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Usa Today: «maschio» è parola offensiva

Chelsea Mitchell (in foto), la più veloce atleta del Connecticut, perde sempre con due maschi che gareggiano con lei come trans: Terry Miller e Andraya Yearwood (nomi del dopo transizione).  La Connecticut Interscholastic Athletic Conference afferma: «gli studenti che si identificano come donne devono essere riconosciuti come donne. Fare diversamente non sarebbe solo discriminatorio, ma li priverebbe della significativa opportunità di partecipare ad attività educative, compresi gli sport scolastici, basati su stereotipi sessuali e pregiudizi che si cerca di prevenire col Titolo IX».

La Mitchell non perde solo gare, ma anche borse di studio: «quando i college esaminano il mio record – scrive la ragazza – non vedono la ragazza più veloce del Connecticut, ma una seconda o terza classificata».

L’atleta allora decide di scrivere a Usa Today lamentandosi che «i corridori maschi hanno enormi vantaggi fisici». Il giornale sostituisce al termine «maschi» quello di «transgender» aggiungendo: «Nota dell’editore: questa colonna è stata aggiornata per riflettere gli standard e le linee guida di stile di Usa Today. Ci dispiace che sia stato usato un linguaggio offensivo». Proprio così: definire maschio un maschio che si crede donna è offensivo.