Il Corpo di Cristo nelle parole dei santi
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Sono innumerevoli i santi, da Agostino a Teresa di Gesù Bambino, che hanno scritto sul mistero dell’Eucaristia, di cui oggi la Chiesa fa memoria. Ma si ricorda poco santa Giuliana di Cornillon, mistica belga che diede un grande contributo all’istituzione della festa del Corpus Domini.
«Prendete e mangiatene tutti, questo è il mio corpo offerto in sacrificio per voi». Anche chi ha partecipato una sola volta alla Santa Messa non può non essere stato colpito da questa frase così importante per ogni cristiano che vive i sacramenti. In quel piccolo pezzo, bianco, puro, l’intera esistenza del Figlio dell’uomo che parla e “ciba” ancora l’umanità. Oggi, viene celebrato proprio Lui, quel Corpo donato all’umanità intera. E tutto ciò potrebbe incutere addirittura timore, solo a pensarci: un Mistero troppo grande per ognuno. Eppure il Signore è semplice, amabile, dolce e soprattutto misericordioso: “cibarsi” di Lui, per seguire Lui. Ci offre, in questo modo, la possibilità di partecipare a quell’Ultima Cena in cui venne istituita l’Eucaristia. E proprio all’Ultima Cena, ricordata ogni Giovedì Santo, dobbiamo fare riferimento per collocare questa solennità. Ed è per questo motivo che la solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo viene celebrata proprio di giovedì, precisamente il giovedì successivo a un’altra solennità, la Santissima Trinità, celebrata la domenica dopo Pentecoste (in Paesi come l’Italia, dove il giovedì del Corpus Domini non è più giorno festivo nel calendario civile, le celebrazioni sono in genere spostate alla seconda domenica dopo Pentecoste).
E sull’Eucaristia tanti sono stati, ovviamente, i santi che hanno scritto parole che rimarranno nella storia della Chiesa. Non è facile fare una cernita perché sono stati davvero innumerevoli i volti di santità che hanno affrontato nelle loro meditazioni questo importante “tema”. Forse, è bene cominciare con i dottori della Chiesa. Il primo santo che ci viene in mente è san Tommaso d'Aquino, da sempre considerato il “santo dell'Eucaristia”, colui che proprio alla liturgia del Corpus Domini (come da tradizione) ha dedicato cinque inni eucaristici. Scriveva l’Aquinate: «Come il cibo corporale è necessario per la vita a tal punto che senza di esso non si può vivere, così il cibo spirituale è necessario per la vita spirituale, in modo che senza di esso la vita spirituale non si può mantenere». E poi sant’Agostino. Le sue parole sono davvero affascinanti. Così descrive il pane di vita eterna: «Unità, verità, pietà, carità. Un solo pane: chi è questo unico pane? Pur essendo molti, formiamo un solo corpo. Ricordate che il pane non è composto da un solo chicco di grano, ma da molti». In poche parole, forti, concise, il vescovo d’Ippona riesce a fornire al lettore-fedele una mirabile sintesi dell’Eucaristia. Sotto l’aspetto letterario è finemente abile nello scegliere le parole. Usa il termine pane e lo associa a chicco di grano, anzi chicchi di grano: l’unità della Chiesa è da trovarsi in quel pane. Ma veniamo, ora, ad altro santo e dottore della Chiesa, sant’Alberto Magno, che in merito al Santissimo Sacramento scrive: «Ci trasforma nel Corpo di Cristo, in modo che siamo ossa delle sue ossa, carne della sua carne, membra delle sue membra». Anche in questo caso, in altre parole, troviamo espressa l’unità della Chiesa.
San Francesco d’Assisi e l’Eucaristia. Il binomio è perfetto, lui “alter Christus”. Lui che davanti all’Ostia consacrata esclamava: «Tutta l’umanità trepidi, l’universo intero tremi e il cielo esulti, quando sull’altare, nella mano del sacerdote, si rende presente Cristo, il Figlio del Dio vivo. Oh ammirabile altezza e degnazione stupenda! Oh umiltà sublime! Oh sublimità umile, che il Signore dell’universo, Dio e Figlio di Dio, così si umili da nascondersi, per la nostra salvezza, sotto poca apparenza di pane! Guardate, fratelli, l’umiltà di Dio, ed aprite davanti a lui i vostri cuori». Una preghiera che diviene invito per tutti i fedeli. Fra le figure femminili, una delle tante, la carmelitana santa Teresa di Gesù Bambino che nei suoi scritti aveva ben in mente il ricordo, indelebile, della sua prima Santa Comunione: «Quel giorno non era più uno sguardo, ma una fusione: non erano più due, Teresa era scomparsa come la goccia d'acqua nell'oceano». Come sempre, poetica e profonda, santa Teresa.
Merita una particolare attenzione, però, un’altra donna che non viene sempre ricordata e che invece meriterebbe maggiore attenzione proprio oggi, in questo giorno, in cui tutti facciamo memoria dell’importanza dell’Eucaristia. Stiamo parlando di santa Giuliana di Cornillon (c. 1192-1258), mistica agostiniana belga le cui visioni furono fondamentali proprio per l’istituzione della solennità del Corpus Domini. Giuliana, all’età di soli sedici anni, iniziò ad avere delle particolari visioni mistiche. In una di queste vide una luna piena attraversata da una striscia scura. Il Signore le fece comprendere che la luna simboleggiava la Chiesa sulla terra, mentre la striscia scura rappresentava l’assenza di una festa specifica per celebrare l’Eucaristia. Questa visione segnò il cammino spirituale della santa, ripetendosi più volte, e divenne per Giuliana una vera e propria missione da vivere e portare avanti con tenacia. Dopo alcune vicissitudini, grazie alla “complicità” di due altre donne, la beata Eva di Liegi (o di Cornillon) e la beata Isabella, furono coinvolti nell’impresa alcuni sacerdoti e teologi (oltre ad alcuni laici), che contribuirono a promuovere la devozione al Santissimo Sacramento per ottenere finalmente l’istituzione di una festa in suo onore. All'inizio non ci fu grande approvazione per questa iniziativa, giudicata troppo rivoluzionaria. Ma il Signore sapeva i tempi e le strade da percorrere: così il vescovo di Liegi, Roberto di Thourotte, nel 1246, istituì per la prima volta, nella sua diocesi, la solennità del Corpus Domini. La notizia si diffuse rapidamente: la festa venne poi adottata da altre diocesi in tutta Europa. Altra tappa dell’istituzione della solennità: la bolla di papa Urbano IV, Transiturus de hoc mundo, con la quale nel 1264, un anno dopo il miracolo eucaristico di Bolsena, veniva istituita la solennità del Corpus Domini come solennità di precetto per la Chiesa universale.

