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Il Papa indica Dio, il Vicariato la Madre Terra

Su Romasette, inserto capitolino del quotidiano Avvenire, un articolo celebrativo della Giornata Mondiale dell'Ambiente invita a riscoprire divinità pagane. Un esempio di come l'ecologismo sia veicolo per diffondere concezioni anti-cristiane.

Ritorno alla natura

Il 4 giugno, in occasione della Giornata Mondiale per l’Ambiente, su La Nuova Bussola Quotidiana è stato pubblicato un articolo in cui era scritto: “Spesso, purtroppo, le attuali “feste ecologiche” che alla prima impressione appaiono tutte come la “sagra del pannello solare”, pur avendo l’aspetto positivo di ricordare all’uomo che, non essendo un animale, ha delle responsabilità, possono nascondere la silente e capillare diffusione di varie filosofie con visioni talvolta anti-umane ed in contraddizione con quelle cattoliche (questo anche se mostrano S.Francesco e/o vi partecipano con le migliori intenzioni dei gruppi cristiani)”. Il Papa, nell'udienza del 5 giugno, centrava proprio questo punto, sottolineando come - per coltivare il Creato - la prima emergenza sia proprio recuperare il rapporto con il Dio Creatore.

Invece Romasette, l'inserto del quotidiano cattolico “Avvenire” redatto dal vicariato di Roma, sempre in occasione della Giornata Mondiale dell'Ambiente, invitava a rivolgersi a Madre Terra, con un articolo initolato “L'economia sostenibile: Recuperare il rapporto con la Terra”. E' il classico esempio di quanto affermato in apertura. Infatti nell’ultima significativa frase si legge: “È per questo che diventa importante ricordare durante la giornata del 5 giugno quanto sia importante la nostra Terra e che, come lo immaginavano i primi abitanti delle Americhe, la terra è la nostra “pachamama”, è la nostra madre terra che va rispettata e salvaguardata. Solo in questo modo potremmo garantire alle prossime generazioni un futuro migliore. Meditiamo e cerchiamo di organizzare nelle nostre parrocchie e nei nostri quartieri iniziative capaci di contribuire un po’ alla volta a recuperare quel giusto rapporto con la terra così importante per conservare la stessa vita dell’uomo sul pianeta anche per le prossime generazioni.”

Pachamama significa in lingua quechua “Madre terra”, si tratta di una divinità sacra venerata dagli Inca e da altri popoli abitanti l'altipiano andino, una dea pagana. Sembra di leggere quanto affermato dal boliviano Evo Morales:  “Sono cattolico, ma credo anche alla religione originaria della Madre Terra”; la cerimonia ufficiale d’insediamento di Evo Morales, il 22 gennaio 2006, fu preceduta il giorno prima da un rito indigeno, guidato da un kallaguya “grande sciamano”, in onore della Pachamama e degli Apu, spiriti delle montagne, nell’antica città di Tiahuanaco.

Benedetto XVI, il 1 gennaio 2010, aveva scritto nel Messaggio per la celebrazione della Giornata della Pace: «Non va infine dimenticato il fatto, altamente indicativo, che tanti trovano tranquillità e pace, si sentono rinnovati e rinvigoriti quando sono a stretto contatto con la bellezza e l’armonia della natura. Vi è pertanto una sorta di reciprocità: nel prenderci cura del creato, noi constatiamo che Dio, tramite il creato, si prende cura di noi. D’altra parte, una corretta concezione del rapporto dell’uomo con l’ambiente non porta ad assolutizzare la natura né a ritenerla più importante della stessa persona. Se il Magistero della Chiesa esprime perplessità dinanzi ad una concezione dell’ambiente ispirata all’ecocentrismo e al biocentrismo,  lo fa perché tale concezione elimina la differenza ontologica e assiologica tra la persona umana e gli altri esseri viventi. In tal modo, si viene di fatto ad eliminare l’identità e il ruolo superiore dell’uomo, favorendo una visione egualitaristica della «dignità» di tutti gli esseri viventi. Si dà adito, così, ad un nuovo panteismo con accenti neopagani che fanno derivare dalla sola natura, intesa in senso puramente naturalistico, la salvezza per l’uomo». Concetto ribadito anche nell’Enciclica “Caritas in Veritate”.

Per i Cattolici l’unica madre venerata dovrebbe essere la Madonna. Non è con il culto della  Madre Terra che potremo garantire alle prossime generazioni un futuro migliore. Lo faremo invece solo aumentando la nostra fede in Cristo e mettendo in atto un comportamento coerente. Per questo nelle nostre Parrocchie è fondamentale recuperare un giusto rapporto con Dio più che con la Madre Terra: da esso discenderà inevitabilmente un maggior rispetto e salvaguardia di tutto il  Creato (non solo l’ambiente).
Combattere la miseria e lottare contro gli effetti del degrado ambientale significa promuovere, assieme al miglioramento delle condizioni di vita, il progresso umano e spirituale di tutti, e dunque il bene comune dell’umanità. Esso si costruisce giorno dopo giorno, nel perseguimento di un ordine voluto da Dio, che comporta una giustizia più perfetta tra gli uomini. “Lo sviluppo è il nuovo nome della Pace”, anche in campo ambientale. Per la soluzione del “problema” ecologico l’obiettivo principale non è un “Mondo migliore” per le future generazioni, ma ci dobbiamo impegnare per far crescere generazioni migliori di noi per il Mondo futuro.

Lasciamo ai non credenti d’inginocchiarsi davanti alla “Madre Terra” o ai tanti idoli attuali dell’uomo post moderno. Un pianeta migliore non si riduce, come insegnano la TV ed i libri scolastici, solo all’equilibrio, sempre precario, delle concentrazioni di gas atmosferici. Esso si costruisce giorno dopo giorno, nel perseguimento d’un ordine voluto da Dio. Nelle nostre parrocchie dovrebbe esser chiaro che un “futuro migliore” per i nostri figli lo si ottiene non con meno anidride carbonica, ma con più amore. E Dio è amore.