a cura di Benedetta Frigerio
  • Chiese nel mirino

Incendi dolosi distruggono per due volte tre chiese in Sudan

La Human Rights and Development Organizztion, Hudo, una ong sudanese, ha denunciato che tre chiese sono state bruciate simultaneamente a Bout, la capitale del distretto di Tadamoun, nello stato del Nilo Blu. Si tratta di una chiesa cattolica, una chiesa ortodossa e una chiesa della Sudan Internal Church. I tre edifici sono stati incendiati una prima volta il 28 dicembre. Subito ricostruiti, usando materiali locali, sono stati di nuovo distrutti la notte del 16 gennaio. Dopo entrambi gli attacchi, i membri delle tre chiese hanno sporto denuncia contro ignoti presso la polizia di Bout, ma le autorità locali non hanno fatto niente per mettere in sicurezza le chiese ricostruite e per individuare i responsabili degli attacchi. Il Sudan è un paese a maggioranza musulmana, ma l’area di Bout è abitata da diverse tribù, tra le quali gli Uduk e i Maban molti dei quali sono cristiani. Hudo, molto preoccupata per quanto è successo, ha riferito all’agenzia di stampa ACI Africa di aver chiesto al ministro dell’interno di intervenire con urgenza per garantire i diritti dei cristiani minacciati e di fare chiarezza sul comportamento della polizia locale. Il ministro degli affari religiosi Nasr al-Din-Mufreh ha però replicato che in realtà solo una chiesa è stata attaccata due volte. Ha quindi assicurato il pieno impegno del suo governo per proteggere la libertà di religione: “se sarà provato che gli incendi sono di origine dolosa – ha detto – i responsabili saranno identificati, perseguiti e portati davanti alla giustizia”. Inoltre ha detto che delle persone sospette erano già stata arrestate, ma poi rilasciate per mancanza di prove. Infine ha annunciato che il governo del Nilo Blu e lui personalmente si impegnavano a costruire una chiesa fatta con materiali moderni e a dotarla di adeguate misure di sicurezza.