• I DATI OIDAC

Autocensura e crimini anticristiani, l’Europa in un rapporto

Secondo uno studio dell’Osservatorio sull’intolleranza e la discriminazione contro i cristiani in Europa, per il 2021 si sono accertati 519 crimini di odio - dal furto di Ostie agli incendi dolosi alle chiese - contro la fede cristiana. Dati in diminuzione rispetto al 2020 ma non esaustivi, precisa l’Oidac. E tra gli stessi cristiani cresce l’autocensura.

La libertà religiosa è ancora rispettata in Europa? Luci e ombre della situazione nel continente vengono analizzate nell’ultimo rapporto dell’Osservatorio sull’intolleranza e la discriminazione contro i cristiani in Europa (Oidac). Se è vero che i crimini di odio contro i cristiani sono diminuiti nel 2021, nuove forme di intimidazione, discriminazione e persecuzione si vanno diffondendo e, con esse, l’autocensura della fede da parte dei cristiani. La “doppia persecuzione” subita in Europa dai convertiti al cristianesimo dall’islam - analizzata dal Centro europeo per il diritto e la giustizia (Eclj) - mette in luce poi un fenomeno ancor più preoccupante.

Secondo il nuovo rapporto pubblicato lo scorso 14 novembre dall’Oidac, nel 2021 in tutta Europa sono stati commessi più di 500 crimini di odio contro i cristiani. Uno dei compiti principali dell'Oidac, che ha sede a Vienna, è quello di documentare i crimini di odio anticristiani in Europa, segnarli all'Osce e al suo Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani (Odihr). Complessivamente, dice lo studio dell’Oidac, si è registrato un calo di quasi il 53% dei crimini d'odio denunciati contro i cristiani, che sono passati dai 981 del 2020 ai 519 dell'anno scorso: tra questi gli atti di vandalismo (graffiti, danni alla proprietà e profanazioni) sono i più frequenti (circa 300). Il secondo reato più frequente (circa 80 casi) è il furto di offerte, oggetti religiosi, Ostie consacrate e attrezzature delle chiese. Non mancano infine ben 14 casi di aggressione e violenza fisica contro i cristiani in Europa. L'anno scorso si sono verificati anche circa 60 incendi dolosi di edifici ecclesiastici.

Sebbene si tratti di una diminuzione significativa di casi, la ricerca mette però in evidenza come siano in aumento i pregiudizi e le intimidazioni nei confronti dei cristiani in tutto il continente europeo. Inoltre, gli autori del rapporto mettono in chiaro che il documento “non fornisce una panoramica esaustiva di tutti i casi registrati di ostilità sociale o di minaccia alla libertà religiosa”, per approfondire i quali (4.600 sono quelli in archivio), si invita a riferirsi alle schede presenti nel sito web dell’organizzazione. Oltre alle aggressioni fisiche e morali, si vanno diffondendo varie forme di intimidazione aggressiva e offensiva, di cui i cristiani di varie confessioni sono stati oggetto in molti Paesi europei. Ad esempio in Spagna, con le manifestazioni blasfeme e vandaliche durante la Settimana Santa dello scorso anno e che abbiamo descritto sulla Bussola.

Altri esempi sono quelli relativi alle norme sui discorsi d’odio (hate speech), interpretate in modo esclusivamente anticristiano e che, insieme ad alcune interpretazioni sull’ordine pubblico, hanno minato il diritto alla libertà di parola e manifestazione pubblica della fede, portando a diversi arresti ingiustificati di predicatori di strada, soprattutto nel Regno Unito. L’Oidac ha registrato in Francia il numero più alto di crimini d'odio anticristiani, con 124 casi; seguono la Germania con 112, l'Italia con 92, la Polonia con 60, il Regno Unito con 40, la Spagna con 30, l'Austria con 15, il Belgio con 10 e l'Irlanda e la Svizzera con 7.

Il rapporto dell'Oidac ha anche evidenziato che l'autocensura è in crescita tra i cristiani europei. Per “autocensura” si intende, in questo caso, l’atteggiamento del credente cristiano che nasconde la propria fede e le proprie convinzioni religiose per evitare conseguenze negative nel campo dell’istruzione propria o dei propri figli, sul posto di lavoro, nella sfera pubblica in generale (impegno associativo, politico, comunitario), nelle relazioni sociali e nelle piattaforme dei social media. Il nuovo laicismo, diffusosi in Europa, spinge all’assoluta privatizzazione della fede e alla netta ostilità, non più separazione, di Cesare nei confronti di chi si professa seguace di Cristo e osservante dei precetti di Dio.

Ai dati pubblicati dall’Oidac si devono aggiungere quelli altrettanto allarmanti sulla persecuzione che subiscono le decine di migliaia di musulmani che si convertono al cristianesimo nei Paesi europei, fenomeno analizzato nel report presentato nel luglio scorso dall’Eclj di Strasburgo. Qui si denuncia come per i musulmani convertiti al cristianesimo la persecuzione sia doppia: all'intimidazione ordinaria si aggiungono le minacce, le violenze fisiche e la fine delle relazioni familiari del convertito.

 

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