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Un questionario molto ben orientato

WeSchool, una piattaforma per la didattica a distanza, lancia un sondaggio per docenti e studenti e si viene a scoprire che ben il 75% di costoro vorrebbe che in aula si parlasse di più di gender. Ma come? Non si fa altro che parlare di gender dalla mattina alla sera ovunque.

E infatti le associazioni prolife e profamily Pro Vita e Famiglia, Family Day/Difendiamo i Nostri Figli, Articolo 26 e Non si Tocca la Famiglia, in una nota fanno sapere che il questionario sarebbe stato "pensato per orientare le risposte" dato che "l’impostazione dei quesiti" sarebbe "tutt’altro che super partes".

Inoltre è “inevitabile che gli studenti indecisi e disorientati rispondano secondo i criteri suggeriti tra le righe dal sondaggista, che poi userà i risultati della sua indagine per finalità non scientifiche, né didattiche ma meramente politiche"

"Ancora una volta si provano a imporre tematiche educative sensibili ai nostri figli senza consenso dei genitori", spiega Maria Rachele Ruiu, membro del Direttivo di Pro Vita e Famiglia, una strategia "per promuovere attività scolastiche senza la condivisione con le famiglie e per di più su temi su cui anche la comunità scientifica è divisa".