Schegge di vangelo a cura di don Stefano Bimbi
San Camillo de Lellis a cura di Ermes Dovico
IL CASO

Gerusalemme, bloccato per la croce l’abate della Dormizione

Ascolta la versione audio dell'articolo

Un’operatrice ferma all’entrata del Muro del Pianto padre Schnabel perché indossa la croce pettorale. Poi arrivano le scuse dell’ente che amministra il sito. Ma in Israele le intemperanze verso i cristiani stanno divenendo frequenti.

Libertà religiosa 22_07_2023
Padre N. Schnabel con Bettina Stark Watzinger (da Christoph Schult, Der Spiegel)

Indossa la croce pettorale sull’abito e viene bloccato all’entrata del Muro del Pianto a Gerusalemme. Padre Nikodemus Schnabel, abate della Dormizione, la basilica-abbazia che sorge a ridosso della città vecchia sul Monte Sion, adiacente alla Porta di Sion, stava accompagnando Bettina Stark Watzinger, ministro tedesco dell’Istruzione e della Ricerca (i due insieme nella foto in alto, tratta dal video pubblicato su Twitter da Christoph Schult, giornalista di Der Spiegel), e doveva attraversare quell’area non riservata alla preghiera dove Erode fece costruire maestose mura di contenimento, allargando la piccola spianata posta sulla cima, dove erano stati eretti il primo e il secondo tempio.

All’ingresso del luogo sacro per gli ebrei, padre Nikodemus è stato fermato da una guardia della sicurezza che lo ha invitato a togliersi la “vistosa” croce pettorale, ritenendola «grande e inappropriata per quel luogo». Quello che è accaduto mercoledì scorso a Gerusalemme è un fatto veramente increscioso. Padre Nikodemus, quando è stato fermato al varco, da un’addetta alla sicurezza, qualificatasi come dipendente della Western Wall Heritage Foundation, l’ente statale che amministra il sito, è rimasto sconcertato per la richiesta. Davanti alla pretesa della donna, l’abate ha tentato di spiegare che il simbolo religioso da lui indossato non era una provocazione nei confronti degli ebrei, anzi: «La croce fa parte del mio vestito, sono un abate della Chiesa cattolica. Questo è il mio abito da religioso che indosso ogni giorno». Rivolgendosi alla donna, ha aggiunto: «Tu non mi rispetti e mi privi dei miei diritti». E ancora: «Non era nostra intenzione andare a pregare. Dovevamo solamente attraversare lo spazio pubblico per raggiungere Dung Gate dove c’era l’auto diplomatica che attendeva il ministro».

Durante il vivace confronto tra i due, la Stark Watzinger, con il suo seguito, è rimasta in silenzio. Ha ascoltato e osservato, costernata. La scena è avvenuta sotto lo sguardo stupito dell’esponente del governo tedesco guidato dal cancelliere Olaf Scholz e di molti turisti che stavano entrando a visitare il luogo. «È doloroso vedere come il clima, in questa meravigliosa città, stia cambiando sempre in peggio sotto il nuovo governo», ha scritto l’abate su Twitter. «Gerusalemme è abbastanza grande per tutti!».

Dopo una trattativa, il superiore dell’abbazia benedettina del Monte Sion ha ottenuto il permesso di attraversare, con l’ospite e il seguito, l’area del Muro del Pianto. Poco dopo, però, il ministro Stark Watzinger ha presentato una nota ufficiale al Governo israeliano. A sua volta, Eli Cohen, ministro degli Esteri di Netanyahu, ha chiesto spiegazioni alla Western Wall Heritage Foundation, alle cui dipendenze è impiegata la zelante operatrice.

L’ente ebraico, alla diffusione della notizia, ha rilasciato una dichiarazione, scusandosi «per l’increscioso incidente», ma difendendo il comportamento della dipendente; del resto «il luogo è aperto a tutti e non ci sono regole su questo tema», ha detto l’ente. Il consolato tedesco di Ramallah, nel frattempo, ha espresso solidarietà all’abate. «Condividiamo la sua preoccupazione per le limitazioni poste alla libertà religiosa a Gerusalemme. Il rispetto reciproco e la tolleranza sono le fonti del carattere unico della città santa».

«Se sei cristiano in Medio Oriente, c’è solo un posto dove sei al sicuro, un luogo in cui la comunità cristiana sta crescendo e prosperando. Questo è solamente nello Stato di Israele». A pronunciare queste parole era stato il primo ministro Benjamin Netanyahu, parlando ai sionisti cristiani di Rio de Janeiro nel dicembre 2018. Purtroppo, oggi, quelle parole non rispecchiano più la realtà. Che il clima di intolleranza nei confronti dei cristiani stia aumentando in tutto il Medio Oriente e, in particolare, a Gerusalemme è un dato di fatto. È la cronaca a registrare gli avvenimenti. Oltre all’irrisolto scontro con i palestinesi e alla questione della riforma giudiziaria, le frequenti intemperanze contro i cristiani stanno diventando un altro problema per il governo Netanyahu.

Nel frattempo, giovedì mattina, si sono verificati nuovi disordini a Nablus. Centinaia di pellegrini ebrei, giunti nella cittadina della Cisgiordania per rendere omaggio alla Tomba di Giuseppe, sono stati ostacolati, durante la preghiera, con il lancio di pietre e molotov e colpi di armi da fuoco, a cui hanno risposto, in difesa, i soldati intervenuti. Il Ministero della Salute palestinese ha riferito che Badr al-Masri, 19 anni, è stato ucciso nello scontro, mentre altri tre palestinesi sono rimasti feriti, tra cui due in gravi condizioni. Si è poi appreso che al-Masri era un terrorista associato all’organizzazione Lions’ Den.