• MANOVRA RIDICOLA

De Palo: "Fondo famiglia ok, ma da governo provocazioni"

Famiglia bistrattata dal governo Pd-Renzi-5 Stelle: solo 600 milioni in più per un fondo fatto di bonus. Il presidente del Forumfamiglie De Palo sbotta e porta in piazza i passeggini. E alla Nuova BQ dice: "Il Fondo è una vittoria perché sancisce un metodo pro family, ma i soldi sono ridicoli e l'assegno unico è rimasto nel cassetto. Così è una provocazione". 

Gigi De Palo (Forumfamiglie)

Gigi De Palo, presidente del Forum delle Associazioni Famigliari. La manovra è passata e di riforma delle politiche famigliari non se ne parlerà neanche con questo governo. Perché portare solo oggi i passeggini vuoti  davanti a Montecitorio? (appuntamento alle 15) Non era meglio farlo prima?
Li avremmo portati comunque anche se avessero fatto la migliore delle manovre. Il nostro è un discorso culturale ampio: far capire che questo è il Paese che va ascoltato sempre e non solo in sessione di bilancio.

Però un giudizio su questa Manovra andrà pur dato…
Credo che ci sia bisogno di confrontarsi ancora a lungo. Ieri notte è stato fatto un passaggio importante, ma adesso inizia la fase del confronto che comprende anche il coinvolgimento delle opposizioni perché – lo ricordo – a parole sono tutti d’accordo sulla necessità di dare di più alle famiglie.

Quale sarebbe il passaggio importante?
La vittoria è stato inserire il fondo per la Famiglia nella manovra, è chiaro che a livello parlamentare si proverà a rendere strutturale questo fondo…

Vittoria?
Sì, perché l’istituzione del fondo rappresenta uno spartiacque importante tra un prima in cui la famiglia era considerata un peso e un dopo in cui la famiglia viene considerata una risorsa. Però se da un lato dobbiamo essere contenti, dall’altro devo denunciare che è ridicolo e provocatorio il fatto che al Fondo siano andati soltanto 600 milioni in più…

Non sono state aggiunte risorse in più a livello strutturale…
Però il fatto che ci sia un fondo a livello di legge di Bilancio significa che ora c’è uno spazio politico in cui si può ad andare a discutere.

Perché allora parla di provocazione?
La provocazione è per la cifra messa in più rispetto al già esistente.

Anche noi abbiamo titolato “una presa in giro”...
Noi abbiamo posto un tema che ha, diciamo, animato il dibattito all’interno del PD e a questo punto il Governo ha fatto una scelta miope. Il problema lo sa qual è?

Qual è?
Che stiamo ancora dando risorse alle pensioni in un Paese a nascita zero. Si continua a dare risorse alle pensioni, si parla di aumentare la 14esima ai pensionati, ma io non so manco cosa sia la 13esima! Quello che non si vuole riconoscere è che oggi i più poveri sono le famiglie con figli.

Sta dicendo che quota cento è un problema?
Sto dicendo che è una – per carità, legittima – scelta nei confronti di una generazione piuttosto di un’altra. Fondi che potrebbero essere destinati a contrastare l’inverno demografico che stiamo vivendo.

Così sta dando ragione a chi accusa il Forum di essere contiguo al Pd…
Noi non siamo continui a nessuno. Chi c’è, c’è. Abbiamo fatto la nostra proposta a tutti. Ieri mi attaccavano perché abbiamo invitato alla nostra assemblea Matteo Salvini; oggi ci attaccano perché parliamo con il PD. La nostra posizione non cambia rispetto al nostro interlocutore. Guardiamo al bene comune, non al particolare.

A che cosa si riferisce?
Purtroppo il nostro paese ha dimenticato cosa sia il bene comune. Noi crediamo che il bene comune sia la somma degli interessi particolari: 80 € per i lavoratori, cuneo fiscale per i sindacati, reddito di cittadinanza per i disoccupati, quota 100 per i pensionati. Crediamo che sommando aiuti spesso irrisori per queste categorie automaticamente stiamo dando risposte concrete a tutti. Non è così. Il bene comune qualcosa di più grande, è un’idea di futuro. La famiglia in un certo senso ora chiude questo bene comune perché riesce a dare risposte a tutti quelli che la compongono: dai bambini, le mamme, il papà, i nonni.

La provocazione è relativa anche allo spostamento dell’assegno unico al 2021…?
E' evidente. Ma tutti i governi con cui mi sono relazionato in questi anni mi hanno sempre detto: “Eh… sono appena arrivato”. Il fatto è che per fare riforme di questo tipo servono governi a lungo respiro.

Però diciamo la verità, l’assegno senza una rivoluzione fiscale a misura di famiglia serve a poco. In questo ha ragione il senatore Pillon…
Pillon ha governato, poteva concretizzare questa bella idea.

L’idea di un fisco a misura di famiglia sembra essere stata accantonata dal Forum, si è deciso di puntare tutto sull’assegno che però è una misura assistenziale.
Sussidiaria, direi. Però quando si parla di fisco a misura di famiglia la gente non sa di che cosa si parla. Se parliamo di un assegno invece tutto diventa più comprensibile.

Sta dicendo che scegliete le battaglie in base al gradimento della gente?
Sto dicendo che le famiglie mi chiedono l’assegno unico perché è meglio percepito, il fisco a misura di famiglia è irraggiungibile in queste condizioni e diventa un argomento virtuale.

Non sarà percepito, ma quando a una famiglia hai lasciato il giusto in tasca, poi si sente eccome…
Il fisco a misura di famiglia è più complesso da attuare rispetto all’assegno perché per l’assegno devi solo riorganizzare l’esistente e aggiungere risorse…

Però sei più ricattato dalla politica e devi essere sempre col cappello in mano. Una riforma fiscale in favore della famiglia non rischierebbe di cambiare ogni anno…
La sfida, infatti, sta nel rendere strutturale l’assegno unico per figlio e, soprattutto, a vantaggio anche dei lavoratori autonomi, cosa che oggi non è contemplata.