a cura di Benedetta Frigerio
  • Induismo

Abbattute in India 15 croci

Nello stato indiano di Manipur una suora indiana, suor William Parmar delle Carmelitane della Carità di Vedruna, è stata premiata il 24 settembre dal presidente Ram Nad Kovindh per il suo impegno nel sociale e per la tutela dell’ambiente nell’ambito di un programma governativo avviato nel 1969 dal ministero dello sport e delle politiche giovanili destinato a sviluppare la personalità degli studenti tramite il servizio comunitario. Il riconoscimento alla religiosa, che opera nel collegio di Don Bosco a Maram, ha molto valore perché in India la minoranza cristiana è oggetto di discriminazioni e persecuzione da parte degli estremisti indù, spesso sostenuti dalle autorità. Nello stato di Karnataka il 23 settembre, per la quarta volta in sei mesi, le autorità di Gerahalli hanno disposto la rimozione di alcune croci: 15 in tutto, una 32 metri, le altre che rappresentano la Via crucis più piccole, situate su una collina nei pressi della Chiesa di San Giuseppe. La parrocchia di Gerahalli comprende solo 100 famiglie cattoliche. La maggior parte dei fedeli hanno assistito all’abbattimento delle croci che poi sono state portate via con un trattore: alcuni in lacrime, altri recitando il rosario. Le autorità hanno approfittato del fatto che sebbene da decenni i cristiani si rechino sulla collina per devozione la Chiesa non è stata in grado di regolarizzare l’uso dell’area pubblica sulla quale sorgono anche dei templi indù che invece non sono stati toccati. Monsignor Peter Machado, vescovo di Bangalore, ha definito l’abbattimento delle croci una “azione selettiva compiuta contro i cristiani nell’attuale clima di intolleranza religiosa”. Nel Karnataka il partito nazionalista Bjp è al potere.