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San Giacomo il Maggiore a cura di Ermes Dovico

VISTO E MANGIATO

Ascoli Piceno, città Immacolata

Un itinerario insolito nella splendido centro delle Marche meridionali, a pochi chilometri dal Parco Nazionale del Gran Sasso...

Visto e mangiato 11_12_2010
timone

Opera arte MilanoAscoli Piceno, splendida città delle Marche meridionali, merita di essere visitata per numerosi motivi: si trova in un contesto paesaggistico di particolare fascino, a soli 28 chilometri dal mare e nel mezzo due grandi parchi naturali, il Parco Nazionale del Gran Sasso e quello dei monti Sibillini. Abitata fin dalla più remota antichità, conserva notevoli monumenti all’interno di un centro storico costruito interamente in travertino; i luoghi di maggior interesse sono la piazza Arringo con la Cattedrale dedicata a San Emidio e il Battistero di San Giovanni oltre alla la magnifica Piazza del Popolo dove si trovano il Palazzo dei Capitani e la Chiesa di San Francesco.

Quello che vogliamo proporre è tuttavia un itinerario particolare, dedicato alla devozione per la Vergine Immacolata, che ha lasciato ad Ascoli importantissime tracce artistiche. Ideale punto di partenza è un'area esterna al centro storico: chi entra in città dalla circonvallazione est e percorre il lungo Viale dell’Indipendenza arriva nelle immediate vicinanze di Piazza dell’Immacolata. Nel 1964 gli allora vescovi di Ascoli e Fatima inaugurarono nella piazza una statua dedicata all’Immacolata realizzata in bronzo dorato dall’artista Angelo Bianchini. La scultura, segno di una devozione che continua nei secoli, è posta su di un'alta colonna in cemento, da dove osserva e protegge il cuore di Ascoli, invitando idealmente a continuare il proprio cammino.

Le ragioni della presenza nella città e nel territorio ascolano di chiese, cappelle, altari e opere d’arte dedicate alla Vergine Immacolata si deve a mons. Francesco Antonio Marcucci, grande uomo di fede e sapienza che nel gennaio 2010 è stato proclamato Venerabile da Papa Benedetto XVI. Mons. Marcucci, vissuto nel XVIII secolo, contribuì con i suoi scritti teologici al processo di ufficializzazione del dogma e nel 1744 fondò la congregazione delle Pie Operaie dell’Immacolata Concezione, o Concezioniste.

Il nostro percorso continua quindi nella città antica, lungo l’attuale via Soderini, dove si può visitare la prima chiesa delle Concezioniste: San Giacomo Apostolo; questo semplice e antico tempio, eretto dopo la metà del XIII secolo, è un bell’esempio di romanico marchigiano, costruito in travertino. Oggi è ritornato all’antica purezza grazie ad un restauro che ha obliterato le pesanti alterazioni che la struttura aveva subito a partire dal XVI secolo, con addirittura l’abbattimento dell’abside e il trasferimento del portale principale da occidente a oriente. In questa chiesa, in cui sono visibili brani di affreschi di XIII e XIV secolo, il giovanissimo Francesco Marcucci fece voto di castità a Dio e qui si raccoglievano in preghiera le sorelle concezioniste nei primi sette anni di vita della congregazione.

A pochi passi dalla chiesa è possibile visitare il Museo-Biblioteca Marcucciana (in via S. Giacomo 3 - dal 21 luglio al 21 agosto aperto tutti i giorni dalle 16.00 alle 20.00, il resto dell’anno aperto su prenotazione chiamando il numero 0736.259952), allestito nella foresteria della congregazione, dove mons. Marcucci aveva deciso di risiedere. Diviso in 11 sale permette di conoscere, attraverso documenti e cimeli, la storia di Mons Marcucci e dell’ordine da lui fondato, ma soprattutto permette di osservare un ricchissimo patrimonio di opere d’arte di ogni foggia: affreschi parietali, oli su tela, piccole tavole devozionali, tessuti ricamati, ebanisteria e oreficerie in cui compare l’iconografia dell’Immacolata. Tra le opere più importanti vanno ricordati il grande affresco sul soffitto della camera di mons. Marcucci, il gruppo scultoreo d’altare realizzato dai fratelli Paci nel 1848, in legno, gesso, seta e lamina d’argento e l’intera decorazione della cappellina della foresteria, completata nel 1794. Grazie alle opere esposte si riesce a seguire l’affermazione del modello iconografico di Maria tota pulchra – “interamente bella” - che unisce alla visione della Donna dell’Apocalisse l’immagine della biblica Sulamit, celebrata nel Cantico dei Cantici. La Vergine ha i capelli lunghi e sciolti, le mani giunte, il volto estatico, il suo mantello è azzurro, a ricordare la grazia celeste, mentre l’abito è bianco, simbolo di assoluta purezza. Il capo è circondato da un corona di dodici stelle, sotto i suoi piedi vi sono il globo terrestre e una falce di luna. Un serpente striscia minaccioso e insidia la terra ma i piedi di Maria lo calpestano; in molte opere compare esplicitamente il motto tota pulchra e la figura è arricchita dal fiore di giglio (purezza), dalla rosa (amore), dallo specchio (giustizia) e dalla palma (pace).

Per incontrare l’ultima tappa del nostro percorso bastano ancora pochi passi: sempre nell’isolato occupato dalla sede della congregazione emerge la grande chiesa dell’Immacolata Concezione; l’approvazione per la costruzione di chiesa e convento venne data nel 1780 e i lavori si protrassero fino al 1795, solo tre anni prima della morte di mons Marcucci, che qui venne sepolto. Sopra l’altare maggiore è possibile ammirare il grande dipinto dell’artista prediletto dal Marcucci, l’ascolano Nicola Monti, che rappresenta l’Immacolata Concezione con i SS. Gioacchino e Anna. Opere d’arte contemporanea continuano ad arricchire il tempio, come la statua in legno, ovviamente dell’Immacolata, commissionata nel 1994 ai celebri ebanisti della Val Gardena.

La bellezza di Ascoli merita certamente di continuare la visita con i già ricordati monumenti del centro storico: un interessante filo conduttore che ci può guidare attraverso le antiche vie e piazze può essere sempre la ricerca di altri segni della devozione mariana, così concretamente presenti in ogni punto della città, come i numerosi stemmi in travertino che riportano le lettere intrecciate I ed M, che ovviamente sono il monogramma di Maria Immacolata. 

Papillon
 


  CONSIGLIA
:


 

DEL CORSO
Corso Mazzini, 277
Ascoli Piceno
tel 0736256760

Chiuso: domenica sera e lunedì
Ferie: dal 24 dicembre al 6 gennaio
Prezzo menu: 20 - 40 euro

Un locale affidabile, all'interno di un antico palazzo del centro storico.
Seduti nella bella, unica, sala, con piacevoli pareti in pietra e volte a vela,
gusterete piatti che, qui, a differenza della maggior parte dei locali della
zona, non propone carne ma pesce, spaziando tra le migliori specialità
della cucina di mare. Conto ragionevole.



DEGUSTERIA DEL GIGANTE
via degli Anelli, 19
San Benedetto del Tronto (Ap)
tel. 0735588644

Chiuso: martedì, domenica sera
Prezzo menu: 25 euro

Piatti marchigiani a base di carne. Questa la scelta di Sigismondo Gaetani, che nel suo locale, ospitato in un suggestivo edificio del XVI secolo con soffitti bassi e mattoni a vista, propone affettati di produzione propria, vincisgrassi, lombata ai ferri di scottona al pollo alla brace. Il pesce comunque c’è, e meritano baccalà, alici sott’olio, il gustoso brodetto “Alla Sanbenedettese”. Si chiude soddisfatti con le crostate alla marmellata e alla crema di Mamma Maria. Molto interessante la selezione di vini, tra cui spiccano anche etichette poco note della regione,.