a cura di Benedetta Frigerio
  • Induismo

Un ragazzo cristiano vittima in India dei radicali indù

Un giovane cristiano, Sombaru Madkami, studente di scuola superiore, è stato brutalmente assassinato in India, nell’Orissa, da estremisti indù ostili ai cristiani e dagli abitanti del villaggio in cui viveva, Kenduguda, da loro istigati. Gli assassini si sono recati a casa sua, mentre suo padre non c’era. Gli hanno chiesto di uscire per parlare e, quando lui li ha seguiti fuori casa, lo hanno aggredito e ucciso a colpi di bastone e a coltellate. Poi hanno seppellito il cadavere su una montagna non lontana. Non contenti, hanno cercato di radunare degli anziani con il pretesto di un incontro, ma questi sono fuggiti temendo di subire la stessa sorte del ragazzo. Quando gli estremisti se ne sono andati, gli stessi anziani si sono rivolti alla polizia che, dopo la scoperta del cadavere sulla montagna, ha avviato una inchiesta. Sajan K. George, presidente del Global Council of Indian Christians a cui la notizia è pervenuta lo scorso 4 giugno, ha riferito all’agenzia di stampa AsiaNews che da tre anni gruppi di estremisti stanno fomentando odio nei confronti dei cristiani nel villaggio e nei suoi dintorni. La sua associazione ha diffuso un duro comunicato di condanna: “Il giovane – si legge – è stato assassinato per la sua fede cristiana da elementi radicali armati che continuano ad attaccare e intimidire gli indifesi cristiani tribali in questo villaggio”. Un motivo di tensione nel villaggio sono le conversioni alla fede cristiana avvenute negli ultimi anni. Spesso in India dei cristiani sono accusati di conversioni forzate, soprattutto di tribali e fuori casta emarginati e poveri.