a cura di Benedetta Frigerio
  • Stato Islamico

Attacchi jihadisti ai cristiani sventati in Egitto

 

Una cellula jihadista che, secondo il governo egiziano, stava preparando degli attentati ai cristiani del Cairo in occasione della Pasqua ortodossa che si è celebrata domenica 19 aprile, è stata individuata e neutralizzata in tempo il 14 aprile dalle forze di sicurezza a quanto pare in seguito a una segnalazione. La cellula che si ritiene fosse legata all’Isis, presente in Egitto con milizie attive soprattutto nel nord del Sinai oltre che al Cairo, era nascosta nel quartiere residenziale di al-Amireya, alla periferia est della capitale. Durante lo scontro a fuoco durato più di quattro ore, un agente di polizia è morto e tre sono stati feriti. Sette jihadisti sono stati uccisi. Nell’appartamento, base della cellula, sono state rinvenute armi e enormi quantitativi di munizioni. Il ministero dell’interno ha rivelato che la cellula stava raccogliendo informazioni sui luoghi di culto cristiani del distretto. Padre Rafic Greiche, presidente del Comitato dei media del Consiglio delle Chiese d’Egitto, intervistato dall’agenzia di stampa AsiaNews, ha spiegato che però la notizia non ha suscitato particolare paura o preoccupazione tra i cristiani: “in realtà gran parte dei luoghi di culto, chiese e moschee, sono chiuse al pubblico a causa dell’emergenza Covid-19. Non credo, anche se questa è la mia opinione personale, che le chiese potessero essere un reale obiettivo. Forse il gruppo terrorista intendeva colpire altrove”. Lo Stato Islamico esorta i propri combattenti a colpire approfittando del fatto che l’attenzione delle autorità e dell’opinione pubblica è concentrata sulla pandemia. In Egitto, paese a maggioranza islamica, i cristiani, per lo più copti ortodossi, costituiscono il 10 per cento della popolazione.