a cura di Benedetta Frigerio
  • Islam

Vandali all’opera in Turchia contro edifici religiosi cristiani

Cresce in Turchia l’ostilità nei confronti della religione cristiana e si manifesta, oltre che con minacce, arresti e il rapimento di cristiani, anche con atti vandalici ai danni di edifici religiosi. L’8 maggio un uomo ha cercato di dare fuoco alla porta della chiesa del patriarcato armeno di Costantinopoli nel distretto di Bakırköy, sulla sponda europea di Istanbul. Il vandalo è stato arrestato ed è in attesa di giudizio. Fortunatamente né la porta né la chiesa hanno subito danni e nessuno ha riportato ferite. Il 23 maggio a Galata, nel distretto di Istanbul, è stata divelta la croce all’ingresso della chiesa armena di San Gregorio Illuminatore, la più antica della città. Le telecamere di sicurezza hanno ripreso il vandalo in azione. L’uomo prima guarda con insistenza in direzione di una telecamera forse come atto di sfida e poi rimuove la croce. La polizia ha aperto una inchiesta e assicura di voler andare a fondo della vicenda. La croce abbattuta è già stata sostituita rimediando al danno. Ma disagio e ansia crescono nelle comunità cristiane. “Gli attacchi contro le nostre chiese continuano – commenta Garo Paylan, un parlamentare turco di origine armene, rappresentante del Partito democratico dei popoli – i discorsi di odio da parte del partito al potere finiscono per normalizzare questi atti criminali”. Religione e nazionalismo sono i mezzi che il presidente Recep Tayyip Erdogan usa per controllare la popolazione e le minoranze religiose ne fanno le spese.