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Cristiani Perseguitati
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Asia

10 novizi pronunciano i voti in Vietnam

Sono i seminaristi della Società delle divine vocazioni che dal 2017 svolge attività di evangelizzazione nel paese comunista a maggioranza buddista

In Vietnam, uno dei cinque stati in cui un partito comunista è ancora al potere, i cristiani sono poco più di nove milioni, distribuiti in 27 diocesi, su quasi 100 milioni di abitanti. La religione principale è il buddismo. La World Watch List 2023, l’elenco dei 50 stati in cui i cristiani sono più duramente perseguitati pubblicata ogni anno dall’associazione Open Doors, lo colloca al 25° posto, tra gli stati in cui si registra un livello molto elevato di persecuzione. Il governo controlla le attività dei cristiani, soprattutto delle congregazioni evangeliche e pentecostali, e concede loro una limitata libertà di azione. I convertiti ex buddisti e quelli etnico-animisti subiscono  la persecuzione più dura, non solo da parte delle autorità, ma anche di famigliari, amici e vicini. La maggior parte di loro appartengono a minoranze etniche come gli H'mong e le autorità comuniste sono molto sospettose nei loro confronti. Eppure il loro numero è in crescita. Cresce anche  la vocazione religiosa. Il 19 agosto dieci seminaristi hanno pronunciato i primi voti a Ho Chi Minh City nel corso di una cerimonia – riferisce l’agenzia di stampa AsiaNews – a cui hanno partecipato decine di religiosi e centinaia di fedeli. I giovani novizi sono il frutto dell’attività di alcuni missionari indonesiani della Società delle divine vocazioni iniziata nel 2017 grazie a una iniziativa di padre Rosario Taliano. Nel 2018 è stata inaugurata una sede locale a Ho Chi Minh City, sotto la guida del primo missionario, l’indonesiano padre Fabianus Hane Seran, seguito dopo pochi mesi da padre Kasianus Nana Seran e padre Valentinus Lesak. “Inizialmente – ha raccontato ad AsiaNews padre Lesak – la nostra casa di formazione ha accettato cinque locali che volevano unirsi a noi. Poi sempre più giovani vietnamiti hanno espresso il loro desiderio di unirsi alla nostra comunità. Abbiamo una forte aspettativa che sempre più giovani si uniscano alla missione che in passato si svolgeva spesso con discrezione per non urtare le autorità centrali e locali, ma che oggi si può affermare con maggiore libertà”. Alla funzione per il pronunciamento dei voti hanno partecipato il superiore generale della Società delle divine vocazioni, il brasiliano padre Antonio Rafael Do Nascimento, e il responsabile della formazione, padre Salvatore Musella.