• L'INTERVISTA: STEVEN MOSHER

    Cina, 30 anni dopo Tienanmen il regime continua a uccidere

    Trent’anni fa l’esercito della Repubblica Popolare Cinese soffocava nel sangue la protesta studentesca e operaia di Tienanmen. Il regime cinese vacillò, ma non cedette. Anzi parve rafforzarsi da quell’esperienza di sangue, di cui non si conosce ancora il numero di vittime. Cosa è cambiato da allora ad oggi, in Cina? Ben poco. E molto è peggiorato, in termini di persecuzione religiosa, trapianti forzati di organi, pianificazione delle nascite e controllo totale sui cittadini. Ne è convinto Steven Mosher, antropologo statunitense, presidente del Population Research Institute, il primo che poté condurre ricerche sul campo in Cina dal 1979.

    COSA ACCADDE IN QUEL 4 GIUGNO 1989

    • DIPLOMAZIA

    Gli italiani in Venezuela restano senza ambasciatore

    L'avvicendamento alla sede diplomatica di Caracas diventa un caso: per non riconoscere il governo decaduto di Maduro, Roma invia soltanto un incaricato d'affari, ma la numerosa comunità italiana in Venezuela è preoccupata e protesta.

    • ISLAM

    Ramadan violento: attacchi contro i locali pubblici

    Ogni anno si accompagnano al Ramadan gravissimi casi di violenza contro ristoranti e caffè che servono cibo e bevande durante le ore di digiuno. In questo ultimo mese di digiuno è successo a Tunisi, ai danni di camerieri e clienti di un caffé. E la risposta delle autorità? Colpevoli silenzi e tolleranza nei confronti degli intolleranti

    • RUSSIAGATE

    Colpevole fino a prova contraria, se è Trump

    «Se fossimo stati sicuri che il presidente non avesse commesso un reato, lo avremmo detto». Con questa frase, che calpesta il principio "innocente fino a prova contraria", il procuratore Mueller ammette di non aver trovato nulla che provi la colpa del presidente Donald Trump. Quindi insinua il dubbio, a beneficio dell'opposizione politica.

    • ALLARGAMENTO

    Si allontana ancora l'ingresso della Turchia nell'Ue

    L'Ue ha diffuso il suo rapporto sullo stato delle relazioni con la Turchia. E' una presa di posizione di Bruxelles contro Ankara senza precedenti. Che, in sostanza, è stata bocciata su economia, politica e diritti umani. Il ripetuto impegno di Erdoğan nel tentativo di ottenere l'ingresso nell'Unione ha visto una ennesima battuta d'arresto.

    • POLITICALLY CORRECT

    La Svezia non ammette l'esistenza dei ghetti islamici

    Il reportage dalla Svezia mandato in onda la scorsa settimana dal Tg2 ha scatenato prevedibili polemiche per aver evidenziato la drammatica situazione venutasi a creare in diverse aree urbane, dominate da un islamismo violento che ha dimostrato il fallimento del modello svedese di accoglienza e del multiculturalismo.

    • JIHAD IN FRANCIA

    Lione, l'attentato "elettorale" che si è sottaciuto

    In corrispondenza delle elezioni europee, si è riacceso l’allarme terrorismo in Europa. Il pacco bomba di Lione prima, la stazione ferroviaria evacuata a Bruxelles poi. Le forze dell’estremismo hanno fatto sentire la loro presenza alla vigilia e immediatamente dopo le votazioni. La reazione è stata quella di nascondere la testa sotto la sabbia

    • NORDAFRICA

    Libia, mai tante armi da quando c'è l'embargo

    Un traffico internazionale fuori controllo di armi sta alimentando le opposte milizie impegnate nella battaglia per Tripoli. E questo malgrado sia in vigore, almeno formalmente, un embargo sulle armi verso la Libia. Solo l'Italia si fa scrupolo di consegnare motovedette, peraltro disarmate, alla Guardia Costiera.

    • JIHAD

    L'Isis, tutt'altro che distrutto ricomincia la guerriglia

    Dopo aver difeso metro per metro e perso la quasi totalità del territorio del Califfato in Iraq e Siria, i vertici dello Stato islamico sembrano ora puntare sulla guerra asimmetrica, basata su guerriglia e terrorismo, per mantenere l'iniziativa e la visibilità mediatica. Non opera solo in Iraq e Siria, ma anche in Libia, Egitto e Israele.

    • LONDRA

    May-exit, fine della premier che ha mancato la Brexit

    Theresa May ha annunciato le sue dimissioni. Anche se in differita: andrà a casa il 7 giugno. Col senno di poi, queste dimissioni avrebbe dovuto rassegnarle il 16 gennaio scorso, dopo la bocciatura clamorosa del suo accordo con Bruxelles da parte del Parlamento. E la sua sconfitta inizia nel voto anticipato del 2017.

    • MEDITERRANEO

    Più immigrati, più criminalità. Il problema scoppia in Spagna

    La Spagna ha un problema ormai serissimo di sicurezza. Dall'inizio dell'emergenza immigrazione, gli spagnoli hanno assistito ad un repentino precipitare delle cose. E, come in tanti altri paesi dell'Unione, sono sempre di più i quartieri a predominio di stranieri. Intere zone dove i furti, lo spaccio, i crimini d'onore e violenze sessuali sono frequenti.

    • BREXIT RINVIATA

    Gli inglesi votano per l'Ue da cui potevano esser già fuori

    Gli inglesi vanno al voto per le elezioni europee, mentre il governo è ancora nel tunnel nella sua crisi. La May non molla, non rassegna le dimissioni. In compenso, le rassegnano tutti gli altri: ieri è toccato alla Leader dei Comuni, Andrea Leadsom, la 36ma che lascia l'esecutivo per protesta contro la gestione della Brexit.