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Asia

22 marzo, una giornata di preghiera e digiuno in India

La Conferenza episcopale dell’India ha indetto la giornata in vista delle elezioni generali che si terranno a partire dal 19 aprile

Dal 19 aprile al 1° giugno l’India va alle urne per eleggere la Camera bassa del parlamento. Dall’esito del voto dipenderà la formazione del nuovo governo. Favorito è l’attuale primo ministro Narendra Modi che tenta di ottenere il suo terzo mandato e la riconferma come partito di governo del Bjp, il partito nazionalista indù che tanti problemi crea ai cristiani assecondando l’ostilità degli integralisti indù nei loro confronti e la crescente persecuzione inflitta alle comunità cristiane. In vista delle elezioni la Conferenza episcopale dell’India (CBCI) ha indetto per venerdì 22 marzo una Giornata di preghiera e digiuno. La lettera inviata da Monsignor Anil Couto, arcivescovo di Delhi e segretario generale della CBCI, a tutte le comunità cattoliche esorta i fedeli a “unirsi in preghiera per un periodo continuo di 12 ore per intercedere per la nostra nazione, in particolare per le prossime elezioni generali. Con queste preghiere allineiamo i nostri cuori alla volontà di Dio e offriamo le nostre suppliche per la purificazione della Chiesa e il bene della nostra nazione”. Durante la giornata speciale verrà celebrata la Messa, si terrà l’adorazione del Santissimo Sacramento, sarà recitato il rosario e verranno organizzati altri momenti liturgici. La decisione di indire la giornata di preghiera è stata decisa durante l’ultima assemblea della CBCI tenutati a febbraio a Bangalore. A conclusione dell’incontro era stata rilasciata una dichiarazione:”C’è una polarizzazione religiosa senza precedenti – diceva il comunicato – che sta danneggiando la cara armonia sociale nel nostro Paese e mettendo in pericolo la stessa democrazia. Si teme che atteggiamenti divisivi, discorsi di odio e movimenti fondamentalisti stiano erodendo l’ethos pluralista che ha sempre caratterizzato il nostro Paese e la sua Costituzione. I diritti fondamentali e i diritti delle minoranze garantiti dalla Costituzione non dovrebbero mai essere messi in pericolo”. L’India è al13° posto della Classifica Open Doors 2024 dei paesi in cui i cristiani sono più perseguitati, preceduta dall’Afghanistan e seguita dalla Siria. Il livello di persecuzione è definito estremo.