• ALLEANZE DI POTERE

Censura dell'Europa se vieta l'obbligo vaccinale

Il Cnb ha parlato di necessità di un'informazione trasparente sui vaccini, ma sia i media sia il governo hanno censurato il fatto che l’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa ha approvato la risoluzione n. 2361 (2021) in cui si chiede agli Stati membri di «garantire che i cittadini siano informati che la vaccinazione NON è obbligatoria e che nessuno può essere sottoposto a pressioni». Come mai?
- “LIBERACI DALLA PANDEMIA” di Andrea Zambrano

Il Comitato Nazionale per la Bioetica (C.N.B.), organismo consultivo della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha emanato, il 27 novembre 2020, un importante parere intitolato Vaccini e Covid-19: aspetti etici per la ricerca, il costo e la distribuzione. In quel documento, tra le varie raccomandazione, il C.N.B. ha evidenziato la necessità di «un’adeguata informazione e comunicazione».

Secondo il Comitato, infatti, in materia di Covid-19 e vaccini «la comunicazione ai cittadini deve essere trasparente, chiara, comprensibile, consistente e coerente, basata su evidenze e dati scientifici; una comunicazione non propagandistica, non paternalistica, che non lasci margini di incertezza, indicando i benefici attesi e i rischi». L’esatto contrario di quello che sta accadendo soprattutto per quanto riguarda l’informazione mediatica oggi sempre più appiattita sulla logica della propaganda e della censura, al servizio di quello che Aldo Maria Valli nel suo pregevole saggio Virus e Leviatano ha definito «dispotismo statalista, condiviso e terapeutico».

Sul fronte della censura, per esempio, è passata del tutto inosservata la notizia che il 27 gennaio 2021 l’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa ha approvato la Risoluzione n. 2361 (2021) Covid-19 vaccines: ethical, legal and practical considerations, contenente indicazioni relative alla distribuzione e alla somministrazione dei vaccini contro il COVID-19, prendendone in considerazione i risvolti pratici ed etici e fornendo agli Stati linee guida e principi da seguire per una campagna vaccinale efficiente, efficace, equa e su base volontaria.

Con la citata risoluzione l’Assemblea ha dato precise e tassative indicazioni agli Stati membri, quattro delle quali meritano di essere segnalate.

Al punto 7.3.1, per esempio, si prevede espressamente di «garantire che i cittadini siano informati che la vaccinazione NON è obbligatoria e che nessuno può essere politicamente, socialmente o altrimenti sottoposto a pressioni per farsi vaccinare, se ciò va contro la sua volontà». Il “NON” è scritto in maiuscolo nel testo ufficiale.

Al punto 7.3.2, poi, si stabilisce di «garantire che nessuno sia discriminato per non essere stato vaccinato, a causa di possibili rischi per la salute o per non aver comunque prestato il proprio consenso».

Al punto 7.3.5 si prescrive di «comunicare in modo trasparente i contenuti dei contratti con i produttori di vaccini e renderli pubblicamente disponibili per il controllo parlamentare e pubblico». Al punto 7.5.2 si indica di «utilizzare i certificati di vaccinazione solo per lo scopo designato di monitorare l’efficacia del vaccino, i potenziali effetti collaterali e gli eventi avversi».

Al punto finale del documento (n.8), la stessa Assemblea Parlamentare, richiamando la precedente risoluzione 2337 (2020) sulle Democrazie di fronte alla pandemia Covid-19, ha ribadito che, «in quanto istituzioni cardine della democrazia, i parlamenti devono continuare a svolgere il loro triplice ruolo di rappresentanza, legislazione e controllo in circostanze pandemiche» e pertanto sono tenuti ad «esercitare tali poteri, se del caso, anche in relazione allo sviluppo, assegnazione e distribuzione dei vaccini Covid-19».

La cosa singolare è che tali risoluzioni non solo sono state di fatto censurate dai canali d’informazione ufficiali, ma sono state pure bellamente disattese dalle autorità pubbliche.

Mai come in questo momento della storia d’Italia il parlamento è stato esautorato nella gestione dell’emergenza sanitaria Covid-19, come è stato sospeso lo stato di diritto, le garanzie costituzionali, e le libertà fondamentali degli italiani, ad onta della citata risoluzione 2337 (2020).

Per non parlare delle questione dell’obbligatorietà dei vaccini. In questo caso le autorità pubbliche stanno agendo in modo esattamente contrario a quanto stabilito dalla risoluzione 2361 (2021). Qualcosa non quadra. Perché censurare e violare spudoratamente le linee guida, peraltro di buon senso, emanate dall’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa? Si tratta soltanto di mere strumentalizzazioni politiche, di interessi economici delle case farmaceutiche, o c’è qualcos’altro? Il sospetto è che la disinformazione sia in realtà funzionale ad un progetto di potere dai contorni poco chiari e non ben definibili.

Se è così – come purtroppo pare sia – lo scopriremo col tempo. Il noto giurista romano Aulo Gellio, nella sua celebre opera Notti Attiche ci ha, infatti, lasciato una perla di saggezza: «veritas filia temporis». Il tempo è padre della verità.