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Un sindacato chiede l’autocertificazione per "cambiare" sesso

GMB Union è un sindacato inglese che conta circa 600mila iscritti. Recentemente ha inviato una lettera al ministro per le donne e le pari opportunità Liz Truss chiedendo di modificare il Gender Recognition Act, una legge che riguarda anche le persone transessuali.

Due sono sostanzialmente le richieste avanzate. La prima: meno discriminazioni. Nelle lettera inviata al ministro si può leggere: «Siamo a conoscenza dei livelli di discriminazione e abuso che le persone trans e non binarie devono subire sul posto di lavoro e nella società in generale: molti datori di lavoro non comprendono adeguatamente le questioni trans, parimenti moltissimi erogatori di servizi su cui fanno affidamento le persone trans».

Seconda richiesta: rendere più snella la procedura per cambiare sesso introducendo una semplice autodichiarazione, senza bisogno di sottoporsi a cure ormonali o operazioni chirurgiche. «L'autodichiarazione è già la legge in molti paesi, come in Irlanda – continua la missiva - dove una persona di età superiore ai 18 anni può cambiare il proprio sesso tramite una 'dichiarazione legale'».

A ben vedere l’autodichiarazione è più rispondente alle premesse dell’ideologia gender. Se, come uomo, è sufficiente credersi donna per essere davvero donna, allora non è necessario cambiare il proprio aspetto fisico per assomigliare ad una donna e dunque non sono necessari trattamenti ormonali e interventi chirurgici.