Usa: LGBT e lavoro
In USA meno aziende rendono nota la loro politica a favore delle persone LGBT, ma questo non comporta una minore attenzione alle loro rivendicazioni.
Il Corporate Equality Index 2026 della Human Rights Campaign, la più grande associazione LGBT d’America, è un indice che rileva l’inclusività delle aziende in materia di tematiche LGBT.
Leggiamo nell’ultimo report: «Nel 2026, un numero inferiore di datori di lavoro ha scelto di documentare pubblicamente le proprie pratiche attraverso le presentazioni al DEI (diversità equità, inclusione), con un calo del 65% tra le aziende Fortune 500, da 377 partecipanti nel 2025 a 131 quest'anno, molte delle quali sono appaltatrici del governo federale. Allo stesso tempo, 534 aziende hanno ottenuto un punteggio di 100 e saranno premiate con l'Equality 100 Award della HRC Foundation come leader nell'inclusione LGBTQ+ sul posto di lavoro , rappresentando complessivamente quasi 6 milioni di dipendenti statunitensi.
È importante sottolineare che l'analisi anno su anno dei dati presentati al CEI per il 2025 e il 2026 mostra che l'implementazione delle politiche e delle pratiche misurate dall'Indice è rimasta invariata o addirittura aumentata, senza cali in nessuno dei criteri considerati. Sebbene un minor numero di aziende abbia scelto di partecipare pubblicamente, i dati non indicano un'inversione di tendenza in materia di inclusione sul luogo di lavoro».
In pratica meno aziende rendono nota la loro politica a favore delle persone LGBT, ma questo non comporta una minore attenzione alle loro rivendicazioni sul luogo di lavoro. Questo dato si spiega alla luce delle giuste misure prese dall’amministrazione Trump per limitare l’anti-cultura woke e, nello specifico, l’ideologia LGBT. Dunque niente pubblicità perché potrebbe essere un boomerang tenuto conto che il favore sociale verso le istanze arcobaleno sta scemando, però sul posto di lavoro i privilegi per le persone LGBT sono rimasti immutati e anzi in alcuni casi addirittura aumentati.
