Dall'Angola Leone XIV lancia un monito contro il sincretismo
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Fedeltà alla Chiesa senza mescolare elementi magici e superstiziosi che non aiutano nel cammino spirituale, ha esortato Prevost a Kilamba. E sul volo dal Camerun ha smentito «una certa versione dei fatti» che legge i suoi discorsi africani come un botta e risposta con Trump.
Quello di oggi sarà l'ottavo giorno del viaggio apostolico in Africa. Ieri il Papa ha trascorso il suo secondo giorno in Angola ed ha celebrato la Messa davanti a 100mila fedeli a Kilamba. Leone XIV ha incoraggiato gli angolani dicendo che «oggi c'è bisogno di guardare al futuro con speranza e di costruire la speranza del futuro: non abbiate paura di farlo». È tornato a tuonare contro la piaga della corruzione ed ha invocato anche per l'Angola la costruzione di «una nuova cultura della giustizia e della condivisione».
Ma soprattutto, nella spianata di Kilamba, Prevost ha messo in guardia dal fenomeno delle superstizioni dicendo che «occorre vigilare su quelle forme di religiosità tradizionale, che certamente appartengono alle radici della vostra cultura, ma al contempo rischiano di confondere e di mescolare elementi magici e superstiziosi che non aiutano nel cammino spirituale». Un monito a cui è seguito l'appello a restare «fedeli a quanto insegna la Chiesa, fidatevi dei vostri Pastori e tenete fisso lo sguardo su Gesù, che si rivela in particolare nella Parola e nell'Eucaristia».
Dopo la Messa, la preghiera del Regina Coeli e le parole addolorate per il «recente intensificarsi degli attacchi contro l’Ucraina, che continuano a colpire anche i civili». Il Papa ha parlato anche di «motivo di speranza» per la «tregua annunciata in Libano, che rappresenta un germoglio di sollievo per il popolo libanese e per il Levante». Prevost ha anche incoraggiato «coloro che si stanno adoperando per una soluzione diplomatica a proseguire i dialoghi di pace, per rendere permanente la cessazione delle ostilità in tutto il Medio Oriente».
Nel primo pomeriggio il Pontefice si è spostato in elicottero per raggiungere il santuario di Mama Muxima, meta di un sentito pellegrinaggio mariano per la venerazione dell'immagine di Nostra Signora della Concezione, dove ha guidato il Rosario alla presenza di 30mila fedeli.
Ma il fine settimana del Papa ha attirato l'attenzione dell'opinione pubblica mondiale per una sua precisazione fatta sul volo tra il Camerun e l'Angola di sabato. Prevost si è mostrato infastidito dal tentativo di interpretare i testi già preparati dei suoi eventi pubblici in Afrinca come risposte alle frecciate riservategli da Donald Trump. Poco dopo il decollo, il Papa ha contestato ai giornalisti presenti la diffusione di «una certa versione dei fatti che non è stata accurata in tutti i suoi aspetti» causata dalla «situazione politica creatasi quando, il primo giorno del viaggio, il presidente degli Stati Uniti ha fatto alcune osservazioni su di me».
Insomma, Leone non ne può più di veder presentare le sue tappe africane come una sorta di ping pong con il tycoon ed ha sentito la necessità di affermare che non è nel suo interesse «controbattere nuovamente» a Trump, chiarendo inoltre che non si riferiva al presidente quando nella cattedrale di san Giuseppe a Bamenda aveva parlato di un «mondo distrutto da pochi dominatori». I suoi testi per questo viaggio, ha spiegato il Papa, erano pronti da molto prima che Trump iniziasse la polemica. Acqua sul fuoco che è piaciuta al numero due della Casa Bianca, il cattolico JD Vance che si è detto «grato a papa Leone per queste parole» perché «mentre la narrazione mediatica alimenta costantemente i conflitti – e sì, ci sono stati e ci saranno disaccordi reali – la realtà è spesso molto più complessa».
Tornerà il sereno tra Washington e il Vaticano? Intanto oggi Leone partirà per Saurimo dove visiterà una casa di accoglienza per anziani e celebrerà la Messa nella spianata. Poi il ritorno a Luanda per l'incontro con il clero presso la parrocchia di Nostra Signora di Fatima.
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