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A ROMA

Una mostra per i due beati polacchi martiri in Perù

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I francescani Zbigniew Strzałkowski e Michał Tomaszek furono rapiti il 9 agosto 1991 e poi fucilati dai terroristi maoisti di Sendero Luminoso. Furono accusati di fare del bene e perciò di frenare la rabbia del popolo e di rallentare la rivoluzione. Dal 2015 sono beati.

Ecclesia 28_06_2023
Beati francescani polacchi, martiri in Perù

Su iniziativa dei francescani conventuali e dell’Ambasciata polacca in Vaticano, una mostra ricorda i beati francescani Zbigniew Strzałkowski e Michał Tomaszek, rapiti il 9 agosto 1991 e poi fucilati dai terroristi maoisti in Perù. La mostra sui martiri, allestita nella basilica dei Santi XII Apostoli, è stata inaugurata il 22 giugno in presenza dell’ambasciatore polacco Adam Kwiatkowski e del cardinale Mauro Gambetti, arciprete della Basilica di San Pietro. La mostra romana è un’occasione propizia per ricordare questi due martiri dei nostri tempi.

Alla cerimonia sono venuti dal Perù gli ex parrocchiani dei missionari polacchi e una suora che ha assistito al rapimento. Il coro peruviano ha eseguito tipici canti religiosi. Alla cerimonia sono stati invitati anche i parenti dei martiri che hanno reso la loro testimonianza: sono stati loro, nella sede dell’Ambasciata, a ricevere le onorificenze (la Gran Croce dell’Ordine al merito della Repubblica di Polonia) che il presidente Andrzej Duda ha concesso in forma postuma ai due francescani. La cerimonia (nella foto - dell'Ambasciata polacca presso la Santa Sede - un momento della celebrazione) si è conclusa con la Messa celebrata dal card. Gambetti, che nell’omelia ha confidato i suoi legami personali con i missionari polacchi. Seppe del martirio quando lui stesso stava per intraprendere la vita religiosa. Conservava sempre la loro immagine nel suo Breviario.

Nell’agosto 1991, Giovanni Paolo II si trovava a Cracovia per la Giornata mondiale della gioventù e proprio in quei giorni entusiasmanti gli arrivò la drammatica notizia dell’assassinio, avvenuto il 9 agosto in Perù, dei due francescani polacchi per mano dei membri di Sendero Luminoso, organizzazione armata d’ispirazione maoista. Commentando questo fatto il Papa disse: «Sono i nuovi santi martiri del Perù». Ventitré anni e mezzo dopo la loro morte, il 3 febbraio 2015, la Congregazione delle Cause dei Santi ha riconosciuto il martirio dei Servi di Dio Zbigniew e Michał e Papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del relativo decreto. La loro beatificazione ha avuto luogo il 5 dicembre 2015 nella città peruviana di Chimbote, diocesi dove i martiri svolgevano la loro missione.

Ma come mai i giovani francescani polacchi sono finiti in Perù, a 11 mila chilometri dalla loro Patria? L’Ordine francescano voleva rafforzare la sua presenza missionaria in America Latina in occasione del 500° anniversario dell’evangelizzazione del Continente. Era stato deciso di aprire una nuova missione a Pariacoto, nella diocesi di Chimbote, in una zona montagnosa e isolata del Perù, a 1200 metri di altitudine. I tre polacchi arrivarono presto nel paesino andino e trovarono una difficile realtà: la popolazione viveva in estrema povertà, non c’erano né luce né acqua, la chiesa era in uno stato di abbandono. La parrocchia copriva un territorio grande come una diocesi europea, con 73 villaggi, di cui alcuni a 4.000 metri di altitudine. Per i giovani sacerdoti cominciava un duro lavoro missionario ma anche di assistenza alla popolazione. Presto i polacchi conquistarono i cuori della gente del posto.

Purtroppo, nella zona era molto attiva l’organizzazione maoista Sendero Luminoso. Il lavoro di evangelizzazione e di assistenza alla popolazione dava fastidio ai comunisti che miravano a fare la rivoluzione. Per questo motivo servivano loro le masse scontente e arrabbiate con i governanti. Negli anni Ottanta e Novanta i terroristi di Sendero Luminoso causarono la morte o la sparizione di circa 70.000 persone: combattevano una vera guerra civile.

La sera del 9 agosto 1991 i senderisti arrivarono alla missione di Pariacoto per cercare i sacerdoti. In quel momento si trovavano lì soltanto i due frati oggi beati, perché il superiore era partito per la Polonia. Fra Zbigniew e fra Michał si presentarono ai terroristi e subito vennero caricati su una camionetta che li portò fuori dal villaggio. In macchina salì anche una coraggiosa suora peruviana, suor Berta, che divenne testimone delle accuse rivolte dagli aguzzini ai frati durante un grottesco processo rivoluzionario. Può sembrare una cosa assurda ma furono accusati di fare del bene e perciò di frenare la rabbia del popolo e di rallentare la rivoluzione.

I due frati polacchi furono accusati di essere mandati da Giovanni Paolo II e dalla CIA e di proclamare Dio; ma la religione, dicevano i senderisti, è «l’oppio dei popoli». Poco dopo, nelle vicinanze del piccolo cimitero del paese, vennero giustiziati, insieme al sindaco di Pariacoto, con un colpo alla nuca. I terroristi lasciarono un messaggio sul corpo insanguinato di padre Strzałkowski: «Così muoiono i servi dell’imperialismo». Così, in Perù, sono morti due missionari francescani polacchi, oggi beati.