a cura di Benedetta Frigerio
  • Minoranze cristiane

I cattolici in Vietnam al servizio del prossimo

Il Vietnam è 20° nella classifica mondiale 2019 dei paesi in cui essere cristiani è più difficile pubblicata ogni anno dall’associazione Open Doors. Le minoranze cristiane sono perseguitate sia dal regime comunista che ne controlla le attività sia dalla popolazione che spesso le accusa di tradire l’identità tribale. Tuttavia le comunità cattoliche anche in ambienti ostili e in situazioni difficili continuano a svolgere attività benefiche e caritatevoli senza perdersi d’animo. Molte delle 27 parrocchie del paese lo fanno con regolarità. Gestiscono – riporta l’agenzia AsiaNews – 635 strutture attive nel sociale, tra le quali si contano 82 centri vocazionali, 144 cliniche o ambulatori medici che prestano cure di prima necessità, 212 centri per disabili e anziani, 160 centri di aiuto agli studenti e alle loro famiglie. Inoltre suore e laici gestiscono circa 1.500 asili e quasi 50 classi di sostegno. “Le strutture scolastiche – ha spiegato all’agenzia suor Anne Lan che vive a Ho Chi Minh City – sono state create ed equipaggiate perché gli studenti possano imparare al meglio” beneficiando tra l’altro anche di aiuti in denaro frutto di raccolte di fondi destinati ad aiutare gli studenti migliori e quelli con meno risorse. Inoltre – ha spiegato suor Anne – dei benefattori cattolici e non hanno fornito libri, quaderni, biciclette per i bambini delle aree più remote e quelli delle aree montagnose”. Nel campo della sanità le comunità collaborano con personale medico e paramedico cattolico e non disposto a dedicare parte del proprio tempo a curare a titolo gratuito i poveri e in particolare le comunità etniche isolate. Inoltre le parrocchie organizzano attività per disabili, poveri e famiglie in difficoltà, anche in questo caso con l’aiuto di imprenditori e uomini d’affari cattolici che trasmettono ai giovani le loro esperienze e professionalità.