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Alla ricerca della felicità / 26

Anna Vercors: l’offerta della vita ne L’Annuncio a Maria

Claudel ambienta il dramma nei pressi del monastero di Montevergine. Tre figure ne costituiscono i pilastri, tra cui Anna Vercors, un contadino che vive nella gratitudine verso il Signore e per Lui prende una decisione radicale.

Cultura 17_04_2026

Scritto nel 1912, L’Annuncio a Maria è come una grande cattedrale medievale: una sintesi potente dello spirito cristiano e della sua visione del mondo. Non a caso Paul Claudel ambienta il dramma nei pressi del monastero di Montevergine. Tre figure, diverse per forma e colore ma illuminate dalla stessa luce della fede, ne costituiscono i pilastri: Anna Vercors, Pietro di Craon e Violaine.

Anna Vercors, sposato con Elisabetta e padre di Mara e Violaine, ha costruito la sua vita nella fatica dei campi e nella gratitudine verso il Signore «che fa tutte le cose». Ogni anno riserva le decime al convento vicino, segno di una fede concreta e operosa. Da questa coscienza nasce la decisione radicale: partire per la Terrasanta e pregare sul Santo Sepolcro per l’unità del suo popolo e dei cristiani, offrendo la propria vita e il proprio lavoro «per la totalità», per il bene di tutti.

Consapevole della durezza del viaggio, affida la sua vita al Mistero e si congeda dalla moglie con parole che rivelano la radice del male del mondo: «Tale è stato il male del mondo: che ciascuno ha voluto godersi i propri beni, come se per lui solo fossero stati creati, e non come se da Dio li avesse avuti in consegna». Prima di partire, affida Violaine a Giacomo di Hury perché la sposi: un gesto di responsabilità che mostra quanto la sua offerta non sia fuga, ma compimento.

Nel video di oggi scopriamo la figura di Anna Vercors prima della partenza per Gerusalemme.



Alla ricerca della felicità / 25

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