• Diritti & rovesci

Andalusia, legge LGBT liberticida

La provincia spagnola dell’Andalusia ha varato una legge, dal titolo “Legge per garantire i diritti, la parità di trattamento e la non discriminazione delle persone LGBTI e delle loro famiglie in Andalusia”, che prevede i seguenti contenuti: vietata la libertà di pensiero ed infatti verranno considerati reati “atteggiamenti fobici LGBT, nella sfera sociale, della salute, della educazione, della ricreazione e dello sport , della famiglia o in altre aree“, proibendo a chiunque “di utilizzare ripetutamente espressioni degradanti per motivi di orientamento sessuale, identità sessuale o espressione di genere”. Ovviamente “espressione degradante” sarà anche quella che ad esempio qualifica l’omosessualità come una condizione intrinsecamente disordinata.

In secondo luogo sarà permesso bloccare lo sviluppo ormonale degli adolescenti: in tal modo si permetterà loro di scegliere a quale sesso voler appartenere.

In terzo luogo saranno ritenute illegali le “terapie avversive o qualsiasi altra procedura che implichi un tentativo di conversione, eliminazione o soppressione del proprio orientamento sessuale o identità di genere“. Quindi una persona omosessuale  che vorrà uscire dalla propria omosessualità non potrà più farlo con l’aiuto dei professionisti del settore.

Infine in merito all’ambito scolastico così si disciplina: “I contenuti dei materiali didattici utilizzati nelle istruzioni degli studenti promuoveranno il rispetto e la protezione del diritto alla diversità sessuale e di genere e all’espressione di genere, nonché un’educazione non binaria, che rende visibile la diversità corporea e sessuale, e diversità familiare. I piani educativi devono contemplare pedagogie appropriate per il riconoscimento e il rispetto dei diritti delle persone che si considerano LGBTI, così come per dare luogo a progetti curriculari che contemplano o consentono l’educazione affettiva e di genere-sesso, ed evitano e impediscono la discriminazione”.

I vescovi dell’Andalusia hanno rilasciato una dichiarazione in cui affermano che questa legge è una “minaccia alla vita familiare, all’educazione e alla professione medica. È, quindi, una legge che compromette la libertà di pensiero, la libertà di coscienza, la libertà di educazione e insegnamento e la libertà religiosa. La Chiesa, nella misura in cui fa parte della società civile, ha la responsabilità di promuovere la vita e la famiglia, e non può tacere di fronte alla possibile violazione della coscienza dei cittadini, e specialmente dei cattolici. In primo luogo, la coscienza dei genitori, di coloro che hanno la responsabilità primaria dell’educazione dei loro figli, ma anche di molti funzionari e di altre persone che si dedicano alla salute o all’educazione”.

https://www.osservatoriogender.it/la-provincia-spagnola-dellandalusia-impone-gender-diktat/?refresh_cens