Animali gay e trans?
A Bolzano una mostra fotografica vorrebbe giustificare la transessualità e l'omosessualità perché presenti nel mondo animale. Alcune precisazioni.
Al Museo di Scienze Naturali di Bolzano è in allestimento la mostra fotografica Queer Nature Photography Awards. Sul sito ufficiale della mostra si può leggere: «Celebrare la diversità attraverso la natura. La nostra selezione dei 10 migliori scatti del 2024. Benvenuti ai Queer Nature Photography Awards, dove celebriamo la vibrante intersezione tra queer e biodiversità. In un mondo in cui la natura prospera in tutte le sue diverse forme, la nostra missione è sottolineare l'importanza di accogliere e onorare questa diversità che spesso rimane invisibile e talvolta fraintesa. Quest'anno siamo orgogliosi di presentare le 10 migliori fotografie selezionate che non solo catturano la bellezza del mondo naturale, ma riflettono anche le prospettive uniche di questi fotografi. Attraverso i loro obiettivi, questi talentuosi artisti rivelano come la natura sfidi le norme convenzionali e ci ispiri ad abbracciare una comprensione più ampia dell’identità e della esistenza. Ogni fotografia racconta una storia potente di connessione, resilienza e dell'intricata rete di vita che ci circonda. Unitevi a noi nell'onorare queste opere straordinarie che ci ispirano a vedere il mondo con una prospettiva più inclusiva e compassionevole. Insieme celebriamo la bellezza del nostro pianeta e le diverse voci che contribuiscono alla sua ricchezza.Ci auguriamo che la nostra selezione sia di vostro gradimento».
E più avanti possiamo ancora leggere: «Perché i premi queer per la fotografia naturalistica? La natura è queer, ma molte persone non lo sanno. Ed è un peccato, perché diffondendo questa conoscenza le persone potrebbero comprendere meglio che "essere queer" è naturale e che questa (bio)diversità dovrebbe essere celebrata.
Le storie queer sulla natura e sugli animali hanno il potenziale di:
- Contribuire all'accettazione di sé delle persone queer
- Contribuire all'accettazione delle persone queer da parte delle persone non queer
- Raggiungere nuovi gruppi target e coinvolgerli maggiormente nell'arresto dell'attuale ondata di estinzione, combinando narrazioni queer sulla natura con la situazione ambientale.
Il Queer Nature Photography Awards dà visibilità al nostro mondo colorato e offre una prospettiva nuova sulle tematiche queer».
Le foto – alcune scattate da persone bisessuali o che si sono dichiarate queer (che vuol dire tutto e niente) – tentano di avallare le teorie LGBT. La maggior parte delle foto nulla ha a che vedere con l’omosessualità e la transessualità, altre, la minoranza, invece sì. Ma occorre precisare alcune cose. Innanzitutto gli animali ermafroditi – esseri che hanno contemporaneamente o nell’arco della loro vita entrambi gli apparati riproduttivi – provano che i sessi sono due anche nel regno animale: maschio e femmina. Non esistono animali asessuati. In secondo luogo e soprattutto dobbiamo ricordarci che gli esseri umani non sono molluschi marini ermafroditi (come quelli nella foto). Quelle pochissime persone che sono ermafrodite, ossia in loro c’è la presenza contemporanea di tessuto ovarico e testicolare, sono persone portatrici di un’anomalia genetica: l’ermafroditismo animale è fisiologico, quello umano è patologico. Tanto è vero che queste persone non possono riprodursi. Inoltre queste persone non sono maschi e femmine nello stesso tempo, ma sono maschi o femmine che hanno sviluppato erroneamente del tessuto che non appartiene al loro sesso genetico, criterio principale per capire se una persona è uomo o donna.
In terzo luogo e in riferimento all’omosessualità se tutto ciò che accade nel mondo animale potesse giustificare condotte analoghe tra gli uomini allora potremmo giustificare il cannibalismo (alcuni coccodrilli mangiano i propri cuccioli, così accade per alcuni ragni e mantidi dopo l’accoppiamento ai danni del partner sessuale), la coprofagia (alcuni animali si cibano delle proprie o altrui feci come la mosca, i maiali, gli elefanti, i panda, gli ippopotami e molti altri), la pedofilia (accade per le talpe e gli ermellini), la necrofilia (sono stati registrati alcuni casi tra germani reali e rospi delle canne), gli stupri sia perpetrati da un unico individuo (è praticato da alcuni ragni, dagli scarabei, da oche e anatre) che quelli collettivi (così si comportano i maschi dei delfini dal naso a collo di bottiglia nei confronti di un’unica femmina).
I comportamenti omosessuali degli animali a volte sono dettati dal fatto che non ci sono femmine per l’accoppiamento o a motivo di alcuni disturbi comportamentali dovuti ad esempio alla cattività. In altre occasioni le condotte omosessuali non sono intrinsecamente disordinate, bensì sono finalizzate e, nello stesso tempo, nulla hanno a che vedere con un’attrazione sessuale. Infatti, in tali occasioni, esprimono condotte di dominio, come accade per cani, vacche e pecore, o ludici-pedagogici per quei cuccioli che si stanno allenando per l’accoppiamento in età matura. Caso poi curioso quello che si riferisce ad alcune specie di coleotteri maschi i quali diventano custodi dello sperma di un altro maschio per aver più possibilità di fecondare.
Sulla mostra – organizzata da Narwhal Rainbow Alliance, una associazione LGBT – è pregevole il commento di Marco Galateo, vicepresidente della Provincia e presidente provinciale di Fratelli d’Italia: «ormai siamo oltre il limite: l'ideologia "woke" si insinua ovunque, trasformando luoghi di studio e conoscenza in strumenti di propaganda culturale.
La mostra "Queer Nature" al Museo di Scienze Naturali di Bolzano, dedicata al tema della diversità nel mondo animale, non è un semplice approfondimento sul mondo animale, ma l'ennesimo tentativo di rileggere la realtà naturale attraverso una lente ideologica, piegando la scienza a una narrazione politica ben precisa. non si tratta di apertura mentale o di confronto culturale, come vorrebbero farci credere, ma di un vero e proprio slittamento pericoloso: si passa dalla divulgazione scientifica all'attivismo mascherato, dove concetti come natura, identità e biologia vengono reinterpretati per sostenere una visione che nulla ha di neutrale. Si utilizza il prestigio di un'istituzione culturale per legittimare teorie controverse, si confonde il piano scientifico con quello sociale e si finisce per trasmettere, soprattutto ai più giovani, l'idea che tutto sia relativo e mutevole e che persino la natura possa essere riscritta secondo le mode del momento", prosegue, parlando "dell'ennesimo tentativo di colonizzare culturalmente ogni spazio pubblico con un pensiero unico, dove chi dissente viene automaticamente etichettato e messo ai margini».


