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IL CASO

Bonus sociale, il governo lascia a secco le famiglie XL

La soglia per accedere al bonus sociale luce e gas si alza da 12 a 15mila Isee, ma per le famiglie con 4 e più figli è rimasto il tetto fissato da Draghi a 20mila. Appello al Governo dell'ANFN: «Così è iniquo, le famiglie numerose non riescono a pagare le bollette. Chiediamo urgentemente l'estensione a 30mila euro». 

Editoriali 25_01_2023

Nella manovra corrente licenziata il 29 dicembre scorso, il Governo ha allargato la soglia Isee per poter accedere ai bonus sociali grazie ai quali milioni di famiglie possono affrontare il caro energetico e gas con maggiore sollievo. Ha alzato la platea dai 12mila Isee del governo Draghi ai 15mila e lo ha presentato come la misura cardine della Finanziaria e uno dei principali interventi di politica famigliare, come riconosciuto anche dal Sole 24 Ore

Però, nel farlo non ha previsto di alzare la soglia Isee anche per le famiglie XL dai 4 figli in su. Il tetto introdotto col governo Draghi era di 20mila Isee e 20mila Isee, non un cent di più, è rimasto il tetto anche con l’avvio dell’anno nuovo. Invece le soglie per le altre tipologie di famiglie si sono alzate ben due volte in pochi anni: da 8.500 a 12mila e da 12mila a 15mila. A bocca asciutta le famiglie XL. 

La cosa non è sfuggita all’Associazione Famiglie Numerose che ora lancia l’allarme: «Sempre più nostri iscritti ci cercano perché non riescono a pagare le bollette», denuncia il presidente ANFN Alfredo Caltabiano (in foto), che aveva già chiesto al governo - invano - di alzare le soglie per le grandi famiglie prima dell’approvazione della manovra.  

Per due motivi principali, come spiega alla Bussola.  

«Anzitutto - dice - perché il problema ormai insostenibile dell'Isee e che denunciamo da tempo è che non riconosce adeguatamente i carichi famigliari. Oggi la differenza tra la soglia attuale di 15mila Isee per una famiglia con 3 figli e quella di 20mila per 4 o più figli è contenuta, ma i costi energetici sono superiori nettamente per la famiglia numerosa che deve fare fronte a maggiori spese. In questo modo è come se si trattasse della stressa ricchezza, ma che pesa maggiormente per chi ha più figli. Ecco la grande discriminazione».  

L’altra grossa problematica deriva dal fatto che le bollette sono calcolate in base ai consumi la cui tariffazione è a scaglioni, per cui, quando ti nasce un figlio, il consumo che hai in più costa di più perché essendo a scaglioni c'è una tariffa sociale di cui può beneficiare il singolo, come il pensionato, però quando vai oltre quella tariffa sociale paghi degli incrementi e le famiglie numerose sono penalizzate doppiamente».  

Insomma, penalizzate dal meccanismo di calcolo dell’Isee e dagli scaglioni. Ne consegue che il tetto fissato a 20mila euro Isee per le famiglie extra large è davvero insufficiente per coprire una platea bisognosa di famiglie che così facendo restano a bocca asciutta proprio nel momento attuale in cui le bollette sono schizzate alle stelle e il governo dice – a parole – di volerle aiutare. E l’arrivo delle prime bollette invernali sta drammaticamente presentando il conto.  

Per questo l’ANFN aveva fatto presente questa disparità al ministro della Famiglia e della natalità Eugenia Roccella avanzando la proposta di un’estensione da 20mila a 30mila Isee ed estendendo la misura anche alle famiglie con 3 figli e più. «Tra l’altro - continua Caltabiano alla Bussola – avevamo anche conteggiato un aggravio maggiore ed era di appena 15 milioni, una cifra tutto sommato sostenibile». Sostenibile soprattutto - aggiungiamo noi - a fronte del miliardo e mezzo che il governo ha messo come aumento per le politiche famigliari. 

Ciononostante, non se n’è fatto nulla e all’Associazione che riunisce le famiglie numerose d’Italia che non ha potuto nemmeno avviare una trattativa. Quando si chiude una manovra c'è l'assalto alla diligenza, come noto, e si porta a casa quello che si riesce. Realismo, ma la delusione è grande.  

Ora torna alla carica chiedendo urgentemente al Governo di correggere questa discriminazione: «Ma da subito – prosegue Caltabiano - perché non vorrei che aggiustare questa discriminazione rientri nel più vasto corpus di interventi di riforma fiscale, dell’assegno unico e dell’Isee che il governo ha annunciato, ma la cui luce sarà ancora lontana, forse con la prossima manovra. Abbiamo davanti un anno di bollette che sarà pesante», ha concluso.  

La richiesta appartiene a una delle tante esigenze di equità che le famiglie numerose rivendicano da tempo. Siamo in pieno inverno e il momento per aiutare le famiglie è adesso e, stando ai conti fatti dall’ANFN, non servono iniezioni di denaro mastodontiche (ripetiamo: appena 15 milioni di euro). Basta solo la volontà politica di non lasciare a bocca asciutta quelle famiglie che a parole si dice di voler sostenere.