a cura di Riccardo Cascioli
  • Epidemie

In Uganda una campagna di vaccinazioni contro morbillo, rosolia e poliomielite

 

Il 16 ottobre l’Uganda ha lanciato una campagna di vaccinazioni della durata di cinque giorni contro morbillo, poliomielite e rosolia, finanziata dalla Gavi, Alleanza globale per vaccini e immunizzazione, dall’Unicef, dall’Oms e dal governo ugandese. L’iniziativa, che prevede inoltre l’avvio di un programma di monitoraggio per la rilevazione di ogni caso sospetto di queste tre malattie, è stata decisa in seguito all’epidemia di morbillo e rosolia che ha colpito oltre 60 distretti del paese e, per quel che riguarda la polio, per la registrazione di casi “wild” (il virus presente in natura) e “da vaccino” in due stati confinanti: la Repubblica democratica del Congo e il Sudan del Sud. La campagna di vaccinazioni si è resa necessaria anche perché, a quanto riferisce l’Oms, l’Uganda negli ultimi anni ha trascurato i programmi di vaccinazione di routine. I vaccini sono stati somministrati nelle scuole nei primi tre giorni e nelle comunità nei due rimanenti. L’obiettivo era immunizzare tutti i minori di 15 anni, circa 18 milioni, contro morbillo e rosolia e 8,2 milioni di bambini di età inferiore a 59 mesi anche contro la poliomielite, che fossero già stati vaccinati o meno, al fine di bloccare la diffusione di queste tre malattie. La speranza è di essere riusciti a raggiungerne almeno il 95% per garantire l’efficacia della campagna. “Questa iniziativa – ha precisato il dottor Jane Ruth Aceng, ministro ugandese della sanità – non deve assolutamente sostituire le vaccinazioni di routine”. Il governo aveva annunciato che chiunque avesse impedito la somministrazione dei vaccini ai propri figli sarebbe stato arrestato secondo quanto prevede la legge sui vaccini. Denunciate dal personale sanitario, almeno cinque persone sono state arrestate per aver nascosto i figli cercando di evitare che fossero vaccinati.