• COREA DEL NORD

    Il gioco diplomatico di Trump con Kim Jong-un

    Il vertice fra Kim Jong-un e Donald Trump si farà o non si farà? Fino a ieri mattina pareva ormai archiviato, da ieri pomeriggio si è invece riaperto uno spiraglio. E' un balletto diplomatico in cui gli Usa mirano a ottenere le condizioni di un disarmo totale, irreversibile e verificabile della Corea del Nord, con un misto di minacce e blandizie.

    • MEDITERRANEO

    Macron vuole ancora scavalcare l'Italia in Libia

    Cambiano governi e presidenti ma Parigi non perde il vecchio vizio di cercare in ogni modo di mettere le mani sulla Libia scavalcando le prerogative italiane sulla sua ex colonia. Il presidente francese, Emmanuel Macron, sembra voler organizzare un vertice internazionale sulla Libia il 29 maggio, a Parigi. 

    • IMMIGRAZIONE

    Asilo politico in cambio di denaro. Lo scandalo tedesco

    Il presidente dell'Ufficio federale tedesco per l’immigrazione e i rifugiati (Bamf), Jutta Cordt, è sempre più nella bufera. Una pioggia di critiche imperversa sul suo operato: lo scandalo delle richieste di asilo, concesse illegalmente e in cambio di denaro, ha superato i confini nazionali ed è impossibile da tenere a bada

    • TURCHIA

    Arresti e condanne, repressione a pieno regime

    768 arresti in una settimana in Turchia, sempre con l'accusa di terrorismo. E poi 104 ergastoli per altrettante persone che Ankara vuole vicine a coloro che organizzarono il golpe del luglio 2016. Erdogan sta trasformando la Turchia in un carcere a cielo aperto.

    • GUERRA INFINITA

    Assad riprende il controllo di Damasco. Ora punta al Sud

    Dopo sette anni di guerra l’intera regione di Damasco torna ad essere sotto il controllo dei governativi siriani. Il regime di Bashar Assad ha infatti annunciato il 21 maggio che l'intera area della capitale è “zona sicura”. Il difficile inizia adesso: riprendere le regioni meridionali, scontrandosi con gli interessi di Israele e Usa che controllano l'area.

    • VENEZUELA

    Maduro vince come previsto. Ma a votarlo sono in pochi

    Maduro vince di nuovo in Venezuela con un voto caratterizzato dalle intimidazioni e dal basso tasso di affluenza. Elezioni boicottate dall'opposizione e ritenute non valide dalla maggioranza dei governi sudamericani e occidentali. Ben 14 paesi ritirano l'ambasciatore da Caracas in segno di protesta.

    • AL REGINA COELI

    Crimini venezuelani, il giallo delle parole del Papa

    L’Appello sul Venezuela annunciato sul bollettino della Santa Sede doveva contenere il rispetto della vita dei detenuti del regime di Nicolas Maduro. Invece Francesco ha parlato a braccio facendo un discorso che alleggerisce la posizione del regime. E che tace sulle torture dei prigionieri politici. 

    • POPULISMO

    Il declino del Venezuela, alle urne per confermare Maduro

    Il Venezuela oggi torna alle urne per la quarta volta in un anno, per rieleggere il presidente. Dopo che una contestata Assemblea Costituente gli ha preparato il terreno. Fra arresti arbitrari e violenze. La parola a dissidenti ed esperti per spiegarci in che clima si vota

    • IMMIGRAZIONE

    L'ultima dell'Onu: accusa la Svezia di razzismo

    L’Onu è da poco andata in Svezia, ha redatto un rapporto e bacchettato (per razzismo) il Paese dell’accoglienza. Il rapporto della polizia svedese di quest'anno, al contrario, fotografa una realtà in cui lo Stato sta perdendo il controllo di intere aree, finite nelle mani di criminali e radicali islamici.

    EDUCAZIONE SESSUALE PER IMMIGRATI di R. Cammilleri

    • USA E ISRAELE

    Ambasciata a Gerusalemme, vittoria (postuma) di Bannon

    Chi è l'artefice della decisione di trasferire l'ambasciata Usa da Tel Aviv a Gerusalemme, riconoscendo anche ufficialmente quest'ultima quale capitale di Israele? Se tutti pensano a Jared Kushner, genero di Trump, ebreo, presente alla cerimonia, sfugge che l'idea fu del "cristiano sionista" Steve Bannon. Ormai fuori dai giochi.

    • ELEZIONI

    In un Iraq traumatizzato vincono gli estremisti sciiti

    In Iraq perde la coalizione istituzionale del premier Al Abadi. A vincere è soprattutto la coalizione populista guidata dagli sciiti radicali di Al Sadr (leader della guerriglia anti-americana nei primi anni 2000) e comunisti. Va forte anche il partito Fatah delle milizie sciite. E' il voto di un paese traumatizzato da Isis e guerra civile.

    • DIPLOMAZIA

    La "Nuova Europa" rappresentata a Gerusalemme

    Chi c'era e chi non c'era alla cerimonia del trasferimento dell'ambasciata Usa a Gerusalemme: è importante per capire il posizionamento su Israele dei vari paesi. Fra gli invitati europei, c'erano anche 4 membri dell'Ue che sono andati contro alla linea dettata da Bruxelles: Austria, Ungheria, Repubblica Ceca e Romania. Ecco perché.