• DUE MESI NELLA PALUDE

Governo già esangue tenuto in vita solo dall'eutanasia

Non sono ancora passati due mesi dall’esordio di questo governo rossogiallo ma è come se fossero passati due anni e più. È un governo amorfo, esangue, senza nerbo. Senza progetto. Come dimostra la Legge di Bilancio. Ma unito solo sull'eutanasia e il suicidio assistito. 
-MANOVRA DI LACRIME E FUMO di Ruben Razzante 

Non sono ancora passati due mesi dall’esordio di questo governo rossogiallo ma è come se fossero passati due anni e più. È un governo amorfo, esangue, senza nerbo. Senza progetto, o con mille progettini diversi buttati lì dalla singola forza politica o dal singolo ministro per durare dall’oggi al domani, per rubare un titolo di giornale e subito scomparire. E questo in politica economica come in politica estera, come in ogni capitolo di cui dovrebbe essere fatto il governo di un Paese, soprattutto di un paese in crisi.

È il governo dell’improvvisato e dell’indistinto. Guardate la Legge di Bilancio, che è l’atto più importante della stagione. Non c’è un segno distintivo, un provvedimento che possa destare l’emozione o la speranza degli elettori, che possa dare il proprio nome alla manovra. Alla fine l’atto più importante sarà il non innalzamento dell’Iva, se ci riusciranno, cioè qualcosa che non muta nè la vita nè il percepito dei cittadini e delle imprese perchè già oggi l’Iva è quella lì, e se ci riescono non cambierà.

È evidente che le casse dello Stato sono quelle che sono, ma non rilanci un Paese in crisi lasciando le cose come stanno. Qualcuno di loro ha parlato di abbassamento delle tasse, ma è stato subito tacitato perchè se non vuoi sfondare i conti devi tagliare le spese da un’altra parte, e non basteranno i decimali concessi dall’UE per fare l’operazione.

Qualcuno vorrebbe eliminare Quota 100, ma ha paura di rafforzare Salvini. Si è parlato di aiuti alle famiglie, ma le somme che circolano sono così basse da essere inefficaci o addirittura offensive. Il ministro dell’Istruzione e Università aveva esordito minacciando di dimettersi se non avesse ottenuto 3 miliardi subito per il suo comparto, poi ha ripiegato a proporre di togliere il Crocefisso dalle aule.

Il ministro della Salute aveva promesso il taglio del supertiket che, forse, si farà parzialmente nei prossimi anni. Sulle infrastrutture è calato il silenzio più raggelante, chi le ritiene indispensabili si accontenti della TAV (votata dal governo precedente). Landini e il sindacato, convinti forse dalla propaganda che questo è il governo più di Sinistra, chiedono almeno la detassazione degli aumenti salariali, ma per ora non sono neppur sicuri gli aumenti salariali.

E l’emergere delle cifre dei morti sul lavoro, una tragedia immane che parla di una media di tre morti al giorno, non ha neppure avuto l’onore di un sussulto di emozione di qualche ministro. Ne ha parlato il presidente Mattarella e ciò basti, sui provvedimenti concreti non si sta neppure ragionando.

Siamo dentro una palude e la palude si sta allargando. In politica estera Germania e Francia tagliano i rifornimenti di armi alla Turchia (il che vale molto poco ma è qualcosa) e noi annunciamo che chiederemo un’iniziativa congiunta europea... E soprattutto sembriamo non renderci conto che il ritiro delle truppe USA da una zona caldissima del globo è l’inizio di in mondo totalmente nuovo, dove non solo i poveri curdi, ma anche gli europei saranno lasciati soli. 

E questo per non parlare del clamoroso bluff degli accordi di Malta, dove anche il ministro tecnico Lamorgese ha tenuto bordone all’ineffabile Conte-bis nel parlare di un epocale successo che non c’è. 

In questo quadro tragico, 5Stelle e PD hanno trovato il tempo per proporre un testo di legge comune sul suicidio assistito, che va ovviamente nella direzione di garantire la ‘buona morte’ a chiunque lo chiede. E sul versante giustizia, siamo solo costretti a sperare che quel poco di resistenza messo in campo finora dal PD sugli istinti più giustizialisti dei 5Stelle si mantenga e non si sciolga come neve al sole, magari in cambio di una alleanza alle regionali.

Siamo nella palude e non è facile nutrire ottimismo, anche perchè il taglio dei parlamentari ha blindato la legislatura. Che almeno i partiti e i movimenti del centrodestra, e i loro centri studi, usino questo tempo per trovare un accordo saldo, saggio e definitivo e studiare proposte per salvare l’Italia. Sappiamo che non si voterà presto, speriamo un pò prima del 2023.