• PAESI BASSI

Ex fan dell'eutanasia: "La legge fa aumentare i suicidi"

Theo Boer, ex promotore dell'eutanasia legale, ha osservato come nei Paesi Bassi i suicidi siano in drammatica crescita (un aumento di poco meno del 34% in 12 anni). Una vera e propria impennata dovuta alla cultura della morte: "Ho pensato che regolamentare la morte avrebbe ridotto quei casi in cui qualcuno mette fine alla propria vita. Ebbene, sbagliavo".

Quali sono gli effetti sociali della legislazione eutanasica? Legalizzare la dolce morte comporta conseguenze negative per la collettività? Se si pongono queste domande ai fautori dell’autodeterminazione assoluta, ci si sentirà rispondere con fare tranquillizzante che assolutamente no, figuriamoci, il «diritto» di morire è una semplice possibilità che, se da un lato consente una via d’uscita a chi fosse stanco di soffrire, dall’altro nulla toglierebbe a tutti gli altri.

In realtà, l’esperienza internazionale di ormai diversi Paesi ha già messo in evidenza come la morte on demand, una volta riconosciuta per legge, inneschi processi a catena - all’insegna di quella ai bioeticisti nota come «china scivolosa» - tali per cui sempre più persone saranno portate ad avvalersi della scorciatoia eutanasica per porre fine alla propria vita; dal Canada al Belgio fino ai Paesi Bassi la realtà della «china scivolosa» è qualcosa si tragicamente provato.

Ma proprio dai Paesi Bassi sta giungendo una ulteriore riprova delle conseguenze destabilizzanti che, per una società, ha l'apparentemente innocua «dolce morte»; a metterla in evidenza, Theo Boer, bioeticista, docente presso l’Università di Groningen e già membro della commissione sull'Eutanasia in Olanda, un esperto insomma. Un esperto che si è accorto di un dato allarmante: nei Paesi Bassi sono in drammatico aumento le morti volontarie.

Attenzione, non ci stiamo riferendo ai casi di morte su richiesta, che pure sono in aumento notevole (dai meno di 2.000 casi registrati negli anni 2000 ai 6.361 conteggiati nel 2019, con gli esperti che se ne aspettano 12.000 annui di qui a meno di un decennio), no: stiamo parlando dei suicidi. Boer ha difatti osservato come nei Paesi Bassi i suicidi siano in drammatica crescita, essendo passati dai 1.353 nel 2007 ai 1.811 del 2019, con un aumento di poco meno del 34%. Una vera e propria impennata. Ma è un’impennata, evidenzia il bioeticista, non casuale bensì dovuta alla cultura di morte.

Altrimenti, incalza Boer, non si spiegherebbe come mai nella maggior parte dei Paesi dove la morte assista non è prevista una simile crescita suicidiaria non si sia vista. Addirittura in Germania, Paese con una popolazione culturalmente simile a quella olandese per età, valori ed economica, negli ultimi anni i suicidi sono calati, e neppure di poco: del 10%. Tutto questo chiaramente non può essere un caso, essendo il frutto di quello che si diceva poc’anzi, e cioè degli effetti della cultura della morte. Che, essendo cultura, contagia come e più di un virus, dato che non abbiamo mascherine che da essa ci proteggano.

Su questo il professor Boer ha fatto un’autocritica assai netta: «Come molti degli attuali sostenitori della morte assistita, credevo che fosse possibile regolamentare e limitare l'uccisione agli adulti mentalmente competenti e malati terminali con meno di sei mesi di vita. Ho anche pensato che regolamentare il suicidio e la morte in questo modo avrebbe ridotto quei tragici casi in cui qualcuno mette fine alla propria vita. Ebbene, sbagliavo […] Non solo questo ha portato a più morti assistite, ma potrebbe anche essere una delle cause dell'aumento del numero di suicidi».

Ora, dato che - nonostante l’enorme squarcio giuridico ed etico aperto con il biotestamento – in Italia l’eutanasia in senso lato non è ancora stata introdotta, parole come queste di Boer, studioso a cui non gli argomenti ma la realtà catastrofica dell’eutanasia ha fatto cambiar idea, meritano di diventare oggetto di riflessione. Soprattutto, meriterebbero d’essere meditate dai nostri parlamentari nel momento in cui fossero messi nelle condizioni di approvare la morte di Stato che, come quanto sin qui detto ampiamente dimostra, tutto sarebbe fuorché una questione privata.