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Via Lutero, ribellione di popolo all'unanimità politica

Anche Bergamo presto avrà un luogo pubblico intitolato all’iniziatore del Protestantesimo. Ma un gruppo di cittadini ha pensato di consegnare al Comune una lettera: “Come Cattolici e come cittadini ci appelliamo a Voi affinché non sia dato seguito a tale proposta di inaudita gravità". 

Come in preda a una curiosa frenesia, nell’anniversario della “Riforma” protestante in Italia si moltiplicano gli atti di omaggio tributati alla persona di Martin Lutero da parte di diversi Comuni. Così, dopo piazza Lutero a Roma, il giardino di Lutero a Firenze e l’albero di Lutero a Torino, ora anche Bergamo presto avrà un luogo pubblico intitolato all’iniziatore del Protestantesimo.

Ma è proprio così opportuno indicare l’ex monaco tedesco come un esempio di virtù civili ai cittadini di oggi e alle nuove generazioni? Proprio queste perplessità hanno portato un gruppo di cittadini a scrivere una lettera di protesta contro questa decisione e a creare una petizione online, per segnalare la contrarietà di tanti bergamaschi contro questa decisione che desta scalpore soprattutto per le modalità con le quali è stata approvata.

Infatti la decisione arriva in una seduta straordinaria del Consiglio Comunale, convocata ad hoc il 19 giugno scorso proprio per celebrare il quinto anniversario della Riforma, alla presenza del presidente del Centro culturale protestante Luciano Zappella e del pastore della comunità cristiana evangelica-chiesa valdese, Winfrid Pfannkuche che hanno anche preso la parola durante il Consiglio.

L’ordine del giorno – presentato da dal consigliere Pd Nicola Eynard, membro della chiesa valdese e approvato all’unanimità – «impegna il Sindaco e la Giunta affinché […] si possa individuare una via importante o un altro significativo luogo o spazio pubblico della città, da intitolare a Martin Lutero».

Un gruppo di cittadini ha pensato allora di consegnare al Comune una lettera: “Come Cattolici e come cittadini ci appelliamo a Voi affinché non sia dato seguito a tale proposta di inaudita gravità ed assunta sulla scia di un’onda emotiva e senza alcun reale approfondimento,” si legge nella lettera rivolta a quelle stesse istituzioni cittadine “che hanno il dovere di rappresentare il senso civico della cittadinanza, improntato ai valori che reggono la nostra società e che devono indirizzare ogni scelta politica: valori che, con un’attenta lettura delle fonti originali, sono estranei alla vita ed al pensiero di Martin Lutero.”

Le motivazioni elencate nella lettera sono puramente di carattere storico e mettono in risalto la contraddizione tra gli atti e le idee di Martin Lutero e i principi base della nostra società, attingendo proprio dagli scritti dell’ex monaco e dalla storiografia.

“Non possiamo esimerci dal ricordare che la predicazione luterana fu la causa scatenante della Deutschebauernkrieg, la Guerra dei Contadini tedeschi con la quale Martin Lutero aizzò i signori protestanti a massacrare i contadini che volevano restare cattolici (le fonti dell’epoca stimano in 100 mila il numero dei morti)” per non parlare poi delle persecuzioni ai Cattolici scatenate dall’odio generato dalla predicazione luterana in Inghilterra, Scozia, Irlanda e le sette guerre di religione in Francia. “Tutti fatti che stridono palesemente con l’enorme immagine della colomba della pace che da tre anni fa bella mostra di sé sulla facciata del Palazzo comunale di Bergamo,” chiosano i cittadini firmatari.

Senza dimenticare che Lutero instillò nella Germania del tempo i semi di uno spietato odio contro gli ebrei, giungendo ad auspicare la distruzione delle loro case, la confisca dei loro beni e la proibizione di girare liberamente per le città. A nessuno viene in mente qualcosa avvenuto secoli dopo? Non fu certo un caso se la cosiddetta «notte dei cristalli» fu voluta proprio nel giorno del compleanno di Lutero.

Per questo la lettera conclude: “Come cittadini, padri e madri non riteniamo il signor Martin Lutero sia una persona da indicare come modello ai nostri fanciulli, ai nostri giovani ed ai nostri uomini. […] È questo l’uomo che vogliamo onorare con l’intitolazione di una via? È questo l’esempio che vogliamo dare ai cittadini?”

La lettera è nata come un’idea di un gruppo di amici che ha deciso di far sentire la propria voce, ma sta raccogliendo sempre più consensi: tramite l’Ufficio protocollo è indirizzata al sindaco, alla Presidente del Consiglio comunale e ai capigruppo di tutti i gruppi consiliari, proprio per dimostrare che alla base di questa opposizione non ci sono pregiudizi di natura politica, morale o religiosa verso qualcuno, ma solo una questione di convivenza civile.

“Certamente il fatto che il Consiglio abbia approvato questo ODG all’unanimità è segno di ignoranza storica,” afferma Lorenzo Vitali, portavoce dei firmatari della lettera. “Il nostro obiettivo è quello di spiegare la verità storica e non ideologizzata partendo da fatti concreti, in modo da rendere accessibile a tutti la verità”.

Clamorosa anche la scelta del luogo da intitolare a Lutero: “Secondo alcune indiscrezioni trapelate sui siti della comunità luterana di Bergamo si tratterebbe del parco dell’ex Monastero di Sant’Agostino in Città Alta. La cosa rappresenterebbe, nei sentimenti cattolici della cittadinanza, uno sfregio a un Dottore della Chiesa e un atto umiliante dato che Lutero in origine era proprio un monaco agostiniano”.