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Xie jiao

In Cina una scuola elementare insegna a temere la religione

Ai bambini insegnano che l’unica fede accettabile è quella nello stato e che tutte le chiese e le religioni non registrate vanno condannate

 

 

 

Con il termine “xie jiao” in Cina si intendono tutte le organizzazioni che promuovono insegnamenti considerati eterodossi. Vi sono compresi i movimenti religiosi proibiti perché il governo li ritiene ostili al Partito comunista cinese, pericolosi. Per combatterli a Lishui, una città della provincia di Zhejiang, una scuola elementare ha deciso di affrontare il “problema” alla radice, vale a dire intervenendo direttamente sui bambini: “Se non si riesce a convincere gli adulti a rifiutare il xie jiao – questo il ragionamento – bisogna iniziare prima, molto prima. Perché aspettare l'adolescenza, quando idee pericolose come il pensiero indipendente potrebbero essersi già radicate? Si può iniziare a formare i futuri difensori della purezza ideologica già a sette anni. Così una serie di “esperti” sono stati incaricati di tenere un corso “anti hie jiao”.  Sono stati utilizzati cartoni animati, animazioni e “casi reali” tali da garantire che gli alunni imparassero a temere la religione sbagliata prima ancora di incontrarla, a considerarla pericolosa oltre che scorretta e moralmente corrotta. Nel dare la notizia, la rivista “Bitter Winter” ha spiegato che di fatto l’espressione “xie jiao” ha una definizione flessibile che in pratica ingloba anche “ogni forma di vita religiosa non registrata”. Il tutto è stato presentato come “scienza”, termine spesso educato – spiega ancora la rivista – che in Cina sta per “ateismo”, e quindi ciò che rientra nella definizione di “xie jiao” è anche “anti-scientifico”, “anti-sociale” e “anti-umano”. Per sottolineare questo aspetto, “il cortile della scuola è stato trasformato in un piccolo parco a tema ideologico con manifesti anti-xie jiao, fumetti e slogan che esortavano gli studenti a ‘venerare la scienza’ e a “resistere allo ‘xie jiao’”. In sintesi, l’obiettivo raggiunto è stato di indurre i bambini a considerare la fede come un pericolo, l’obbedienza come una illuminazione, ogni religione non registrata come una minaccia alla stabilità sociale, e come unica fede accettabile quella nello stato.