• Educazione

Una nota del Miur contro il gender a scuola

Il consigliere regionale Claudia Carzer (FI), consigliere della regione Lombardia, tramite mozione, è riuscito a far approvare dal Miur, il ministero dell’istruzione, una nota in cui si ribadisce una disciplina normativa già vigente ma spesso disattesa dalle scuole: il doveroso consenso dei genitori alle attività non obbligatorie, tra cui quelle pro-gender.

Questo il contenuto della nota:

  1. «Il PTOF [Piano Triennale dell’Offerta Formativa] deve, necessariamente, essere predisposto antecedentemente alle iscrizioni, per consentire alle famiglie di conoscere l’offerta formativa delle scuole » (si rimanda alla circ. min. n. 17832 del 16/10/18);
  2. «tutte le attività didattiche inserite nel PTOF, anche ove aggiunte in corso d’anno, devono essere tempestivamente portate a conoscenza delle famiglie»; 
  3. «La partecipazione a tutte le attività che non rientrano nel curricolo obbligatorio, ivi inclusi gli ampliamenti dell’offerta formativa di cui all’articolo 9 del D.P.R. n. 275 del 1999 [accordi stipulati a livello nazionale o locale, ad es. con le Aziende Sanitarie], è, per sua natura, facoltativa e prevede la richiesta del consenso dei genitori» (si riprende la nota n. 4321 del 6/7/ 2015); 
  4. «In caso di non accettazione gli studenti possono astenersi dalla frequenza»;
  5. «Al fine del consenso, è necessario che l’informazione alle famiglie sia esaustiva e tempestiva» (qui si riprende la nota n. 1972 del 15/9/15).

https://www.osservatoriogender.it/scuola-e-consenso-informato-uno-spiraglio-contro-il-gender/