte. Stanno su da sole, anche in movimento.

(Mi mostra la foto, chiedendomi di non divulgarla. Confermo: la molletta sembra incollata alla fronte). E Giovannini ha confermato la vaccino correlazione?
Sì, i nostri globuli rossi cambiano la loro carica elettrica e non si respingono più tra loro a causa del grafene che li attira elettromagneticamente; ciò provoca impilamenti di globuli rossi che si aggrappano al grafene stesso creando microcoauguli. Tutto ciò influisce negativamente sulla circolazione del sangue, quella nei piccoli vasi.

Che cosa pensa che possa esservi successo?
Le strade da percorrere sono due: o il sangue e il grafene o la reazione individuale alla proteina spike che scatena il sistema immunitario: a me ha danneggiato, sul lungo periodo, la mucosa dello stomaco, a Juli la schiena, ma la sua situazione potrebbe essere più complessa perché probabilmente di origine autoimmune. Il padre ha la psoriasi e Juli, che gli assomiglia molto, potrebbe avere una predisposizione a questa malattia. Il vaccino è sicuramente stato scatenante, ha probabilmente anticipato e scatenato la comparsa di problemi autoimmunitari perché i sintomi che ha avuto sembrano clinicamente molto simili a quelli dell’artrite psoriasica.

Che cosa chiede attraverso il Comitato Ascoltami?
Chiedo di studiarci, che lo Stato si prenda carico del nostro caso. Abbiamo passato un anno intero dentro e fuori dagli ospedali e da specialisti di ogni tipo. Non ci possono liquidare con una scrollata sulle spalle trattandoci da no vax, cosa che non siamo. Qualche cosa è successo. Le piste di indagine ci sono. Ora vogliamo delle risposte. Sul vaccino in allattamento, alla luce della mia esperienza, penso che non dovrebbe essere consigliato, se ancora vale per “la scienza” e la medicina in generale il “principio di precauzione”, specie in situazioni molto delicate come la gravidanza e l’allattamento.

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