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LO SCOOP DI FUORI DAL CORO

Aifa, fuori la verità: perché celava i danni da vaccino?

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Fuori dal coro ha svelato le mail interne di Aifa all'inizio della campagna vaccinale: sapeva dell'alto tasso di reazioni avverse segnalate dalle Regioni, ma ha deciso di non parlarne. Giordano alla Bussola: «Quadro inquietante di scienza asservita alla politica, in tanti devono dare spiegazioni, dal ministro Schillaci a Palù». 

Politica 23_03_2023

Aifa sapeva dell’alto tasso di segnalazione degli effetti avversi da vaccino, ma ha deciso di non divulgarlo. La campagna vaccinale doveva procedere spedita e senza intoppi e pazienza per quelle migliaia di persone che – ancora oggi – stanno male a causa dell’inoculo. Il secondo scoop di Fuori da Coro, andato in onda martedì sera (QUI) (QUI la prima puntata), mostra l’inquietante dietro le quinte che si viveva presso l’agenzia del farmaco all’inizio della campagna vaccinale.

Già dai primi giorni di gennaio 2021, quando i vaccini erano stati messi a disposizione per anziani e fragili, erano giunte notizie di morti post vaccino dalla Norvegia. Un funzionario propose di stilare una serie di Faq per tranquillizzare gli anziani perché «la probabilità di osservare un decesso in un anziano vaccinato da poco è elevata». Il direttore di allora Nicola Magrini rispose: «A me ancora genera un po’ di ansia e nervosismo leggerlo… quindi suggerirei di renderlo impeccabile nell’arco delle prossime 48-72 ore».

Nel servizio della giornalista Marianna Canè, si scopre ad esempio, - è il 15 gennaio - che «i pazienti fragili rientrano nelle popolazioni non studiate» come del resto è scritto nel bugiardino della stessa Pfizer. Si stava dando il via libera a vaccinare i soggetti fragili, pur essendo consapevoli che l’efficacia e soprattutto la sicurezza del vaccino non erano state testate. E quando il 18 gennaio le Regioni rispondono alla circolare dell’Aifa sulle modalità di compilazione delle schede di farmacovigilanza, arrivano come primi dati dei report inquietanti:

La sola Emilia-Romagna avverte di un tasso di segnalazione di 1000 casi su 100mila dosi, parlando di «alto tasso di segnalazioni» e «di dato di segnalazione rilevante». Che cosa fa Aifa? «Tali rapporti devono essere utilizzati esclusivamente per uso interno, raccomandiamo che non vengano divulgati». E che fare con i 2011 casi di reazioni avverse segnalati per il vaccino Astrazeneca? Un colpo di bianchetto e il dato sparisce dal report.

Ce n’è abbastanza per chiedere a Governo di allora e all’Aifa di rendere conto di queste omissioni che molto probabilmente celano anche dell’altro. Di sicuro c’è materiale per la nascente commissione di inchiesta sul covid e chissà che una Procura non decida di andare a scartabellare tra le comunicazioni dell’Aifa.

Anche il direttore di Fuori dal Coro Mario Giordano la pensa così. La trasmissione Mediaset, sola contro tutti in questi anni, ha dato spazio alle vittime del vaccino, dai famigliari dei tanti morti improvvisamente ai danneggiati permanenti, e adesso offre all’opinione pubblica e alla politica gli indizi di un fallimento sistematico spacciato per scienza.

«Scienza che si è prostituita al servizio della politica», rincara Giordano in un colloquio con la Bussola: «Mi aspetto che qualcuno ci dia delle risposte, mi aspetto che il ministro della Salute Schillaci dia segnali di vita e faccia luce su queste rivelazioni che sono clamorose, ma lo stesso chiedo al presidente Aifa Giorgio Palù».

Una battaglia di trasparenza e verità, che adesso che la pandemia è ufficialmente terminata va fatta a tutti i livelli: «Ci hanno raccontato per anni che la scienza era sopra tutto, ma nascondere i dati e impedire alla popolazione di essere messa nelle condizioni di conoscere la verità non è un bel servizio che si fa alla scienza», prosegue il giornalista.

L’impressione è che si voglia continuare a mettere la polvere sotto al tappeto, però, per non dover ammettere che la campagna vaccinale di massa è stata imposta contro le evidenze scientifiche e con il solo scopo di coprire tutta la popolazione per poter poi dire di aver sconfitto il covid. E pazienza se nel frattempo si veniva a sapere che il vaccino non era efficace (i casi di ri-contagi sono stati all’ordine del giorno) né sicuro (con una platea di danneggiati ancora oggi non censita ufficialmente né riconosciuta).

«Da Aifa mi sarei aspettato un comportamento diverso, che andasse direttamente sul territorio a raccogliere tutte le informazioni sulla salute degli italiani e invece ora scopriamo non solo che il sistema di farmacovigilanza è stato disincentivato, ma anche che, quando arrivava qualcosa di inatteso questo veniva sistematicamente nascosto».

Da una scienza asservita alla politica, ci si può aspettare allora che la figura di un direttore come Nicola Magrini, da poco sostituito nel suo ruolo, diventasse quella di un decisore in grado di orientare tutte le decisioni: «È la stessa dinamica che abbiamo visto all’opera con l’Iss, dove tra l’altro Silvio Brusaferro è stato riconfermato ed è quindi ancora al suo posto: una politica che diventa dogma e che soffoca la vera scienza».

E la politica? Di sicuro quello fornito da Fuori dal Coro è materiale su cui una commissione d’inchiesta parlamentare potrebbe già indagare. «Spero – conclude Giordano - che si faccia seriamente, anche se in tanti anni ho visto troppe commissioni di inchiesta fatte per insabbiare. Molto dipenderà dal suo presidente e dalla reale volontà di andare a fondo non solo sulle inefficienze, i ritardi, le inadempienze nella gestione della pandemia, che pure vanno messe sotto la lente, ma anche sul grande capitolo della vaccinazione. È una pagina che va analizzata anche perché se è vero che la pandemia è finita, sul campo restano ancora oggi i tantissimi danneggiati che chiedono ascolto e cure».