• LA LETTERA

“Io, mamma di quattro, spiego ai politici i disagi della Dad”

Quattro figli da 1 a 11 anni, il marito che non può assentarsi dal lavoro, il Comune che annuncia la zona “arancione scuro” un giorno prima, la difficoltà a procurarsi il materiale per la Dad e il proprio impiego, e il problema in più dei figli in età scolare in quarantena. La Bussola pubblica la lettera aperta di una madre, residente in Emilia, ai propri amministratori, esprimendo i disagi di tante famiglie.

Gentili Amministratori

Stefano Bonaccini, Presidente della Regione Emilia Romagna

Fausto Tinti, Sindaco del Comune di Castel S. Pietro Terme,

sono una mamma, lavoratrice fortunatamente. Ho quattro figli di 1, 5, 8 e 11 anni.

Lo scorso anno sono rimasta sola in casa per mesi con due figli in DAD [didattica a distanza, ndr], uno privato della scuola materna e una neonata da allattare e accudire giorno e notte, nessun giardino o balcone. Da dieci giorni sono in casa con la bambina di un anno in quarantena (permanenza domiciliare con isolamento) per contatto con educatrice positiva, da alcuni giorni sono in quarantena anche i figli in età scolare per contatto con compagno positivo. Siamo tutti in ottima salute, in attesa dei tre tamponi.

Ora lavoro a casa nelle ore che precedono l’alba e nel primo pomeriggio sperando che la bambina piccola dorma, dal momento che i bimbi piccoli non hanno il sonno regolare, oppure nelle ore serali e notturne. Per il resto della giornata mi dedico alla bimba di un anno che va sempre sorvegliata mentre gestisco connessioni, computer e compiti, riordino e cucino.

Mio marito non si può assentare dal lavoro in quanto si occupa degli impianti di uno stabilimento termale, considerati a ciclo continuo e peraltro ora in fase di apertura; il suo lavoro non è “smart”, si può fare solo sul posto.

I permessi Covid sono stati eliminati.

L’ordinanza che passa il Comune dove risiedo in zona “arancione scuro” è stata annunciata pubblicamente dai mezzi di informazione un giorno prima della sua entrata in vigore, difficile procurarsi tutto il materiale necessario per DAD e lavoro in 24 ore. Per noi si tratta di: tre computer (2 per DAD e 1 per il mio lavoro), una stampante, meglio se a colori, una connessione stabile e veloce. Direi anche pretenziosa come dotazione di una famiglia media.

Qualche giorno fa ho dovuto portare la figlia piccola a fare il tampone molecolare fuori Comune e mi sono trovata davanti varie opzioni, tutte “fuori legge”: porto con me solo la bimba piccola e lascio a casa da soli i bimbi di 8 e 11 anni (abbandono di minori), porto con me anche i bimbi di 8 e 11 anni (violazione della quarantena per loro e assenza sul registro scolastico perché non avrebbero potuto collegarsi alle lezioni), chiamo un nonno (rischio contagio per nipote potenzialmente positivo).

Ogni giorno le famiglie si trovano di fronte a queste e a numerose altre scelte contingenti, rischiose come e più del virus.

Io penso che un Amministratore, prima di adottare dei provvedimenti così lesivi dei diritti, in particolare mi riferisco alla chiusura delle scuole, dovrebbe valutare gli interessi di tutti gli “stakeholders”, influenti e meno influenti, su cui le conseguenze ricadono. Il passaggio alla zona arancione scuro, con la chiusura delle scuole dalla primaria, non mi pare sia stata una scelta operata “con tutte le parti coinvolte”. Quali sono le parti coinvolte? Solo le Ausl? Peraltro mi risulta che in zona rossa le scuole fino alla prima media siano in presenza, perché in arancione scuro no?

Ho l’impressione, per usare una metafora militare, che abbiate valutato la strategia secondo le indicazioni di Generali che hanno stilato delle copiose “relazioni medico-scientifiche” ma che in trincea mandiate sempre i soldati semplici, silenziosi, fedeli e disarmati, che non hanno la stessa voce degli Enti istituzionali che vi consigliano.

Sono certa che le strutture sanitarie siano in affanno, ma i bimbi sono disorientati e le mamme lavoratrici sono altrettanto prostrate, nel faticoso tentativo di garantire per sé il lavoro e per i propri figli l’istruzione, due diritti costituzionalmente sanciti.

Vi ringrazio se potrete leggermi e vi invito, sinceramente e senza ironia, a venire a casa nostra per una intera giornata feriale, vi potrò offrire un pasto o un caffè e un punto di osservazione favorevole e complementare della Realtà.

Mila Dallavalle,

residente nel Comune di Castel S. Pietro Terme

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