Vescovi siciliani pro-LGBT
La Conferenza episcopale siciliana ha incontrato alcuni gruppi LGBT. Nel comunicato si comprende che i vescovi hanno aperto le porte ad omosessualità e transessualità.
Dal 12 al 14 gennaio si sono svolti a Palermo i lavori della sessione invernale della Conferenza episcopale siciliana. Nel comunicato finale al punto n. 7, «Incontro con i gruppi “Cristiani LGBT+ Sicilia” e “In Viaggio per Emmaus”», possiamo leggere:
«I Vescovi di Sicilia hanno incontrato una rappresentanza dei gruppi “Cristiani LGBT+ Sicilia” e “In Viaggio per Emmaus”, che comprende genitori di figli omoaffettivi e transgender con il loro assistente spirituale, per un momento di incontro e dialogo.
I rappresentanti dei gruppi hanno condiviso con i Vescovi le loro esperienze di cammino di fede e le sofferenze causate spesso da porte chiuse o dall’indifferenza delle comunità cristiane. Hanno manifestato il desiderio di essere accompagnati nel loro percorso spirituale. Inoltre, hanno presentato la storia dei gruppi e il loro cammino formativo, con attività spirituali svolte periodicamente.
Un genitore ha poi presentato il gruppo “In viaggio per Emmaus”, nato nel 2020, che accoglie genitori credenti e si impegna ad aiutarli ad accettare i propri figli, superando atteggiamenti e comportamenti omofobi.
I Vescovi hanno espresso gratitudine per l’incontro, confermando che ogni persona deve essere accolta e rispettata nella sua dignità, auspicando che, attraverso la presenza di Cristiani LGBT+, si possano riaprire porte per quei figli di Dio che vivono con sofferenza la chiusura e l’indifferenza. Attraverso un cammino spirituale nella Chiesa, queste persone possono trasformare le ferite in feritoie di luce».
Bene accogliere la persona omosessuale e transessuale ma al fine di aiutarla a farla uscire dalla propria condizione non consone alla sua dignità. Ciò che invece fanno questi gruppi è confermare queste persone nella loro condizione. Tale scelta è stata benedetta dalla stessa Conferenza episcopale siciliana, tanto è vero che è mancata la prima cosa che si sarebbe dovuta dire: aiutare queste persone ad abbandonare simili inclinazioni intrinsecamente disordinate. Di contro qualsiasi rilievo critico è letto in chiave “omofoba”, è interpretato come rifiuto della persona in sé, come atto discriminatorio e dunque offensivo.
La volontà di sposare omosessualità e transessualità da parte dei vescovi è testimoniata anche dall’uso da parte di questi ultimi dell’espressione "cristiani LGBT" come se essere cristiani fosse compatibile con l’essere omosessuali e transessuali. Invece l’omosessualità e la transessualità sono condizioni antitetiche alla condizione di cristiano. È per questo motivo che chi si trova a vivere tali condizioni non può che lottare contro di esse per essere davvero cristiano. Tutti i credenti sono peccatori, ma il peccato nulla c’entra con la fede.


