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Il raduno mondialista che profana la Basilica di Assisi

Nella città serafica si sta svolgendo la manifestazione «In_Contro», con l’immigrazionismo e l’ecologismo come ideologie dominanti. Promossa dal cardinal Ravasi, suo primo relatore è stato Jeffrey Sachs, noto per essere pro contraccezione e aborto. La lectio di Sachs si è tenuta in Basilica, che domani sarà teatro della proiezione di foto sull’Amazzonia. L’ennesimo oltraggio a Dio.

Il titolo scelto per quest’anno è già indicativo: «In_Contro». E così il sottotitolo: «Comunità, popoli, nazioni». Limitandosi poi a leggere il programma e i relatori (più di 70) l’impressione che viene è quella di una grande conferenza dell’Onu, giusto con qualche voce fuori dal coro politicamente corretto e qualche sacerdote - vista la location - come ospite obbligato, nella laica speranza che non parli troppo di Colui che rappresenta. E invece no: l’organizzazione dell’evento, cinque giorni in quel di Assisi, è diretta responsabilità di uomini di Chiesa.

Si tratta infatti della quinta edizione del Cortile di Francesco (18-22 settembre), organizzato dal Sacro Convento di Assisi, dal Pontificio Consiglio della Cultura (Pcc) e dall’associazione Oicos Riflessioni, con la collaborazione della Conferenza episcopale umbra. Grande animatore dell’iniziativa è il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente dello stesso Pcc, che in un’intervista pubblicata il 18 settembre da Vatican News aveva fornito un efficace sunto del programma, il cui filo conduttore, ahinoi, è tutt’altro che Gesù Cristo come nostro unico Salvatore. Troppo fuori moda.

Lo spunto per il tema del Cortile di quest’anno, lo si sarà capito, è la diffusione dei populismi e delle «chiusure nazionaliste sempre più accentuate», come si legge sul portale vaticano nell’introduzione dell’intervista. Da qui il titolo, «In_Contro», con la sottile discettazione linguistica di monsignor Ravasi, il mantra del dialogo e l’antifona socio-politica che può essere compresa da chiunque abbia vissuto sul pianeta Terra negli ultimi tempi. Ma se non fosse ancora chiaro il sottinteso, basta vedere il titolo di uno dei meeting previsti («Le organizzazioni umanitarie tra Mediterraneo e Europa») e constatare chi sono gli invitati: si tratta di rappresentanti di Medici senza frontiere, Mediterranea, Open Arms, Sos Méditerranée, Sea Watch, con incontro condotto nella serata di ieri dal giornalista Corrado Formigli. Una specie di Internazionale delle Ong del mare, dove i punti di vista di chi fa notare che magari la logica immigrazionista è contraria al bene comune (come tra l’altro hanno spiegato in questi anni diversi vescovi africani) finirebbero per essere ‘soffocati’ e forse è per questo che qualche isolata voce contraria, conoscendo il resto del panel, ha finito per declinare l’invito a intervenire.

Altro grande tema dei cinque giorni è l’ecologia, anch’essa trattata non secondo una corretta ottica cristiana che riconosca l’ordine del creato come voluto dalla Sapienza divina, bensì secondo le lenti parziali dell’ecologismo. Ideologia che è legata a doppio filo ai gruppi per il controllo delle nascite, di cui un esponente di spicco è l’economista Jeffrey Sachs, consigliere speciale del segretario generale dell’Onu in tema di sviluppo sostenibile, grande sostenitore dell’enciclica ‘verde’ di papa Francesco (Laudato Si’) e ospite principale della prima giornata del Cortile di quest’anno. Una scelta scandalosa, stante il fatto che Sachs contraddice gravemente molti insegnamenti della Chiesa, promuovendo contraccezione e aborto. Al riguardo, in un libro del 2008, Common Wealth, descriveva l’aborto come «un’opzione a basso rischio e a basso costo» e invocava la sua legalizzazione per far fronte «ai bambini indesiderati», quando i contraccettivi non ottengono i loro effetti (vedi qui).

Tornando all’incontro di Assisi, Sachs ha addirittura tenuto la sua relazione all’interno di uno dei luoghi sacri simbolo della città serafica: la Basilica superiore di San Francesco! Ma non chiamatela profanazione, i cultori dell’«in_contro» non comprenderebbero il perché dell’oltraggio a Dio e nemmeno del dolore che questo causa ai semplici fedeli.

Come detto, il compendio del programma era già tutto contenuto nell’intervista di Ravasi a Vatican News. Sapete quante volte, in 12 minuti di dialogo con la giornalista, si parla di Gesù, della Santissima Trinità o anche del frutto più alto della Sua Creazione, Maria? Zero. Mai una volta che monsignor Ravasi vi accenni anche solo di sfuggita. Anzi, parla del mondo come «creatura vivente» e chiede di non essere ritenuto panteista (excusatio non petita…): e questo subito dopo aver detto che il Cortile vuole essere «proprio una anticipazione» del Sinodo sull’Amazzonia. Rispetto al quale, come i nostri lettori sanno, il cardinale Raymond Burke e il vescovo Athanasius Schneider hanno lanciato una «crociata di preghiera e digiuno» perché non vi si approvino le eresie e gli errori contenuti nell’Instrumentum Laboris, come il paganesimo, il panteismo implicito nell’esaltazione della “Madre Terra”, l’abbandono dell’evangelizzazione, eccetera.

Tutto il contrario della missione data da Cristo alla Chiesa e di quanto insegnava, per rimanere ad Assisi, san Francesco, che Ravasi cita appena per parlarci della «rilettura» del Cantico delle Creature che farà il fotografo Sebastião Salgado proiettando, nella serata conclusiva del Cortile, fotografie sull’Amazzonia. Dove verranno proiettate? Sulla facciata della Basilica superiore, ovviamente… Con altra profanazione, dunque, se sono ancora valide le parole delle Sacre Scritture: «La mia casa sarà chiamata casa di preghiera». E se su “Madre Terra” dovesse cadere la pioggia? Con molta nonchalance, i nostri proietteranno la mostra all’interno, nella navata centrale.

Eppure il cardinal Ravasi ci tiene a dire che non si tratterà di qualcosa come l’oscena proiezione con scimmiette e pinguini sulla facciata della Basilica di San Pietro (che lui definisce un’operazione «sgrammaticata e anche brutta»), bensì appunto di una rilettura «attualizzata» del Cantico. Ora, gli scatti del fotografo brasiliano saranno anche suggestivi e tecnicamente perfetti, ma perché abusare di un luogo sacro visto che quelle di Salgado sono, come le chiama lo stesso Ravasi, «operazioni socio-culturali»? Quegli scatti racconteranno anche le sofferenze delle persone, come ci anticipa al telefono l’ufficio stampa del Sacro Convento, ma come si può pretendere di rispondere a quelle sofferenze se l’evento ha relatori che negano il diritto alla vita dei «più poveri tra i poveri» (come santa Teresa di Calcutta chiamava i bambini nel grembo) e si pretende di guarire quelle sofferenze senza l’aiuto del Medico che l’ha assunte tutte nella sua carne crocifissa, Nostro Signore Gesù Cristo?

Perché il grande assente, nei cinque giorni di programma, è Lui, che è esattamente ciò che fa la differenza tra il «nuovo umanesimo» senza Dio di cui abbiamo sentito parlare quest’estate e il cristianesimo. Ci avrebbero potuto parlare dell'imitazione di Cristo propria dei santi, a cominciare dal “padrone di casa”, san Francesco, che proprio in questi giorni, il 14 settembre del 1224, riceveva le stimmate mentre pregava sul monte della Verna, e invece un principe di Santa Romana Chiesa ci addita come modelli Greta Thunberg e il già citato Salgado, che è «nella Garzantina di Arte».

Ripetiamo, ottima tecnica fotografica e non discutiamo le sue buone intenzioni, ma se parliamo di modelli per l’unica cosa che conta nella nostra vita terrena - guadagnare il Paradiso - ci teniamo san Francesco. La cui carità, l’amore per gli ultimi e tutto il creato, nasceva dalla contemplazione di Dio. Prima di attualizzarlo profanando una basilica e pensando a risposte solo orizzontali ai bisogni dell’uomo, il Cantico delle Creature lo si rilegga bene. Le sue strofe - per «frate sole», «sora luna e le stelle», etc. - iniziano tutte con «Laudato si’, mi’ Signore». Per poi concludersi: «Laudate et benedicete mi’ Signore et ringratiate…».