• COMUNISMO CINESE

Il culto della personalità di Xi Jinping entra nelle scuole

Il presidente cinese Xi Jinping sta promuovendo il culto della sua personalità. Tanto per cominciare, il suo pensiero politico, dopo essere stato inserito nella Costituzione, ora è anche materia di studio in tutte le scuole cinesi, dalle elementari fino alle università. 

Xi Jinping, ritratti in parata

Il presidente cinese Xi Jinping sta promuovendo il culto della sua personalità. L’ideologia del Partito Comunista Cinese ha sempre avuto dei connotati religiosi. Non solo, nell’ultimo trentennio soprattutto, si è innestata sulla tradizione confuciana, ma ha anche trasformato il fondatore della Repubblica Popolare, Mao, in una divinità adorata nei templi. Xi non è ai livelli di Mao, ma sta provandoci. Tanto per cominciare, il suo pensiero politico, dopo essere stato inserito nella Costituzione, ora è anche materia di studio in tutte le scuole cinesi.

La materia “Pensiero di Xi Jinping”, secondo un comunicato del Ministero dell’Educazione, da quest’anno insegnerà ai bambini e ai ragazzi, dalle elementari fino all’ultimo anno di università, a “consolidare un credo marxista”. Nelle sue linee guida, il Ministero annuncia che la nuova materia mira a «Educare i costruttori e i successori del socialismo fornendo loro una base completa che include i valori morali, intellettuali, fisici ed estetici». Il programma include anche un’educazione al lavoro, per «coltivare lo spirito del duro lavoro». E già da qui si comprende la natura totalitaria del progetto: nessun campo è escluso. Tutto deve tendere verso un unico ideale e al vertice c’è lui: il presidente.

Secondo la presentazione della nuova materia, pubblicata sul Global Times (quotidiano vicino al Partito Comunista Cinese in lingua inglese), le scuole elementari si concentreranno su valori basilari: l’amore per il Paese, per il Partito e per il socialismo. Nelle scuole medie, invece, il programma sarà una combinazione di esperienze pratiche e studio della teoria politica, per “formare giudizi e opinioni politiche di base”. Nelle scuole superiori ci si concentrerà maggiormente sulla teoria politica vera e propria.

Già da anni, comunque, il pensiero di Xi viene fatto studiare in scuole e università su iniziativa di zelanti autorità cittadine o provinciali. I libri con il pensiero del presidente e i suoi discorsi devono essere mandati a memoria dagli internati nei campi di rieducazione dello Xinjiang. Oppure devono essere letti dai genitori degli studenti che mostrano un comportamento troppo poco entusiasta nei confronti del Partito.

È dal 2018 che il “Pensiero di Xi Jinping” è stato inserito nella Costituzione. Si tratta di un salto di qualità notevole rispetto al culto per i suoi predecessori. Solo gli scritti di Mao erano considerati “pensiero politico”. Deng aveva una “ideologia”, un gradino sotto rispetto al “pensiero”. I suoi successori, prima di Xi, avevano dato i loro apporti ideologici, inseriti nella Costituzione, ma i loro nomi non sono stati associati al pensiero politico comunista cinese. In questo modo Xi Jinping fa capire nella teoria, oltre che nella pratica, che aspira a diventare un altro padre della patria comunista. Nella pratica ha invece già abolito la regola del doppio mandato e si appresta a farsi eleggere (nel Partito unico) per la terza volta presidente.

C’è da chiedersi, piuttosto, quanto le religioni (anche quelle legalmente riconosciute) potranno resistere prima di essere obbligate anch’esse a predicare il pensiero di Xi assieme ai testi sacri. Già accade, dopo la Nuova Normativa sugli Affari religiosi del 2018, che i sacerdoti sia protestanti che cattolici, riconosciuti dallo Stato, debbano predicare anche i valori patriottici (leggasi: comunisti) assieme al Vangelo. Quanto tempo passerà prima che siano obbligati a predicare dal pulpito il “pensiero di Xi Jinping”?

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