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Sant’Etelberto a cura di Ermes Dovico

LA LETTERA

Una degna sepoltura per il mio bimbo non nato

La resistenza alle pressioni per abortire. Il cuore di un bambino in grembo, ora in Cielo, che si ferma da sé. E il cui corpicino riposerà nel Giardino degli Angeli, grazie all’opera di ADVM, perché il Signore ascolta. Una mamma ci scrive.

Gentile redazione,
sono una vostra lettrice e desidero ringraziarvi perché, leggendo i vostri articoli, ho avuto modo di conoscere l’esistenza dell’associazione Difendere la Vita con Maria, attiva anche nella mia città.
A maggio, con stupore, paura, ma soprattutto gioia, io e mio marito apprendiamo di aspettare il nostro terzogenito.
A giugno, per rischio di disidratazione mi reco in pronto soccorso ostetrico. Una ragazza mi si avvicina e mi chiede se anche io dovessi prendere la pillola. Si avvicina poco dopo il marito e mi dice che erano anni che cercavano un figlio, ma che purtroppo l’embrione non si era sviluppato. Capisco in quel momento che le donne che sono con me in quel piccolo corridoio hanno in corso un aborto volontario. Condividono il corridoio e il bagno con le donne al termine della gravidanza in attesa di effettuare il tracciato. Trovo la situazione così atroce: ho vicino delle donne che stanno provocando la morte dei loro bambini, sole, con vicino mamme felici che non vedono l’ora di stringere i loro figli. Non posso che pregare il Signore, di cui quel giorno si festeggiava il Sacro Cuore.
Leggo i vostri articoli per capire cosa comporti questo aborto con pillola, spacciato per rispettoso della dignità della donna, invece così traumatico.
Purtroppo a luglio, durante l’ecografia apprendo che il mio bambino è nato in Cielo, il suo cuoricino si è fermato due settimane prima a causa di una malformazione, senza però che noi ce ne accorgessimo.
L’esperienza vissuta il mese precedente, la lettura dei vostri articoli, sono stati segni mandati dal Signore. Nello sconforto, mantengo la lucidità per rifiutare senza remore l’aborto farmaceutico (nonostante le pressioni per adottare questa procedura) e chiedo che il bambino venga seppellito. Purtroppo, se avessi accettato l’assunzione della pillola, sarei stata subito inserita in “agenda”; richiedendo l’intervento chirurgico invece devo attendere una settimana (nonostante il bambino fosse già morto da due settimane).
Immaginate la paura di sapere di poter avere un aborto spontaneo da un momento all’altro, con l’angoscia di non salvare il corpicino. Mi sono affidata al Signore chiedendo di ascoltare questo mio desiderio: dare al mio bambino la dignità di essere umano e una degna sepoltura. Ho contattato l’associazione Difendere la Vita con Maria: ho trovato degli angeli che mi hanno confortato e hanno pregato per la mia famiglia.
L’aborto è poi partito spontaneamente, molto prima dell’intervento programmato, ma le nostre preghiere sono state ascoltate e sono riuscita ad arrivare in ospedale. L’ostetrica, dopo l’intervento in urgenza, mi ha portato il mio bambino ed è rimasto con me tutta la mattina in attesa di andare in obitorio. Era bellissimo, un bambino piccolissimo, non certo un “grumo di cellule” ed aveva il sorriso, “il sorriso di chi ha visto il Paradiso” (come mi ha detto il cappellano dell’ospedale).
A settembre ci sarà la cerimonia presso il cimitero e il nostro bambino riposerà presso il Giardino degli Angeli. L’associazione, a cui io sarò eternamente riconoscente, si occuperà di tutto.
È proprio vero che il Signore non ci abbandona mai, e anche nel momento della prova e del dolore ci soccorre attraverso il nostro Prossimo, che nel mio caso ha avuto le sembianze dei volontari dell’associazione Difendere la Vita con Maria.
Ringrazio la vostra redazione per tenere viva sempre l’attenzione su questo tema.
Cordialmente,

C.S.