a cura di Benedetta Frigerio
  • Nigeria

Attaccata una chiesa in Nigeria, uccisi due sacerdoti e 17 fedeli

Il 24 aprile, all’alba, una trentina di uomini armati, probabilmente pastori di etnia Fulani, hanno attaccato a Mbalom, un villaggio dello stato del Benue, nella Nigeria centrale, il luogo in cui si stava svolgendo un funerale e la chiesa cattolica di Saint’Ignazio dove in quel momento due sacerdoti stavano celebrando la prima messa. Un testimone racconta che i fedeli all’interno della chiesa quando hanno sentito i primi spari hanno incominciato a gridare e a correre qua e là mentre gli aggressori sparavano a raffica. Il commissario di polizia Fatai Owoseni riporta che entrambi i sacerdoti e 17 fedeli sono stati uccisi. Manca per ora il bilancio dei feriti. Lasciata la chiesa, i miliziani hanno raggiunto il centro abitato e hanno dato fuoco a più di 60 case. Il villaggio brucia ancora ed è deserto. Gli abitanti superstiti sono fuggiti nei villaggi vicini per mettersi in salvo. La diocesi di Makurdi nel comunicato di condanna dell’atto di violenza ha confermato la morte dei due sacerdoti: Joseph Gor e Felix Tyolaha. Da sempre le regioni centrali della Nigeria, che separano il nord musulmano dal sud cristiano, sono teatro di scontri, per il controllo dei pascoli e a scopo di razzia, tra i pastori transumanti, di fede islamica, e gli agricoltori sedentari, per lo più cristiani. Di recente il conflitto si è intensificato. Le incursioni dei pastori Fulani provocano ormai più vittime dei jihadisti Boko Haram, tuttora attivi nel nord est del paese. Il presidente della repubblica Muhammadu Buhari ha condannato l’attacco definendolo un atto vile e satanico, teso a attizzare il conflitto religioso.