a cura di Benedetta Frigerio
  • Jihad

Attentato dinamitardo contro una chiesa in Indonesia

28 marzo, domenica delle Palme. Un attentatore suicida si è fatto esplodere all’ingresso laterale della cattedrale cattolica di Makassar, nella provincia meridionale dell’isola di Sulawesi, in Indonesia. Erano le 10.26 ora locale, la messa stava finendo e i fedeli erano ancora all’interno dell’edificio. Secondo gli agenti di polizia accorsi sul posto forse gli attentatori erano due e intendevano farsi esplodere all’interno della chiesa. Devono aver pensato che fosse più facile entrare nell’edificio usando un ingresso secondario, ma sono stati fermati dalle guardie di sicurezza della chiesa e a quel punto uno dei due si è fatto esplodere. Al momento risultano 14 feriti, alcuni in gravi condizioni. Inoltre sono stati rinvenuti dei resti umani che non sono ancora stati identificati, ma si ritiene appartengano all’attentatore. Secondo padre Wilhemus Tulak, un sacerdote della chiesa, gli attentatori erano arrivati a bordo di due motociclette e sembra che uno dei due sia riuscito a fuggire. Al momento l’attentato non è stato rivendicato. Si ritiene tuttavia che, come quelli compiuti in passato in Indonesia, sia stato messo a segno da integralisti islamici. Nel 2018 13 persone sono morte e 40 sono state ferite  a Surabaya quando i componenti di una famiglia, padre, madre, due figli adolescenti e due figlie 12 e nove anni, si sono fatti esplodere in due chiese e all’esterno di una terza. Le due bambine insieme alla madre erano riuscite a eludere le guardie di sicurezza e nascondevano l’esplosivo sotto il niqab, il velo islamico. Gli attentati erano stati rivendicati dal gruppo jihadista Jamaah Ansharut Daulah che aveva agito con il supporto dell’Isis, lo Stato Islamico. In tutta Makassar, città di 1,5 milioni di abitanti, le celebrazioni che avrebbero dovuto tenersi fino a sera sono state cancellate. Ormai da anni a Pasqua e a Natale aumenta il rischio di attentati jihadisti contro bersagli cristiani, soprattutto, ma non soltanto, in paesi a maggioranza islamica.