• ORA DI DOTTRINA / 46 - LA TRASCRIZIONE

Eucaristia domenicale e riposo - IL TESTO

La domenica è caratterizzata da due elementi fondamentali ed insostituibili. L'elemento generale del culto, più in particolare dell'Eucaristia ed il riposo. L'uomo deve porsi volutamente dei limiti proprio per non dimenticare la domenica nel suo significato e quindi per non dimenticare Dio. La Santa Messa è il cuore della domenica.

 

Al principio di questa nuova lezione sul TERZO COMANDAMENTO, volevo prima rispondere ad una domanda posta da un ascoltatore e lettore della nostra "Ora di Dottrina".

La domanda è più o meno questa: Ogni giorno è in Cristo, facciamo parte dal concepimento dell'eternità creata. Dunque perché mettere questa sottolineatura così marcata su un giorno particolare se tutti giorni noi viviamo questa appartenenza a Cristo con tutto ciò che essa comporta?

1- Partiamo da una constatazione: non è stato l'uomo a porre il ritmo del 6+1, ma è stato Dio. La Rivelazione veterotestamentaria ci dice che Dio è il primo che si riposa ed osserva il settimo giorno; chiaramente non perché Dio ne abbia bisogno per orientarsi verso se stesso, ma per dare un esempio all'uomo e per far capire all'uomo che lui deve entrare in questo stesso riposo di Dio. La legge mosaica ed i dieci comandamenti recuperano questo schema che troviamo nel libro della Genesi e lo ripropongono come comando: "Ricordati di santificare le feste". Quindi vi è anzitutto la constatazione che è Dio a chiedere di osservare il settimo giorno all'uomo e dunque sarebbe una sorta di presunzione pensare che sarebbe meglio fare diversamente.

2- E' vero che l'obiettivo della vita cristiana è vivere in Cristo sempre ed in ogni luogo; analogamente, come ci dice san Paolo, l'obiettivo della vita cristiana è pregare sempre, ininterrottamente. Ma noi sappiamo bene che questo obiettivo può essere raggiunto solamente se poniamo dei momenti e degli spazi ben precisi, durante la nostra giornata e settimana, dedicati alla preghiera. Diversamente questo obiettivo rimane un puro desiderio, perché l'uomo ha bisogno di fissare momenti e spazi. Il passaggio dalla dimenticanza di Dio alla preghiera continua è un passaggio che richiede delle tappe ben precise. Tutta la storia del monachesimo e la liturgia stessa della Chiesa ci insegna che ci sono dei momenti ben precisi nella giornata da dedicare a Dio, perché essi sono come i pilastri che tengono in piedi il ponte di un viadotto, il quale non sta in piedi se non vi sono dei perni a sorreggerlo. La preghiera continua non sta in piedi se non vi sono i pilastri della preghiera specifica; e così, in modo analogo, il settimo giorno, ovvero la domenica, non significa che uno debba vivere gli altri giorni come se Dio non ci fosse, ma al contrario significa che, orientandosi in un modo particolare, tramite anche delle azione ben precise, l'uomo impari a vivere tutti i giorni rivolto a Dio.

Veniamo ora al contenuto della catechesi odierna. La domenica è caratterizzata da due elementi fondamentali ed insostituibili.

1- L'elemento generale del CULTO, più in particolare dell'EUCARISTIA.

2- Il RIPOSO.

1- Sappiamo che la celebrazione eucaristica non c'è solo la Domenica; eppure quella della domenica, che è quella soggetta al precetto (insieme alle alle altre solennità comandate), ha una particolarità e si connette con il senso intimo della domenica.

Perchè?

a- Anzitutto, l' Eucaristia è la creazione che si trasforma ed entra in una realtà definitiva, nell'ogdoade, come abbiamo visto nelle precedenti lezioni. Noi presentiamo all'altare qualcosa che appartiene a questo mondo creato, il pane e il vino, e questo viene trasformato nel Corpo e nel Sangue di Cristo, ed in questo modo entra nel giorno eterno, perché Cristo vive e siede alla destra del Padre. La creazione viene trasformata ed entra in modo incipiente nell'ogdoade, anticipando la trasformazione misteriosa dei nuovi cieli e della nuova terra che avverrà - come ci dice la nostra fede -, così come già sono entrati nell’ogdoade il corpo del Signore e della Santissima Vergine Maria, che sono ancora i loro corpi, ma non sono più corpi soggetti  alle coordinate e alle dimensioni di questa realtà creata e decaduta, come noi la sperimentiamo.

b- Non è solo la creazione presente nel pane e nel vino a trasformarsi, ma sono i cristiani stessi che, mediante il rito liturgico, entrano nell'ogdoade. Una verità fondamentale della teologia liturgica è che la liturgia che noi svolgiamo nelle nostre chiese è una partecipazione a quella liturgia celeste che in modo perpetuo si compie davanti al trono dell'Altissimo, al cospetto della Santissima Trinità. Noi attraverso i segni ed i riti della liturgia entriamo nella liturgia celeste, entriamo cioè nell'ogdoade, nel giorno che non finisce mai.

c- Nella Comunione eucaristica veniamo uniti al Cristo Risorto; cioè questa realtà dell'ogdoade, del Signore presente in Corpo, Sangue, Anima e Divinità viene da noi ricevuta. Ma, come dicono i Padri della Chiesa, non è il Signore che viene trasformato in noi, ma siamo noi ad essere trasformati in Lui. Questa nostra trasformazione è in qualche modo l'anticipo di quella trasfigurazione finale che avverrà non solo con la nostra morte, nella nostra anima, ma anche nella carne con la Resurrezione finale.

2. Cos’è il RIPOSO SETTIMANALE?

Per riposo domenicale si intende propriamente la cessazione dei cosiddetti lavori servili, cioè di quei lavori che sono nella linea dell'utilità, del guadagno. Inoltre sono lavori che affaticano l'uomo, perché sono lavori anche onerosi, e che sottraggono da quel disporsi ed orientarsi a Dio, elevandosi nella dimensione più alta della contemplazione, della riflessione, della preghiera. Ancora, distolgono l’uomo dalla distensione del corpo che favorisce, in un certo modo, queste altre dimensioni. Dunque, di domenica non devono essere compiti tutti quei lavori che sono in linea con il lavoro settimanale, ovvero tutti i lavori di guadagno e di fatica. Rimane l'eccezione che il Catechismo riporta al numero 2185, quando ci sono delle necessità familiari oppure dei lavori di pubblica utilità non sostituibili; pensiamo per esempio ai medici o agli infermieri. Il concetto di base è che non va bene, alla domenica, continuare a lavorare come se fosse un altro giorno della settimana. La domenica dev’essere uno stacco effettivo.

La domenica, inoltre, non deve essere pensata come il giorno in cui si osserva il dovere della Messa e poi "faccio quello che voglio". La domenica di svago toglie il senso proprio della domenica, che è quello, lo ripetiamo, di orientarsi a Dio e di dedicare il proprio tempo e la propria persona a Dio e al prossimo. E' vero che non si lavora, ma di fatto si manca l'obiettivo proprio della domenica, che è l'orientamento fondamentale a Dio, a cui si deve dedicare del tempo effettivo. Non dobbiamo poi imporre agli altri quello che impedirebbe loro l'osservanza della domenica; magari non siamo noi a lavorare, ma esigiamo che gli altri lavorino. Oppure ancora, fatto ormai dilagante, la domenica come giorno di shopping, dove le nuove cattedrali sono diventate i centri commerciali, dove è pieno di macchine e di persone che guardano o fanno compere: questo non è un modo corretto di vivere il precetto domenicale. Il senso della domenica è proprio quello di uscire dalla logica del lavoro e del guadagno. Uno dei temi fondamentali dello shabbat, che poi è entrato nella domenica, è quello della liberazione dalla schiavitù dell'Egitto, che era una schiavitù di lavoro imposto al popolo ebraico, il quale, anziché servirsi del lavoro, ne è diventato schiavo.

Per la questione dell'obbligo e del riposo domenicale vi rimando ai numeri 2180  2188 del Catechismo della Chiesa cattolica.

Mi permetto in chiusura di fare alcuni rilievi, particolarmente importanti per questo nostro tempo.

  1. Il terzo comandamento, non è solo il precetto di "osservare" il giorno di sabato per santificare la festa, ma di RICORDARSI di santificare le feste. Facilmente, infatti, l'uomo cade nell'oblio di Dio e quindi nell'oblio della domenica. L'uomo deve porsi volutamente dei limiti proprio per non dimenticare la domenica nel suo significato e quindi per non dimenticare Dio. Il sabato è fatto per l'uomo e non l'uomo per il sabato: questo non significa che la domenica si “fa quello che si vuole”, ma significa che la domenica è fatta per l'uomo, proprio per elevare l'uomo a Dio.
  2. La domenica deve essere predisposta affinché questo "ricordati" sia effettivo e questa santificazione sia effettiva. LA MESSA DEVE ESSERE IL CENTRO DELLA DOMENICA e non relegata in qualche buco tra altre cose che non c'entrano nulla con Dio. Occorre perciò pensare ed organizzare la domenica in modo tale che la Messa ne sia veramente il cuore.

 

  1. LA MESSA NON ESAURISCE IL TEMPO DA DEDICARE A DIO E ALLA FEDE. La domenica deve essere predisposta perché vi sia un tempo di riposo, di distensione, di vita familiare, sempre con questo orientamento a Dio. La domenica deve essere anche dedicata all'approfondimento della fede, ad una maggiore preghiera, dal momento che i ritmi della settimana rischiano di essere incompatibili con una preghiera più tranquilla e più larga.

 

  1. LA DOMENICA DEVE ESSERE PREPARATA. In una parte del mondo ortodosso, per esempio, c'è un obbligo di iniziare la santificazione della domenica dai vespri del sabato che sono la prima celebrazione liturgica atta a preparare ed introdurre la domenica. Si entra così nel clima liturgico della domenica. Preparare la domenica vuol dire anche caratterizzarla con alcune cose che non ci sono nella settimana: un certo modo di preparare la tavola, un certo modo di preparare il cibo, un certo modo di vestirsi; sono tutti aiuti che all'uomo servono per marcare lo stacco tra la domenica e gli altri giorni e  intuire ed entrare in questa novità della domenica.

 

  1. BISOGNA DIFENDERE LA DOMENICA. La domenica è sotto attacco da tutti i punti di vista; dobbiamo difenderla dal farla diventare un giorno non dico necessariamente come gli altri, ma molto simile agli altri. Per esempio, ci sono dei supermercati che offrono dei buoni sconto solo per la domenica; allora dobbiamo entrare in una logica evangelica "cercate il regno di Dio il resto vi sarà dato in più", compreso gli sconti al supermercato... Oppure evitare, per esempio, di servirsi dei corrieri che consegnano solo la domenica, non rivolgendosi a fornitori che svolgono questo servizio oppure, se proprio necessario, fare in modo che non consegnino di domenica. Difendere la domenica dal grande assalto consumistico e di distrazione di massa: la domenica non è semplicemente il giorno dove andiamo a consumare i soldi guadagnati negli altri 6 giorni! La domenica è il giorno che ci ricrea, ci rigenera, ci restituisce in qualche modo la nostra profonda dignità di figli di Dio, spingendoci, orientandoci a compiere questa vocazione. Come? Dedicando tempo, spazio, attività che siano appunto rivolte a Lui, esclusivamente a Lui ed alla nostra fede.

 

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