Formare all'ascolto del cuore nel mondo assediato da stimoli
Cor ad cor loquitur: il motto di Newman è il tema dell'incontro nazionale degli insegnanti di religione cattolica, che il Papa invita «ad aiutare i ragazzi a riconoscere una voce che in realtà già risuona in loro» e a non «confonderla con i rumori che li circondano».
Sgomberare il cuore per ascoltare la voce di Dio che vi risuona: un compito particolarmente necessario quando il mondo è affollato da rumori e stimoli che quella voce la soffocano o la confondono. Una sfida decisiva in ambito educativo, che Leone XIV così sintetizza rivolgendosi agli insegnanti di religione cattolica ricevuti sabato 25 aprile in Aula Paolo VI: «Fare scuola, perciò, significa formare le persone all’ascolto del cuore, e con ciò alla libertà interiore e alla capacità di pensiero critico, secondo dinamiche in cui fede e ragione non si ignorano, né tanto meno si oppongono, ma sono compagne di viaggio nella ricerca umile e sincera della verità».
Accanto a Prevost c'è Newman, il cui motto «Cor ad cor loquitur» è il tema del terzo incontro nazionale degli insegnanti di religione: «Queste parole contengono la proposta di un cammino in cui la verità è la meta e la relazione personale la via per raggiungerla. Esse vi impegnano, attraverso l’insegnamento, ad aiutare i ragazzi a riconoscere una voce che in realtà già risuona in loro, a non seppellirla, né a confonderla con i rumori che li circondano», spiega il Papa: «In un’epoca in cui viviamo costantemente assediati da stimoli di ogni genere, ridurre al silenzio quella voce è facilissimo. Perciò, educare a sentirla o a ritrovarla è uno dei doni più grandi che si possano fare alle nuove generazioni. L’uomo non può vivere senza verità e significati autentici, e i giovani, anche se a volte sembrano apatici, o insensibili, dietro una facciata di apparente indifferenza, in realtà spesso nascondono l’inquietudine e la sofferenza di chi “sente troppo” e in modo troppo intenso, senza riuscire a dare un nome a ciò che sperimenta».
La foto dell'incontro è ancor più eloquente delle parole del Pontefice, letteralmente assediato dai telefonini di coloro che dovrebbero «formare le persone all’ascolto del cuore». A dimostrazione che la generazione smartphone non sono solo le «nuove generazioni» ma anche i loro insegnanti, come del resto qualsiasi categoria di persone, concelebranti inclusi, che non riescono a guardare il Papa, anche quando è vicinissimo, se non attraverso il filtro di uno schermo.

